“Approvato all’unanimità il nostro ordine del giorno: i benefici vadano prima a chi non riesce a pagare le bollette”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
La Fondazione che dovrebbe gestire le prime comunità energetiche rinnovabili del Comune di Firenze, nei Quartieri 4 e 5, doveva nascere entro il 2025. Così era scritto nel Documento unico di programmazione approvato nel settembre dello scorso anno. Nella nota di aggiornamento di dicembre la data è diventata «a inizio 2026», e nel nuovo documento 2027-2029 è «entro il 2026». Al 30 giugno la Fondazione non era costituita e, dopo l’avviso pubblico del 2023, non ci risultano atti della Giunta o del Consiglio su statuto, accordi o impianti. Oggi il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità, con emendamenti della maggioranza, un nostro ordine del giorno che chiede di procedere «con sollecitudine» e fissa alcuni impegni su chi deve beneficiarne per primo.
Una comunità energetica rinnovabile è un’associazione di cittadinanza, imprese ed enti pubblici che produce energia da fonti rinnovabili, per esempio con pannelli fotovoltaici sui tetti, e la condivide fra chi ne fa parte nella stessa area. Sull’energia condivisa riceve un incentivo pubblico, che poi si ripartisce fra i membri secondo le regole che la comunità si dà. La disciplina nazionale è nel decreto legislativo 199 del 2021.
A Firenze la Giunta ha approvato gli indirizzi per due comunità energetiche l’11 ottobre 2023, con l’Università degli Studi di Firenze e la Città Metropolitana. L’avviso si è chiuso il 29 febbraio 2024 con circa 800 candidature, di cui 431 ritenute utili. Nel settembre 2025, rispondendo all’interrogazione 498, l’Amministrazione scriveva che «non vi era un cronoprogramma stabilito». Il nuovo Documento unico di programmazione conferma oltre 2,2 milioni di euro per nuovi impianti e per i primi costi di gestione. Intanto nei pareri sul documento i Consigli dei Quartieri 1, 3, 4 e 5 chiedono di accelerare: chi con un progetto pilota rionale, chi proponendosi come sede sperimentale, chi chiedendo di partire dalle famiglie più fragili.
L’ordine del giorno approvato impegna la Sindaca e la Giunta a portare in Consiglio la delibera sulla Fondazione, con lo statuto e gli accordi con Università e Città Metropolitana, come è già successo per altre fondazioni partecipate dal Comune. Le risorse andranno indicate nel piano economico-finanziario della Fondazione, con la loro provenienza (compresi i fondi europei del programma PN Metro Plus) e distinguendo la spesa per la gestione da quella per gli impianti. Statuti e regolamenti dovranno prevedere criteri di ripartizione dei benefici e quote di adesione riservate ai nuclei in povertà energetica e a chi abita negli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Infine le comunità energetiche dovranno estendersi progressivamente agli altri Quartieri, tenendo conto delle loro proposte.
Ringraziamo la maggioranza per aver votato il testo e per aver lasciato intatto l’impegno sulla povertà energetica, che per noi era il punto principale. Gli emendamenti hanno però tolto la data del 30 novembre per portare la delibera in aula e il cronoprogramma degli impianti. Resta l’impegno a rispettare gli obiettivi del Documento unico di programmazione, che indica il 2026: la delibera deve quindi arrivare in Consiglio entro dicembre. Lo verificheremo nella nota di aggiornamento e nel bilancio, e se a gennaio la Fondazione non ci sarà ne chiederemo conto in aula.
Una comunità energetica promossa da un ente pubblico, con tetti e risorse pubbliche, ha senso se abbassa le bollette di chi oggi fatica a pagarle. La transizione energetica non può dipendere da quanto ogni famiglia è in grado di spendere: se il Comune non la guida, i costi dell’energia e della crisi climatica continueranno a ricadere su chi ha meno.









