InStabile Culture in Movimento: serve subito un tavolo per soluzioni urbanistiche
“Il question time di ieri conferma che i riferimenti alle norme sono un modo per evitare la responsabilità politica, ineludibile”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Lorenzo Palandri – Sinistra Progetto Comune Quartiere 2
InStabile Culture in Movimento è a rischio. Un’esperienza nata nel 2020 in via della Funga, che ha saputo realizzare uno spazio di riferimento per tutta la Città, garantendo presidio del territorio e servizi, riconosciuto fondamentale dalla stessa maggioranza (a partire dalle dichiarazioni del Presidente del Quartiere 2 e dall’Assessore Bettarini).
I problemi sono legati tutti all’urbanistica. Non c’è una contestazione che viene mossa alla qualità e all’importanza delle attività culturali, sociali e artistiche ospitate nell’area.
In particolare, ci pare di capire, la questione riguarda il carattere di temporaneità delle strutture. Che, principalmente, sono due. Una è il bistrot, fondamentale per la sostenibilità economica delle iniziative, spesso fruibili gratuitamente, che è stato smontato per adempimenti alle indicazioni date da Palazzo Vecchio. L’altra è lo Chapiteau, un tendone da circo che d’estate non c’è, il cui carattere di temporaneità è evidente a chiunque si rechi all’InStabile nei mesi estivi (il nostro stesso gruppo può testimoniare).
Ieri abbiamo portato il tema in aula con un question time, dopo quello di un paio di settimane fa di Firenze Democratica. L’Assessora Biti ha parlato di rispetto delle norme: ma le norme derivano da scelte politiche e qui è indispensabile aprire un tavolo che delinei un quadro di soluzioni, perché le socie fondatrici hanno chiarito di essere disponibili a fare tutto il necessario per adeguarsi a qualsiasi regola voglia fare riferimento il Comune.
Questo percorso deve partire immediatamente. E il ricorso al TAR non deve essere vissuto come una minaccia, ma come un passo indispensabile per garantire la continuità lavorativa e dei servizi garantiti in via della Funga, dopo settimane e settimane di rifiuto di dialogo (da gennaio 2025).