“Le biblioteche sono un servizio essenziale in ogni stagione: serve un piano perché restino aperte”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Francesca Lupo – Sinistra Progetto Comune Quartiere 1
La biblioteca Thouar di piazza Tasso è rimasta chiusa 47 giorni quest’estate, dal 17 luglio, compresi i quindici della chiusura ordinaria di agosto, per il guasto di un condizionatore che serviva solo la zona di accoglienza. Lo scrive l’Assessore Bettarini nella risposta alla nostra interrogazione, arrivata l’8 ottobre: si erano rotti la scheda elettronica e il ventilatore dell’unità esterna di un monosplit, mentre negli altri locali c’erano «i condizionatori portatili» funzionanti. Lo ringraziamo per la risposta.
La riparazione è stata fatta dentro la convenzione Consip SIE 4, il contratto con cui dal 2023 Engie Servizi S.p.A., in raggruppamento con Unienergie Consorzio Stabile S.c.a.r.l., gestisce energia e impianti di 433 edifici comunali per nove anni. Nella relazione approvata dalla Giunta nel 2023 il servizio è descritto come «full-risk»: «il canone è omnicomprensivo, con l’unica eccezione degli atti vandalici», e comprende la manutenzione straordinaria degli impianti estivi, la reperibilità e il pronto intervento. Per la Thouar il piano approvato dalla Giunta prevede oltre 110mila euro in nove anni, di cui 387 l’anno per la climatizzazione estiva. La risposta attribuisce i tempi «esclusivamente» al reperimento dei pezzi di ricambio.
Restano due domande a cui la risposta non arriva. La prima: se nelle sale i portatili funzionavano, perché è stata chiusa tutta la biblioteca nei giorni più caldi dell’anno? La seconda: la risposta scrive che l’impianto «rientra nell’ambito delle attività di manutenzione programmata». Se era sotto manutenzione programmata, come si è rotto a metà luglio, e perché i ricambi andavano cercati sul mercato solo dopo il guasto?
Dobbiamo anche una correzione a quanto avevamo scritto il 1° settembre. Gli 800mila euro stanziati nel 2022 non riguardano solo le ex Leopoldine: sono un accordo quadro su più immobili comunali che porta nel titolo l’altana di piazza Tasso, e la Giunta scrive che sull’impianto dell’altana ne sono stati spesi circa 60mila. Quei lavori, quattro anni dopo, non sono ancora conclusi.
Una biblioteca di quartiere è uno dei pochi posti al chiuso e gratuiti dove si può stare senza consumare, al fresco d’estate e al caldo d’inverno: per chi studia, per le persone anziane, per le famiglie che non possono permettersi di rinfrescare o scaldare la casa. Il caldo e il freddo non li patiscono tutte e tutti allo stesso modo, e i servizi pubblici sono il modo in cui questa differenza si riduce. La risposta mette per iscritto che il ripristino arriva «salvo tempistiche dovute al reperimento dei componenti sostituiti dal mercato». Su come tenere aperta la biblioteca nel frattempo, non c’è una riga. E ogni guasto lasciato senza risposta pesa prima di tutto su chi in biblioteca ci lavora, ogni giorno e in ogni stagione.
Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta un piano per le biblioteche comunali, valido tutto l’anno e attento alla salubrità degli ambienti per chi ci lavora e chi le frequenta, che dica che cosa succede quando un impianto si ferma: sale alternative, aperture parziali, tempi massimi di intervento da far rispettare al fornitore.









