A Trespiano, dopo la cerimonia antifascista, anche l’estrema destra. È un fatto grave

“La Sindaca e la Giunta devono aprire un confronto urgente con Prefettura e Questura. Il 25 aprile e l’11 agosto non possono essere giorni in cui si onorano quelli che combatterono contro la nascita della Repubblica italiana»


Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

Ieri mattina al Cimitero di Trespiano eravamo presenti alla cerimonia organizzata dalla Rete Democratica Fiorentina: “Diamo un futuro alla memoria”, in ricordo di Gilda Larocca, partigiana di Radio Co.Ra. — la radio clandestina che durante l’occupazione nazista di Firenze tenne aperto il collegamento tra il CLN e gli Alleati. Era il senso giusto del 25 aprile: onorare chi scelse la parte giusta della storia, a rischio della propria vita.

Poche ore dopo, durante gli orari di apertura ordinaria del cimitero, ci sono pervenute segnalazioni di una cerimonia di tutt’altro segno: un gruppo organizzato, con bandiera, di alcune decine di persone che come di consueto presumiamo abbiano voluto commemorare i cosiddetti “franchi tiratori” e chi scelse di servire la Repubblica Sociale Italiana, dopo la resa della monarchia a favore della Resistenza e degli eserciti Alleati. Ovvero chi scelse l’occupante nazista e il governo Mussolini, contro le formazioni partigiane e chi sconfisse la barbarie del secolo scorso.

Lunedì scorso, 20 aprile 2026, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione 2025/00914, da noi proposta, che impegna la Sindaca e la Giunta a confrontarsi con Questura e Prefettura per impedire che sul territorio cittadino si verifichino episodi contrari ai principi costituzionali, ledendo l’onorabilità di una città Medaglia d’Oro al Valor Militare per il ruolo avuto nella Resistenza. Quel voto, unanime per tutti i gruppi presenti (con l’eccezione di un Consigliere, vicino a Casaggì), a che è servito se Palazzo Vecchio dimostra di non voler avere contezza di quanto avviene in un proprio spazio, quale è il cimitero di Trespiano?

Ogni manifestazione pubblica di questo tipo richiede un preavviso alle autorità competenti. Se un gruppo strutturato si è presentato al cimitero a fine mattinata del 25 aprile, è ragionevole ritenere che le autorità ne fossero a conoscenza. La mozione appena approvata non ha trovato applicazione.

Domani presenteremo una domanda di attualità e chiederemo anche nel Salone dei Duecento che Sindaca e Giunta si attivino immediatamente. Non per individuare responsabilità formali nella gestione dell’ordine pubblico — su cui il Comune non ha un ruolo centrale, ma può dire la sua — ma per esercitare la pressione politica e istituzionale che spetta a chi governa una città che ha fatto dell’antifascismo un valore fondativo. Non è facoltativo: è l’impegno che il Consiglio ha assunto all’unanimità solo cinque giorni fa, lo ripetiamo.

Il 25 aprile e l’11 agosto non possono essere giorni in cui a Trespiano si onorano coloro che si opposero alla nascita della Repubblica italiana. Non è una questione di sensibilità: è una questione di coerenza istituzionale e di senso stesso della cornice pubblica di regole che dichiariamo di voler rispettare.

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