Tag: fragilità sociale

  • RSA: discriminazione per l’utenza non va bene

    RSA: discriminazione per l’utenza non va bene

    “Chi non può permettersi nemmeno pochi euro al mese non può di fatto accedere alle strutture con quota superiore a quella rimborsata dal Comune”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Sviluppiamo i dati fatti uscire ieri. Chi entra in una RSA che prevede una quota sociale superiore a quella coperta dal Comune per chi ne ha diritto, come fa a pagare la differenza, se non se li può permettere?

    Montedomini, per esempio, è da considerare quindi una RSA di serie B? Per questo chiediamo di chiarire i criteri prima di rinnovare le convenzioni. 53,50 € al giorno non sono 67 €.

    Si aggiunge un altro tema legato alla sicurezza nelle strutture. I problemi in RSA2 e al Centro Diurno, legati alle tubature, impediscono davvero di cambiare i letti, nonostante quest’ultima si presenti come necessità?

    Inoltre: se i tempi della mozione che stiamo presentando non sono compatibili con il rinnovo della convenzione tra Comune, AUSL, Società della Salute e gestori, la Giunta ha la disponibilità di coinvolgere le commissioni sociali di Comune e Quartieri per illustrare i criteri?

    Abbiamo letto le rinnovate richieste di aumenti. La domanda è: questo sistema è sostenibile? Va chiesto al pubblico e al privato. Per evitare di arrivare a un punto di rottura, che travolgerebbe il personale (in appalto e non) come l’utenza.

  • Carcere e Città: all’uscita da Sollicciano servono percorsi

    Carcere e Città: all’uscita da Sollicciano servono percorsi

    “La vicenda raccontata sul Tirreno e denunciata da Altro Diritto evidenzia la necessità di risposte di sistema”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Altro Diritto ha denunciato la vicenda di una persona uscita da Sollicciano in condizioni di bisogno, anche sul piano sanitario, ma che si è ritrovata sostanzialmente abbandonata.

    Lo ha raccontato ieri il Tirreno, evidenziando un problema non risolto dall’annuncio della Giunta di fine 2024, sulla procedura interistituzionale per garantire assistenza sociosanitaria e continuità.

    Abbiamo depositato in queste ore un’interrogazione. Va chiarito se una persona con problemi psichiatrici importanti sia compatibile con la detenzione dentro Sollicciano. Inoltre vogliamo capire se è possibile costruire una coprogettazione tra Comune, Società della Salute ed enti del Terzo Settore per percorsi di uscita dalla Casa Circondariale.

    Ci interessa che Palazzo Vecchio non ignori il problema di chi non ha la residenza nel nostro Comune, ma si ritrova comunque sul territorio, o ha l’iscrizione anagrafica in un altro Ente della Repubblica italiana.

    Firenze non può stare a guardare una persona abbandonata in condizione di bisogno e deve agire perché altri episodi simili non si ripetano.

  • Sottopasso alle Cure: Fratelli di Italia si dà alla fotografia

    Sottopasso alle Cure: Fratelli di Italia si dà alla fotografia

    “Si conferma l’errore dei due tentati sgomberi, mentre le promesse sociali restano terra di propaganda per le destre”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Lorenzo Palandri – Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

    Senza l’invenzione della fotografia chissà come andrebbero avanti le “campagne del degrado”. Ci immaginiamo le destre darsi alla pittura.

    Alle Cure le persone senza dimora continuano a stare. In una situazione che con le alte temperature aveva creato una necessità dell’intervento dei servizi ambientali, probabilmente, ma che doveva essere gestita in modo diverso. Vantarsi degli interventi sociali in Toscana e a Firenze è un modo sbagliato di agire. Sembra dire alle sinistre: “state zitte sennò poi arrivano Fratelli d’Italia e Lega, che è peggio”.

    Qualche settimana fa si parlava di azioni coordinate e sviluppate su più livelli. Nessun problema a riconoscere il lavoro del personale dipendente di Palazzo Vecchio (diretto e in appalto, della Municipale, di ALIA) e delle associazioni. Sappiamo bene che le strutture oggi non hanno mezzi, spazi e risorse per rispondere alla pluralità e specifica dei casi.

    Però il doppio tentato sgombero andava evitato. E le parole ufficiali di ieri oggi suonano urtanti. Le destre pubblicano foto di esseri umani per associarle al degrado. Grazie al PD. Quindi in silenzio non ci stiamo e aspettiamo la risposta all’interrogazione visto che al question time non c’è stata.

  • Sottopasso alle Cure: hanno sgomberato l’Assessore Giorgio dall’aula?

    Sottopasso alle Cure: hanno sgomberato l’Assessore Giorgio dall’aula?

