Tag: trasporti

  • Autolinee Toscane: dalla parte di chi lavora

    Autolinee Toscane: dalla parte di chi lavora

    “Procedura di raffreddamento con esito negativo. Il Comune non può restare indifferente.”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Pare non essere una rarità che nei depositi di Autolinee Toscane si trovino mezzi con parabrezza distrutti tenuti insieme dal nastro adesivo, cabine di guida danneggiate, veicoli che hanno subito impatti gravi e che restano lì, in attesa di riparazioni che tardano. È il racconto delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno sono in strada esponendosi anche alla rabbia dell’utenza per i disservizi.

    Quei mezzi, secondo chi lavora in quei depositi, sono autobus che hanno subito incidenti. E le lavoratrici e i lavoratori indicano una spiegazione sistematica: tempi di percorrenza irrisori imposti anche a conducenti neopatentati, in una città sempre più cantierizzata, con pressioni crescenti su chi ha un’assunzione ancora fresca. Su questo il Comune intende fare verifiche precise?

    Il 13 aprile, presso la Prefettura di Firenze, si è svolto il tentativo obbligatorio di raffreddamento e conciliazione tra COBAS Lavoro Privato e Autolinee Toscane S.p.A. Il verbale firmato dal Vicecapo di Gabinetto certifica l’unica cosa che conta: esito negativo. Venticinque minuti — dalle 11.30 alle 11.55 — per dichiarare le parti su posizioni incompatibili. L’azienda ha risposto alle segnalazioni delle lavoratrici e dei lavoratori con la solita formula: rispettiamo le normative, usiamo sistemi informatici, siamo al lavoro internamente. Nessun impegno concreto, nessuna scadenza, nessuna disponibilità reale.

    Eppure le questioni sul tavolo non sono opinioni: turni eccessivamente gravosi, pause insufficienti, tempi di percorrenza non realistici denunciati da anni, problemi di manutenzione dei mezzi e nelle condizioni delle cabine di guida, DPI e tute di lavoro senza una disciplina definita per il lavaggio, pressioni sui neoassunti e le neoassunte, “salti zona” impropri. Non una di queste criticità ha ricevuto risposta strutturata. La procedura di raffreddamento — prevista per legge proprio per evitare lo sciopero — è diventata l’ennesima occasione in cui l’azienda ha condizionato il confronto al riconoscimento formale del soggetto sindacale, sottraendo di fatto il merito a una questione procedurale.

    COBAS ha ragione a denunciare la distanza abissale tra le promesse fatte all’avvio del cambio di gestione — più ascolto, attenzione alle persone, dialogo aperto — e la realtà di una vertenza che si trascina da anni senza risposta. Non è questione di stile manageriale: è la conseguenza diretta di un modello che mette il contenimento dei costi al centro e considera il dialogo con le lavoratrici e i lavoratori un costo aggiuntivo da evitare.

    Come Sinistra Progetto Comune abbiamo posto più volte in Consiglio comunale le questioni legate ad Autolinee Toscane: i bilanci in perdita nonostante i ricavi in crescita, le condizioni di chi guida ogni giorno, la qualità del servizio per l’utenza. Il Comune di Firenze e la Regione Toscana hanno strumenti contrattuali nei confronti di AT: li usino — soprattutto ora che è documentato che risorse pubbliche rilevanti sono state erogate senza che ne seguissero miglioramenti reali né per le lavoratrici e i lavoratori né per l’utenza. Non bastano i tavoli di confronto sulla viabilità. Chi governa il territorio ha la responsabilità di pretendere che il gestore del trasporto pubblico garantisca condizioni di lavoro dignitose e sicure — per chi lavora e per chi viaggia.

    A questo si aggiunge una contraddizione politica che chiama in causa direttamente la Regione Toscana e il Comune di Firenze. Secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali, oltre 30 milioni di euro di risorse pubbliche aggiuntive sarebbero stati stanziati con impegni che avrebbero dovuto tradursi in miglioramenti concreti — inclusa una revisione dei tempi di percorrenza. Quegli impegni risulterebbero disattesi. Non solo: l’azienda continua a chiedere ulteriori risorse pubbliche per adeguare queste stesse questioni, mentre contemporaneamente comprime il costo del lavoro. Alcune voci del contratto non vedono un adeguamento reale da decenni: emblematico il caso dell’indennità per “evitati sinistri”, ferma a 500 lire secondo il racconto delle lavoratrici e dei lavoratori — una cifra che oggi suona come una presa in giro, soprattutto se rapportata ai rischi civili e penali che chi guida affronta ogni giorno.

