Dmitrij PalagiConsigliere comunale · Firenze · SPC

Carnet Smart: chi lavora a Roma può pagare fino a 215 euro in più al mese

“Trenitalia è un’azienda pubblica: la Giunta chieda al Governo, che ne è l’azionista, di tornare indietro”


Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

Dal 1° novembre Trenitalia non venderà più il Carnet Smart, i dieci viaggi in trenta giorni sull’Alta Velocità che usa chi lavora fuori città solo alcuni giorni alla settimana. Ieri una rappresentanza delle persone pendolari della Firenze–Roma ha scritto alla nona Commissione del Consiglio comunale per chiedere al Comune di intervenire. Oggi abbiamo depositato un’interrogazione urgente: chiediamo alla Sindaca e alla Giunta se intendano muoversi prima di quella data.

Al posto del carnet l’azienda propone un abbonamento mensile con la quota fissa ridotta di 80 euro, a cui si aggiungono 2 euro per ogni prenotazione. Può convenire a chi viaggia tutti i giorni. Per chi va a Roma una o due volte a settimana è invece un aumento secco. Secondo i conti che ci hanno mandato i pendolari, dieci viaggi al mese passano da 149 a 364 euro, sedici da 298 a 376. Sulla Torino–Milano la stampa ha calcolato un aumento del 126 per cento per chi viaggia cinque giorni al mese.

Trenitalia spiega che lo smart working è calato e che vuole ridurre le prenotazioni non usate. È un problema reale, ma si può affrontare senza cancellare l’unica formula pensata per chi lavora in modo ibrido. Il carnet permette a molte persone di continuare a vivere a Firenze, con la famiglia e le relazioni che hanno qui, lavorando anche a Roma, Bologna o Milano.

Trenitalia fa parte del Gruppo Ferrovie dello Stato, interamente posseduto dallo Stato attraverso il Ministero dell’Economia. Le tariffe dell’Alta Velocità le decide l’azienda, perché il servizio è a mercato, ma un’azienda pubblica non può ragionare solo come un operatore privato che massimizza il ricavo per posto. Se il treno diventa troppo caro per chi lo usa con regolarità, una parte di queste persone tornerà all’auto o all’aereo.

Il Comune non decide le tariffe, ma la Sindaca e la Giunta possono chiedere a FS e al Governo di mantenere il carnet o una formula equivalente, insieme alla Regione Toscana e agli altri Comuni interessati, e possono incontrare chi viaggia. In Parlamento sono già state annunciate interrogazioni al Ministro dei Trasporti. Il regolamento dà dieci giorni per rispondere a un’interrogazione urgente: c’è ancora il tempo per farlo prima del 1° novembre. Ringraziamo i pendolari che hanno scritto al Consiglio con conti precisi e proposte chiare.

A Firenze si parla da anni del nodo dell’Alta Velocità e della nuova stazione. Un’infrastruttura pubblica che costa così tanto deve servire anche a chi la usa per lavorare, non solo a chi viaggia ogni tanto e può permettersi il biglietto pieno.

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