“Serve una regola pubblica per chi chiude piazze e lungarni, scritta insieme ai Quartieri”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Francesca Lupo – Sinistra Progetto Comune Quartiere 1
Otto giorni di piazza Strozzi senza pagare un euro di canone di suolo pubblico. Lo ha deciso la Giunta l’11 settembre per l’allestimento legato alla nuova mostra di Palazzo Strozzi, dal 21 al 28 settembre, trattandolo come un’iniziativa priva di qualsiasi natura commerciale. Nella richiesta per i permessi di traffico, però, la stessa occupazione ha un altro nome: «occupazione di suolo pubblico per eventi privati». Il giardino di sculture è aperto gratis a tutte e a tutti solo per tre giorni, da oggi a domenica.
Nelle stesse ore il lungarno Corsini è stato chiuso. Nella notte del 24 settembre, quella del «Galà BIAF su invito» annunciato dal comunicato del Comune, strada, pista ciclabile e marciapiede lato fiume sono stati interdetti per i fuochi e le tribune della Biennale dell’Antiquariato. Con quale canone, dagli atti pubblicati non risulta.
Le due vicende si tengono. La Biennale è partner del giardino di piazza Strozzi ed è una mostra-mercato: nella stessa seduta dell’11 settembre la Giunta le applica la riduzione dell’80% che il regolamento prevede per le iniziative culturali anche quando c’è attività commerciale. Il giardino realizzato insieme a lei, con sculture che secondo il programma riportato dalla stampa arrivano dai galleristi, non paga invece niente. Eppure per gli eventi privati che chiudono uno spazio pubblico il regolamento chiede alla Giunta di pesare i benefici per la città contro il «sacrificio imposto alla collettività». Lo scorso ottobre, per un evento Maserati in piazza Ognissanti, lo ha fatto. Qui no.
Non contestiamo la mostra né il giardino. Palazzo Strozzi è di proprietà del Comune dal 2024, la Fondazione lo usa gratuitamente e riceve 500.000 euro l’anno di contributo pubblico: la cultura aperta a tutte e a tutti va sostenuta, anche rinunciando al canone. Una serata su invito è un’altra cosa, e dovrebbe avere altre regole.
Quelle regole vanno ripensate: lo scrivevamo a maggio, dopo gli eventi di Gucci in piazza della Signoria. Avevamo chiesto un quadro organico per l’uso delle piazze monumentali, costruito coinvolgendo i Quartieri, e la Giunta aveva risposto con una revisione in corso sulle immagini dei beni culturali. Nel frattempo ogni caso fa storia a sé, deciso delibera per delibera.
Per questo depositiamo una mozione, che porti a criteri pubblici, da discutere in Commissione e al Quartiere 1, prima del rinnovo delle concessioni di Palazzo Strozzi che scadono nell’ottobre 2027.
Le piazze e i lungarni sono di chi li attraversa ogni giorno. Quando si chiudono, la città ha diritto di sapere per chi e a che prezzo, anche per capire se rivedere le decisioni.