    Quello che si trova nei depositi è la sintesi materiale di questa storia. Sostenere la mobilitazione di COBAS non è una scelta ideologica: è riconoscere che chi denuncia da anni problemi di sicurezza ha il diritto di essere ascoltato, non ignorato. Palazzo Vecchio ha votato la privatizzazione di ATAF: ha responsabilità enormi e non può rimanere indifferente. Altrimenti a che serve la politica?

  • Trasporto scolastico a Firenze: gare deserte e autisti che mancano. Risolviamo entro il 2029

    Trasporto scolastico a Firenze: gare deserte e autisti che mancano. Risolviamo entro il 2029

    “Le risposte in Commissione ieri confermano che sarebbe un risparmio investire sull’internalizzazione completa del servizio”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il trasporto scolastico a Firenze costa di più di quanto dovrebbe, e non perché i bisogni siano aumentati: perché le gare vanno deserte e l’Amministrazione è costretta a ricorrere alla trattativa privata, con importi che crescono rispetto alle basi d’asta. Ci ha informato di questo, rispondendo ad alcune delle nostre domande, l’Assessore di competenza.

    È una spirale nota: la difficoltà di attrarre operatori privati nelle gare pubbliche per il servizio di noleggio con conducente (NCC) degli scuolabus genera negoziazioni dirette con i pochi soggetti disponibili, che possono così spuntare condizioni più favorevoli. Il risultato è un onere crescente per le casse comunali senza un corrispondente miglioramento del servizio.

    Il gruppo consiliare Sinistra Progetto Comune concorda sul fatto che la strada sia una sola: l’internalizzazione completa del servizio. Il Comune di Firenze dispone già di una propria flotta di scuolabus e di autisti dipendenti che coprono una parte delle tratte. La logica della delega al mercato privato non ha funzionato. Portare tutto in gestione diretta entro la fine di questa consiliatura, cioè entro il 2029, non è un obiettivo utopico: è una scelta di efficienza e di risparmio, oltre che di qualità del servizio.

    È un percorso che la stessa amministrazione ha iniziato, timidamente: a ottobre 2025 il Comune ha pubblicato un concorso per 8 posti di Operatore Esperto Autista, con prova scritta svoltasi il 1° dicembre 2025. In precedenza, a giugno 2025, era stata avviata una procedura di mobilità per 7 posti riservata a dipendenti pubblici. Si tratta di passi nella direzione giusta, ma senza un piano complessivo e senza un orizzonte temporale definito.

    L’Assessore non ha saputo dirci entro quando sarà completata l’internalizzazione. Noi lo proponiamo: entro il 2029. E chiediamo che il Consiglio Comunale lo voti come atto di indirizzo vincolante per la Giunta, con un cronoprogramma delle assunzioni e la progressiva uscita dai contratti di appalto NCC.

    Non si tratta di una proposta contro le aziende private, ma a favore di un modello più stabile, più economico per il Comune e più sicuro per le famiglie. Una internalizzazione seria prevede anche meccanismi di tutela per chi oggi eroga quel servizio dall’esterno, se necessari.

  • Trasporto turistico: azioni insufficienti e potenzialmente confuse

    Trasporto turistico: azioni insufficienti e potenzialmente confuse

    “Senza una visione chiara, le misure rischiano di essere inefficaci”

    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Si può fare qualcosa per limitare il turismo? La prima cosa sarebbe smettere di promuoverlo. Poi ci sono margini aperti dalla nuova legge regionale della Toscana, che oggi il Consiglio comunale ha misurato nella proposta di delibera della Giunta di regolamentare il trasporto turistico in area UNESCO.

    Il nostro voto di astensione è dovuto al fatto che troviamo il provvedimento confuso. Immaginiamo che vietare un determinato servizio non sia possibile (ma lo si può limitare molto di più), per le norme europee sulla tutela delle attività di impresa. Questo va esplicitato e messo al centro del dibattito nel Parlamento di Strasburgo.

    La regolamentazione proposta oggi è parziale e potenzialmente genera disorientamento. Da una parte riconosce la possibilità di svolgere un’attività che crea concorrenza nell’ambito del trasporto persone, in un contesto fortemente segnato dalle tensioni (basta pensare a taxi e NCC). Dall’altra si propongono percorsi che si fatica a capire a quale finalità corrispondano. Uno dei due, quello verso il piazzale, sembra quasi sostituirsi a una navetta di trasporto pubblico locale che abbiamo chiesto per San Niccolò. È appetibile per il mercato, ma non per i servizi pubblici?

