Dmitrij PalagiConsigliere comunale · Firenze · SPC

Le Civette: bene la proroga, ora riaprire il centro diurno Alzheimer

Il presidio davanti alla RSA Le Civette a San Salvi, con bandiere e striscioni

“Sei mesi servono se diventano un progetto scritto per San Salvi, non un rinvio della chiusura”


Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Lorenzo Palandri – Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

Ieri all’Unità di crisi della Regione Toscana è stato firmato un verbale di accordo sulla RSA pubblica Le Civette di San Salvi. Secondo quanto riferito dai sindacati e dalla stampa, l’appalto è prorogato fino al 30 giugno 2027 e Proges ritira la procedura di licenziamento collettivo per 26 lavoratrici e lavoratori. Le diciannove persone ospitate non dovranno lasciare la struttura il 31 dicembre. È un risultato sicuramente importante e lo si deve al Comitato dei Parenti, a CUB Sanità, a Cgil, Cisl e Uil, al Consiglio di Quartiere 2 e a chi in queste settimane ha tenuto viva la mobilitazione. Va riconosciuto anche alla Giunta di aver sostenuto al tavolo la permanenza della residenza a San Salvi, dopo settimane in cui la risposta era che decideva l’Azienda sanitaria.

Nei prossimi mesi però non si può parlare solo della RSA. Bisogna parlare anche del centro diurno per persone con Alzheimer e altre demenze, chiuso dal 2023, e di quanto costa oggi a chi lo frequentava. Per il centro diurno delle Civette l’Azienda sanitaria pagava al gestore 58,89 euro più IVA per ogni giornata di presenza: lo stabilisce il contratto, con prezzi fissi per tutta la sua durata. Le persone che lo frequentavano sono state spostate al centro diurno Athena di Montedomini, e lì l’Azienda versa la quota sanitaria regionale di 40,52 euro al giorno, la stessa da almeno tre anni. Quello che cresce è la quota sociale, cioè la parte pagata dalle persone in base all’ISEE e dal Comune. Il bilancio di previsione 2026 di Montedomini spiega che con la nuova convenzione fra Comune, Azienda sanitaria e gestori passa da 43,76 euro a 62,50 euro al giorno, se comprende trasporto e cena. La parte sanitaria resta ferma, quella sociale sale del 43 per cento.

Il centro diurno delle Civette aveva quindici posti, autorizzati dal Comune nel 2003. Nell’autunno 2023 l’Azienda lo ha chiuso «temporaneamente», insieme al dimezzamento della RSA. Nell’aprile 2025 la cessazione è stata comunicata allo sportello unico e la Regione ha preso atto della decadenza dell’accreditamento, perché la verifica annuale non era stata inviata. Non c’è mai stato un atto motivato che dicesse che quel servizio non serviva più, a quanto risulta dalle nostre verifiche e domande. La domanda invece c’era, e c’è ancora: con l’arrivo delle persone dalle Civette, l’occupazione del centro Athena è passata dal 31 per cento del 2023 al 68 per cento del 2025.

Per questo chiediamo che entro giugno la Società della Salute e l’Azienda mettano in un atto scritto un progetto per San Salvi, prima della nuova gara, con questi punti:

  • i 40 posti di RSA per cui la struttura è autorizzata, riaprendo subito gli inserimenti che i sindacati denunciano bloccati;
  • il centro diurno Alzheimer da quindici posti. Servono una nuova autorizzazione, che rilascia il Comune, e un nuovo accreditamento regionale: le pratiche si possono avviare adesso, senza aspettare l’estate;
  • il centro Athena deve restare aperto, così da aumentare i servizi in città, smettendo di spostare le persone come fossero “pacchi”;
  • inserire i lavori nel piano degli investimenti dell’Azienda e farli per lotti, senza svuotare la struttura;
  • una clausola sociale piena per chi ci lavora.

Torniamo di nuovo a chiedere trasparenza sulle convenzioni per centri diurni e RSA: deve esserci uniformità.

Il lotto che l’Azienda ha programmato a febbraio con la delibera 210, da 25,6 milioni, si chiama ancora «RSA e CD – Acciaiolo, Le Civette, La Chiocciola»: il margine c’è ed è chiaro.

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