“Risposte su Villa Vittoria che non possono rassicurare la residenza”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Francesca Lupo – Sinistra Progetto Comune Quartiere 1
Partiamo dal dato generale: a Firenze il Reparto di Polizia Ambientale della Polizia Municipale continua ad avere due fonometri e sei persone formate per il loro utilizzo. È un dato che rimane uguale a se stesso nonostante le tante segnalazioni che continuano ad arrivare alla Città.
In una risposta a un’interrogazione arrivata ieri, la Vicesindaca ci ha spiegato anche il punto di vista dell’Amministrazione su Villa Vittoria, anche se a estate finita: per il 2026 il Comune non ha concesso a Vivi s.r.l. la deroga ai limiti acustici, ma, secondo le misure fatte a luglio dalla Polizia Municipale, il rumore sarebbe rimasto nei limiti di legge.
La domanda di deroga era stata presentata il 29 maggio, per 15 serate fino a mezzanotte. «A seguito di esposti pervenuti per eccessiva rumorosità non è stata concessa», scrive la Vicesindaca, e il 9 giugno la procedura è stata sospesa. Dal 2022 al 2025 la deroga era sempre stata rilasciata: quest’anno no, ma nei fatti la situazione non si è risolta, almeno guardando a quanto riferito dalla residenza.
Le deroghe degli anni scorsi, però, non hanno mai riguardato le ore che tengono sveglia la cittadinanza: quella del 2025 autorizzava 15 serate «con orario compreso tra le ore 20:00 e le ore 24:00 e mai oltre tale orario», e quella del 2024 diceva lo stesso. Chi abita fra piazza del Crocifisso e via Faenza ci segnala musica fino alle 4, dal mercoledì al sabato, da maggio a ottobre. Dopo mezzanotte valevano e valgono i limiti ordinari della zona.
Sui controlli la risposta dice poco: a luglio, dopo nuovi esposti, la Polizia Municipale ha misurato un rumore «inferiore al limite soglia di tolleranza» fissato dal decreto del 1997 sui limiti acustici, e quindi non ci sono state sanzioni. Non sappiamo in quante notti, a che ora e in quale abitazione siano state fatte le misure. Il procedimento aperto dopo il superamento accertato nel 2025 si regge su una nuova valutazione e su misure seguite dal tecnico di Vivi e da quello di Firenze Fiera, cioè dalla società che incassa il canone. Sull’esito del procedimento e sul ricorso contro la sanzione non c’è una parola.
Chiedevamo poi se la Giunta intendesse usare il proprio ruolo nella società Firenze Fiera, partecipata dal Comune per oltre il 9%, anche per rivedere le condizioni del rapporto con Vivi. Su questo nessuna risposta.
Chiedere controlli seri, per noi, vuol dire difendere la salute di chi vive in centro, in una città dove il centro è sempre più un luogo da cui estrarre valore. A Villa Vittoria uno spazio pubblico produce un canone per una società partecipata e un guadagno per un gestore privato, mentre il costo lo paga il sonno di chi abita il quartiere. In altri luoghi, dove la socialità prova a organizzarsi fuori dalle regole del profitto e del mercato, la risposta degli ultimi messi è fatta di controlli rigidi, quasi ci fosse ostilità verso l’organizzazione dal basso: non ci sembra una coincidenza.
Proveremo a questo punto a richiedere tutti gli atti necessari per capire fino in fondo, evidenziando la questione politica e ringraziando come sempre gli uffici per tutto il loro lavoro: Villa Vittoria è uno spazio pubblico della Regione, affidato da una società partecipata dai soggetti pubblici. Se diventa la sede di un’attività che vive di consumo notturno e scarica i suoi costi sul sonno di chi abita il quartiere, la responsabilità non è solo del gestore e ci sono decisioni da prendere, altrimenti vuol dire che a chi governa la Città le cose vanno bene così.








