“Il Comune è socio della società e il 22 ottobre le starà accanto al TAR: per noi deve essere prima di tutto l’ente che ne accerta le imposte”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
È arrivata la risposta della Giunta alla nostra interrogazione n. 1460 sull’IMU di Toscana Aeroporti, con allegato l’avviso di accertamento del 19 maggio 2026. Sui negozi dell’aerostazione di Peretola la società ha versato meno del dovuto dal 2015 al 2022, e il Comune ha recuperato soltanto il 2021 e il 2022, 8.334 euro. Gli anni precedenti, circa 22mila euro, non si possono più chiedere. Ringraziamo per averci trasmesso l’atto.
Sullo stesso gestore il Comune di Pisa, secondo i dati della sua società di riscossione resi pubblici a fine aprile, ha notificato avvisi per circa 1,66 milioni sugli anni dal 2013 al 2020, e ne sta emettendo altri per circa 540mila euro sul 2021-2025. A Pisa si discute dell’esenzione delle aree aeroportuali, e le cifre non sono paragonabili alle nostre. I tempi sì: lì gli anni più indietro nel tempo sono stati accertati, qui sono scaduti.
La Giunta spiega che la rettifica delle rendite catastali fatta dall’Agenzia del Territorio nel 2016 non era stata «correttamente notificata al contribuente» e che, «per le annualità antecedenti al 2021», la notifica «risultava non perfezionata». Una notifica però non ci risulta si perfezioni per alcuni anni d’imposta e per altri no, e quando c’è la rendita vale anche per gli anni ancora accertabili, come ha ricordato la Cassazione nel 2023. Il confine del 2021 coincide invece con quello della decadenza. Inoltre dal giugno 2023 Toscana Aeroporti paga sulle rendite corrette, e quindi, secondo noi, a quella data le conosceva: il 2018, il 2019 e il 2020 erano forse ancora recuperabili, per circa 12.500 euro.
Sono cifre piccole. La parte grande sono le tre unità censite nel gruppo E, l’aerostazione e altre due, che valgono 460.659 euro di rendita, il 94,64% del totale, e sono esenti. A luglio l’Amministrazione ci aveva scritto di conoscerne «solo la categoria catastale»; ora spiega che i controlli si fanno sulle planimetrie depositate al catasto, consultabili dalla banca dati del Comune. Se quelle planimetrie sono disponibili, si può verificare che dentro le unità esenti non ci siano uffici privati, attività commerciali o autorimesse, che la legge vuole fuori dal gruppo E.
Il 22 ottobre il TAR della Toscana discute i ricorsi dei Comuni della Piana contro la nuova pista, e il Comune di Firenze è costituito accanto a Toscana Aeroporti senza che la scelta sia passata dal Consiglio. Nello stato di attuazione allegato al Documento unico di programmazione appena approvato, la Giunta riferisce di aver presentato all’assemblea della società «una proposta alternativa a quella del Cda per la richiesta di parziale distribuzione dell’utile di esercizio a favore dei soci». Da socio e da parte in giudizio Palazzo Vecchio si è mosso; sulle imposte della stessa società ha lasciato scadere sei annualità e, per quanto ci risulta, non ha voluto agire politicamente come il Comune di Pisa.
Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di dire, prima del 31 dicembre, quando decadrà anche il 2021, se intendono adottare atti sulle unità del gruppo E, e lo chiederemo in Commissione di controllo sugli enti partecipati. Il Comune può essere socio di un’impresa che gestisce un’infrastruttura pubblica in concessione, ma il suo primo compito resta quello di far pagare a ogni parte quanto deve, a cominciare da chi ne ha più possibilità.








