“Chiediamo alla Giunta di dire quando finiranno davvero i lavori e che cosa succede al premio di accelerazione”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Lorenzo Palandri – Sinistra Progetto Comune Quartiere 2
Lorenzo Fantoni – Sinistra Progetto Comune Quartiere 3
Il 1° ottobre il Comune ha autorizzato l’impresa che costruisce la tramvia per Bagno a Ripoli a lavorare in deroga ai limiti di rumore, anche di notte, fino al 30 aprile 2027 (determinazione dirigenziale 7392/2026). La deroga precedente era del febbraio 2025 e scadeva il 30 ottobre 2026, il giorno in cui secondo il cronoprogramma i lavori dovevano essere finiti.
L’impresa ha chiesto la proroga il giorno prima: ha spiegato che non riuscirà a chiudere nei tempi «a causa di interferenze di sottoservizi non censiti nelle cartografie, di ritrovamenti archeologici e di imprevisti riscontrati durante l’esecuzione delle opere relative ai sottoservizi». L’autorizzazione riguarda le lavorazioni lungo la linea, il deposito e il nuovo ponte sull’Arno. Il Ponte da Verrazzano non è citato: i lavori su quel ponte, che secondo il Comune partiranno a gennaio, avranno bisogno di un passaggio a parte. Una deroga non è un cronoprogramma, e speriamo che i cantieri si chiudano prima: resta il fatto che è l’impresa stessa a chiedere tempo fino ad aprile, mentre l’Assessore continua a parlare di fine 2026.
Sulla data di fine lavori ci sono anche dei soldi pubblici in gioco. L’accordo firmato il 2 febbraio fra Comune e concessionario prevede un premio di accelerazione di 4.641.448,95 euro, da pagare in anticipo. In cambio i lavori per l’acquedotto dovevano chiudersi entro il 31 gennaio e quelli della linea entro il 30 ottobre. A marzo il Comune ha impegnato la somma, poco più di 5,1 milioni con l’IVA (determinazione 1446/2026), usando fondi della Regione perché i due Ministeri interpellati non avevano risposto: l’accordo prevede che il premio venga recuperato se il secondo traguardo non viene raggiunto «per cause imputabili esclusivamente al Concessionario». Il 30 ottobre passerà senza che i lavori siano conclusi, e lo riconosce ormai anche l’Amministrazione. Bisogna quindi sapere se quel premio è già stato pagato e se il Comune intende recuperarlo, tenendo conto che le ragioni scritte dall’impresa per avere la deroga sono le stesse che potrebbero servirle a sostenere che il ritardo non dipende solo da lei.
Lungo i viali e in piazza Beccaria chi abita e chi lavora convive con il cantiere da mesi, e dovrà continuare a farlo, anche di notte. Diversi commercianti chiedono da settimane una data certa, e alcuni hanno annunciato un’azione legale per i danni. Hanno il diritto di sapere come stanno le cose dall’Amministrazione, sul piano politico.
Lo rendiamo esplicito ringraziamo tutti gli uffici e tutte le persone che lavorano, in nessun modo ci sono critiche a loro. Vogliamo che chi governa la Città scelga una modalità diversa di comunicazione, che provi a essere più sistematica e meno legata agli annunci.
Presenteremo un’interrogazione urgente. Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di dire qual è oggi la data prevista per la fine dei lavori, se il premio intermedio è stato pagato e se verrà recuperato, e se il Collegio consultivo tecnico si è già espresso sui 75 giorni di proroga che l’accordo di febbraio rende possibili. Chiediamo anche che l’accordo venga discusso in Commissione e in Quartiere 2: riguarda quasi cento milioni di riserve e non è mai passato dal Consiglio. Non serve dividere la Città tra “favorevoli e contrari” di un’opera pubblica, occorre fare in modo che tutte le articolazioni della politica possano concorrere per i risultati più avanzati possibili.









