Acqua pubblica: evitiamo dibattiti fuorvianti

Grafica: Multiutility della Toscana e consigli comunali

“Il tema è il fallimento della multiutility per come era stata pensata e la competenza è dei Comuni, non della Regione”


Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

Riconosciamo al Presidente Nicola Perini la correttezza di aver da tempo sostenuto l’ipotesi di una società benefit per la gestione dell’acqua. Ci teniamo però a fare chiarezza, rispetto a un dibattito politico che rischia di essere fuorviante nei confronti dell’opinione pubblica e della cittadinanza.

1) Il tema non è di competenza regionale. La politica può discuterne a ogni livello, ovviamente, ma a decidere sono gli Enti soci di Plures e delle altre partecipate interessate, compresa Publiacqua (dove rimane aperto il tema del dissenso del socio privato). Quindi sta ai Comuni, con quello di Prato che oggi è privo di guida politica (e che rappresentava un tassello decisivo nell’asse Empoli-Firenze-Prato, che rappresentavano una maggioranza assoluta all’interno della multiutility). Nei Consigli comunali di Empoli e Firenze del tema non stiamo dibattendo.

2) L’Autorità Idrica Toscana ha già deliberato una gestione, nella prossima gara, con il 30% di partecipazione privata. Ribadiamo la nostra contrarietà e faremo tutto ciò che è necessario per cambiare la cosa. Però non ci è mai stato spiegato come mai è saltato il calendario precedentemente annunciato, che doveva vedere il nuovo bando pronto per gennaio 2025 e le procedure completarsi per dicembre dello stesso anno. Dove è il problema?

3) La quotazione in borsa dicono essere stata archiviata, ma rimane una possibilità di fatto e fino a che rimane in piedi il progetto multiutility può tornare fuori in qualsiasi momento. Nel piano industriale di Plures, approvato in Consiglio di Amministrazione ma non ancora in assemblea soci, quale alternativa è stata scelta? La società benefit (che di per sé non sinonimo di società pubblica) è compatibile con i progetti elaborati in queste settimane?

Oggi manca un controllo diretto del pubblico, rispetto alla multiutility, che è già un progetto fallito, per come era stato pensato alla sua nascita.

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