“Le stesse regole devono valere per chi ha una casa e per chi ha una tenuta: su questo la Giunta non ha ancora risposto”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Lorenzo Palandri – Sinistra Progetto Comune Quartiere 2
Il Comune di Firenze ha ordinato la rimessa in pristino del terreno fra via Bolognese Vecchia e via dei Massoni, dove il 13 agosto due mezzi meccanici hanno abbattuto decine di olivi. Lo scrive l’Assessora all’urbanistica nella risposta alla nostra interrogazione urgente, datata 7 ottobre: l’espianto «deve ritenersi realizzato in assenza di autorizzazione paesaggistica» e quel giorno stesso «è stata assunta l’ordinanza di rimessa in pristino n. 651/2026»: è la conferma di quello che chi abita la zona aveva segnalato la mattina stessa delle ruspe.
Ringraziamo per la risposta, e l’ordinanza è l’atto giusto. Il resto però non ci torna ancora. L’interrogazione era urgente e l’abbiamo depositata il 24 agosto: il Regolamento del Consiglio dà dieci giorni per rispondere, la risposta è arrivata dopo quarantaquattro, e fra il sopralluogo della Polizia Municipale e l’ordinanza ne sono passati cinquantacinque. Quante piante siano state abbattute, di che età, con quali movimenti di terra e per farne cosa, la risposta non lo dice: rimanda a una relazione interna del 19 agosto che non ci è stata trasmessa e che a questo punto chiederemo.
Dall’altro lato della strada c’è il precedente, l’ex albergo di via Bolognese 224, dove negli anni scorsi un oliveto è stato sostituito da un vigneto. La risposta elenca i titoli rilasciati e scrive che l’autorizzazione paesaggistica 1356 del 15 dicembre 2024 è stata rilasciata «senza prescrizioni». Non ci risulta sia così: quell’autorizzazione, che abbiamo potuto leggere grazie a un accesso agli atti, riporta per esteso la prescrizione della Soprintendenza: «che siano incrementate le piante di ulivo nelle aree e nei terreni di proprietà del richiedente». Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di chiarire se stiamo sbagliando ed eventualmente chi controlla se quegli olivi siano stati davvero piantati.
Sulla stessa strada, sotto lo stesso vincolo paesaggistico del 1951, togliere olivi, in un caso, è stato trattato come pratica agricola che non ha bisogno di autorizzazione, nell’altro come abuso da ripristinare. Nell’interrogazione avevamo chiesto quale sia il criterio, e se la Giunta intenda avviare una ricognizione degli oliveti storici nelle aree collinari vincolate con regole di controllo uniformi: su questo non c’è risposta.
Il paesaggio delle colline è un bene di tutte e tutti, e la sua tutela non può dipendere dalla dimensione della proprietà né da quanto rumore fa chi segnala.