    “L’assenza dal Salone de’ Dugento non è stata compensata da una nota scritta da fare leggere”


    Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune
    Lorenzo Palandri, Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

    Si inizia benissimo. Prima domanda di attualità, Assessore alla sicurezza assente.

    Sarà forse stato sgomberato dal suo scranno di Giunta del Salone de’ Dugento? La domanda sorge spontanea visto che dopo due note stampa e due tentativi di allontanare senza dimora dal sottopasso delle Cure, non ci è stata fornita la possibilità di conoscere la versione della maggioranza.

    Sicuramente l’assenza sarà giustificata da ragioni istituzionali, ma sarebbe stato meglio renderle note attraverso una comunicazione del Presidente, garantendo almeno la lettura delle risposte da consegnare a un o una collega.

    Nel frattempo continuiamo a raccogliere testimonianze e reazioni su quanto avvenuto nel Quartiere 2, che riguardano direttamente anche gli aspetti di gestione del sociale.

  • Sottopasso alle Cure, così è accanimento

    Sottopasso alle Cure, così è accanimento

    “L’intervento di pulizia era stato effettuato. Le soluzioni proposte non sono state accettate, ne vanno costruite altre, a partire dal piano politico”


    Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune
    Lorenzo Palandri, Sinistra Progetto Comune

    Lunedì saremo in aula con una domanda di attualità. Perché stamani il Comune ha tentato un nuovo allontanamento delle persone che dormono nel sottopasso delle Cure.

    Leggiamo della grande attenzione sociale, da parte della Giunta e del Presidente della Commissione 4. Ci sfugge però l’efficacia politica, vista la situazione di reiterazione dell’intervento a pochi giorni di distanza.

    Si pensa che spostando i problemi si riuscirà a forzare una loro soluzione? È pericoloso. Anche perché si creano contesti di tensione e potenzialmente di specifica insicurezza.

    Cosa chiederemo? Che tipo di personale era presente e in quali numeri, durante entrambe le operazioni? Quando si pensa di approvare la delibera annunciata per la distribuzione di libri usati in piazza delle Cure? Si intende tornare a ripetere l’azione con ALIA, Municipale e Forze dell’Ordine nel corso dell’estate? Risulta che siano stati sottratti o gettati effetti personali durante le operazioni?

    Davvero non è possibile pensare a un progetto politico che non si limiti a scacciare la povertà per vedere se questa accetta di farsi disciplinare da quanto con sempre più fatica riesce a garantire il sistema pubblico e quello del privato sociale?

  • Sgombero al sottopasso delle Cure:a Firenze la povertà va allontanata

    Sgombero al sottopasso delle Cure:
    a Firenze la povertà va allontanata

    “Si crei un tavolo con Società della Salute, Regione Toscana e Università degli Studi di Firenze”


    Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune
    Lorenzo Palandri, Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

    Ancora una volta la povertà a Firenze non trova alternative tra carità e repressione.

    Sottopasso delle cure: una pulizia straordinaria che porta a gettare via materassi, giacigli e materiali di chi quotidianamente cerca un equilibrio con il resto del tessuto urbano. Nei fatti, uno sgombero, che però non risolve alcune situazioni concrete. La segnalazione è arrivata da Lady Radio, confermata da alcune presenze sul posto e dalla verifica fatta direttamente.

    I servizi di accoglienza per persone senza dimora sono importanti, ma non si può pensare che da soli possano risolvere tutti i problemi, dato che tante persone preferiscono non usufruirne.

    Ci sono tante storie diverse sul territorio. Lo sanno ovviamente gli uffici, il personale (dell’Ente e in appalto) e la cittadinanza. Non sembra che da questa consapevolezza nasca una politica adeguata.

    Da questo episodio può partire un tavolo multidisciplinare, in cui coinvolgere Società della Salute e Università degli Studi di Firenze, magari anche Regione Toscana, con progetti su cui chiedere anche copertura economica, perché sappiamo quanto stiano aumentando diseguaglianze, precarietà e fragilità, soprattutto nei maggiori centri urbani dove il rischio di marginalità cresce visibilmente.

    Prima si costruiscono soluzioni condivise, poi si agisce. In questo caso ci risulta che si sia ripetuto uno schema astratto. Intervento di pulizia, che ha lasciato un’area disinfettata e con molta acqua, con soluzioni meccaniche che non risolveranno la situazione, se non per la vendita di libri usati, unica nota positiva.

    Se ci sbagliamo, se tutto questo è stato già fatto e il problema è solo l’assenza di condivisione politica di informazioni, sottovalutando l’impatto che il sociale ha, meglio.