    Occorrono scelte radicali, cercare sintesi è necessario, ma dopo aver proposto una visione di Città. Nella delibera di oggi ci è sembrato che si volesse giusto mitigare qualcosa che è vissuto con fastidio in Città, ovviamente sul piano politico. Vedremo quali effetti produrrà.

  • Taxi e NCC: domanda di attualità non discussa, si risponda presto

    Taxi e NCC: domanda di attualità non discussa, si risponda presto

    “La proclamazione di uno sciopero di luglio dimostra che non c’è concretezza da parte del sistema politico”

    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune


    Se tutto va avanti per inerzia, le grandi piattaforme sono destinate a prevalere sul lavoro, sui diritti e la qualità dei servizi. Vale anche per il trasporto pubblico non di linea, minacciato da quei comportamenti che violano le norme ma restano impuniti.

    Abbiamo sollevato più volte il tema in Consiglio comunale. Avremmo voluto farlo anche oggi, con una domanda di attualità che però non è rientrata nella mezz’ora dedicata a questo tipo di atti.

    Diventerà un’interrogazione urgente. Chiediamo all’Assessore Giorgio di rispondere nei 10 giorni previsti dal regolamento. Quante volte sono state convocate le rappresentanze di Taxi e NCC? Con quali esiti? Quanti e quali controlli sono stati effettuati tra aprile e giugno 2025? Con quali esiti?

    Il caldo e i flussi turistici rischiano di esasperare ulteriormente la situazione. Dimostriamo che la politica serve a qualcosa con delle risposte, anche nella diversità delle posizioni.

  • Sicurezze e mobilità: dopo i tavoli si coinvolgano i Consigli

    Sicurezze e mobilità: dopo i tavoli si coinvolgano i Consigli

    “Taxi, NCC, tramvia, bus e servizi di autonoleggio: tanti settori in cui serve la costruzione di nuove risposte”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Se il trasporto pubblico di linea non funziona, anche quello non di linea si ritrova compromesso, dovendo rispondere a una domanda alta. L’alternativa per noi non sono le grandi multinazionali, con servizi a discapito della qualità del lavoro. Inoltre, ci sembra grave la continua segnalazione di irregolarità di chi opera come NCC fuori dalle regole, che arriva con quotidiane foto e video, in cui si tutela la privacy delle persone ovviamente.

    L’assenza di risposte adeguate ai bisogni e al diritto alla mobilità acuisce i problemi di nervosismo e di tensione, che recentemente si traducono a loro volta in episodi di violenza, ai danni delle diverse classi lavoratrici.

    Prendiamo atto della convocazione di due tavoli. Il 12 settembre in risposta alla richiesta delle rappresentanze di chi ha licenza taxi, il 16 settembre per incontrare le rappresentanze sindacali del trasporto pubblico di linea.

    Dopo questi incontri confidiamo che si vorranno coinvolgere anche i consigli di quartiere e le commissioni di competenza di Palazzo Vecchio, perché si esca fuori dalle dinamiche maggioranza-opposizioni nella costruzione di risposte adeguate a una società in trasformazione e in cui il pubblico si è sempre più ritirato (a partire dalla privatizzazione di Ataf).

  • Sicurezza Aeroporto Peretola autonoleggi: Regione e Comune agiscano

    Sicurezza Aeroporto Peretola autonoleggi: Regione e Comune agiscano

    “Necessario dare priorità di tutela di chi lavora, soprattutto in servizi pubblici” 


     Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune 

    Nel corso della precedente consiliatura era già emersa all’attenzione del Consiglio comunale la necessità di affrontare il tema della sicurezza di chi lavora nell’ambito dei noleggi mezzi all’aeroporto di Peretola (Palagio degli Spini). Invano? 

    Nuovi episodi confermano la necessità di non ignorare le condizioni del personale. Il pubblico deve avere un ruolo anche rispetto ai privati, soprattutto se si parla di realtà collegate a un servizio pubblico, gestito da una società (Toscana Aeroporti) di cui sono soci sia Comune che Regione.  

    Chiederemo a settembre, alle commissioni di competenza, di audire le organizzazioni sindacali, Toscana Aeroporti e le società di autonoleggio, per favorire un protocollo in tempi rapidi, a partire dalla creazione di un tavolo con i diversi soggetti, che arrivi a coinvolgere anche ENAC.

    La dinamica domanda-offerta ed eventuali tensioni dell’utenza in nessun modo possono compromettere i diritti di chi lavora.