Dmitrij PalagiConsigliere comunale · Firenze · SPC

Agripunk lascia Ambra: la Regione aiuti il trasferimento

Il Salone de' Dugento, aula del Consiglio comunale di Firenze

“A maggio Firenze ha chiesto una soluzione per far continuare il rifugio, ora la Regione accompagni chi è costretto a ricominciare in un altro luogo”


Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

Agripunk lascerà entro il 18 dicembre il podere di Ambra, nel Comune di Bucine. Lo ha comunicato l’associazione dopo il quarto accesso dell’ufficiale giudiziario, il 16 ottobre, in cui ha dovuto riconsegnare il capannone numero 4 e una parte degli spazi abitativi. La proposta di un rinvio più lungo è stata rifiutata ancora una volta e, scrive Agripunk, questo «ha di fatto esaurito la tempistica per qualsiasi margine di trattativa». Restano due mesi per scegliere un nuovo posto, svuotare stalle e spazi comuni e trasferire persone e animali.

Da più di dieci anni quell’ex allevamento intensivo di tacchine è un rifugio per animali che vengono dal sistema zootecnico. Per le conseguenze dello sfruttamento non possono essere avviati al macello e non possono tornare a vivere liberi. È anche il posto a cui si sono rivolti diversi Comuni, l’AUSL Toscana Sud Est e i Carabinieri Forestali quando dovevano collocare animali sequestrati, perché un’alternativa pubblica non c’era.

Il 25 maggio il Consiglio comunale di Firenze ha approvato senza voti contrari la nostra risoluzione 842/2026, dopo l’audizione dell’associazione in Commissione 6. La risoluzione chiedeva alla Regione Toscana di confrontarsi con Bucine e con gli altri Comuni della provincia di Arezzo «per trovare una soluzione che garantisca la prosecuzione dell’esperienza di Agripunk». Chiedeva anche di riconoscere per legge i rifugi per animali provenienti dagli allevamenti come una categoria distinta, con accesso a bandi e finanziamenti. Il Presidente del Consiglio comunale l’ha trasmessa l’8 giugno e ha chiesto di essere informato di ogni iniziativa presa. Per quanto ci risulta, una soluzione che permettesse ad Agripunk di restare non è arrivata.

Rispettiamo la scelta dell’associazione, che rivendica quello che ha ottenuto in questi anni: la chiusura di un allevamento intensivo e il divieto di costruirne di nuovi a Bucine. Adesso però il trasferimento non può pesare solo su chi lo subisce. Chiediamo alla Regione Toscana di dire che cosa ha fatto dopo la risoluzione e di sostenere il trasferimento in modo concreto: nella ricerca della nuova sede, nelle autorizzazioni sanitarie per spostare animali fragili e con un contributo economico. Sulle autorizzazioni la stessa AUSL aveva segnalato le difficoltà, a partire dal blocco dei movimenti dei suini per la peste suina africana. Chiederemo alla Presidenza del Consiglio comunale se dalle istituzioni a cui l’atto è stato inviato sono arrivate risposte.

Agripunk ha aperto una raccolta fondi per comprare e adeguare un nuovo podere e chiede volontariato, eventi benefit e solidarietà: invitiamo a sostenerla.

L’associazione scrive di provare rabbia «verso chi vede la terra come capitale, e le persone come merce». Un luogo che le istituzioni hanno usato come servizio pubblico, quando avevano animali da collocare, chiude con uno sfratto senza che quel lavoro abbia mai avuto un riconoscimento. È il vuoto che la risoluzione chiedeva di colmare, e che resta aperto per tutte le realtà che fanno lo stesso lavoro.

Si tratta di una sconfitta politica e dell’ennesima dimostrazione di quanto il pubblico non voglia esercitare il potere che spetterebbe a chi chiede mandati elettorali, di governo, o comunque nelle assemblee elettive. 

Anche per questo rilanciamo l’appello di Agripunk: https://www.agripunk.com

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