Dmitrij PalagiConsigliere comunale · Firenze · SPC

Futuro Nazionale presiede le garanzie in Quartiere 4 e vuole i manganelli in piazza

“Il problema è un partito che porta nelle istituzioni l’idea che il dissenso si governi con la forza”


Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Giulia Marmo – Sinistra Progetto Comune Quartiere 4

Il consigliere del Quartiere 4 Leonardo Batistini, esponente di Futuro Nazionale e presidente della Commissione Garanzia e Regolamento del Quartiere, nei giorni scorsi ha detto ai microfoni di Lady Radio che manganellerebbe chiunque scenda in piazza con una bandiera della Palestina. Stamani era in audizione in Commissione Affari Istituzionali, dove si discute il nuovo Regolamento della Partecipazione, e ha spiegato di avercela «con le persone violente, non con chi manifesta».

Le due affermazioni non stanno insieme. Una bandiera non è un atto di violenza, e chi la porta in corteo esercita un diritto che la Costituzione riconosce a tutte e tutti, senza chiedere di quale causa si tratti. Dire alla radio che quella piazza andrebbe dispersa a manganellate, e poi correggersi in un’aula istituzionale, è un modo di spostare il confine di ciò che si può dire, contando sul fatto che la prima frase circola e la seconda resta agli atti.

Non facciamo parte della Commissione affari istituzionali, ma condividiamo la preoccupazione per il clima che Futuro Nazionale sta creando, dall’apertura della sede in piazza Tanucci in poi.

Il punto è proprio quel ruolo. Ad aprile Futuro Nazionale ha portato in strada a Firenze quella che chi abita i quartieri ha vissuto come una ronda. Suoi esponenti sono intervenuti in Sant’Apollonia per rimuovere una bandiera della Palestina. Oggi un suo esponente presiede in Quartiere 4 la commissione che dovrebbe garantire le regole del confronto democratico, e intanto descrive le manifestazioni come un problema di ordine pubblico da risolvere con la forza. La destra di Vannacci costruisce consenso proprio così: trasforma lo spazio pubblico in un luogo da sorvegliare e il dissenso in un pericolo da reprimere, a partire da chi si mobilita contro il massacro a Gaza.

La sicurezza ridotta a manganello non rende più sicuro nessuno e nessuna: serve a disciplinare chi protesta e a far passare l’idea che la piazza sia un problema.
Pensiamo sia sbagliato, pericoloso e irresponsabile stare nel dibattito pubblico e istituzionale in questo modo: Futuro Nazionale utilizza la strategia di una costante provocazione volta a spostare sempre più in là l’asticella di ciò che è accettabile pronunciare e quindi sentire, è fondamentale mantenere l’attenzione e gli anticorpi per respingere questa ed altre provocazioni.”

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