“Leggere è un diritto anche per chi vede limitata la propria libertà: ora attendiamo il voto dell’aula”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Oggi la Commissione Cultura e Sport ha approvato all’unanimità la mozione per un servizio bibliotecario stabile all’Istituto Penale per i Minorenni Giampaolo Meucci. L’avevamo depositata come gruppo consiliare ma arriverà in aula con gli emendamenti condivisi in seduta, diventando un atto della Commissione stessa. Ringraziamo il Presidente e le colleghe e i colleghi per il lavoro fatto insieme.
Il punto di partenza è semplice: dal 2014 le biblioteche comunali, con BiblioteCaNova Isolotto, lavorano dentro Sollicciano e il Gozzini. Dal 2019 lo fanno con il progetto Biblioteca sociale in carcere, finanziato dalla Regione Toscana, che prevede personale qualificato in ciascuno dei due istituti. Il Meucci è rimasto fuori: durante la visita del 27 aprile, con il Gruppo Foucault, abbiamo appreso che l’ultimo progetto strutturato sulla biblioteca risalirebbe al 2019.
La mozione chiede alla Sindaca e alla Giunta di verificare con la Direzione dell’Istituto e con il Garante lo stato della biblioteca, riferendo alla Commissione. Chiede poi di portare il Meucci dentro Biblioteca sociale in carcere o in un progetto analogo, con una presenza professionale. Le altre richieste sono riprendere il lavoro di ricatalogazione avviato con il Patto per la Lettura, candidare il Meucci al prossimo avviso regionale, estendere al Meucci lo Scaffale Circolante del Polo interculturale di Prato (oltre 10.000 volumi in 13 lingue) e coinvolgere i Quartieri 1 e 4.
Lo Scaffale conta più di quanto sembri. Secondo l’ultimo rapporto di Antigone, i minori stranieri non accompagnati sono il 44% delle presenze negli istituti penali per minorenni. Una biblioteca senza libri nella loro lingua per loro semplicemente non esiste. Ci sono poi condizioni di fragilità sociale di cui tenere conto, oltre che tante questioni specifiche che vanno oltre le barriere linguistiche.
Per arrivare all’unanimità il testo è passato da «impegna» a «invita» e sono saltati i termini di 60 e 90 giorni. È una scelta che abbiamo accettato perché conta che l’atto parli a nome di tutta la Commissione. Proprio per questo seguiremo l’attuazione da vicino, a partire dal riscontro che la Giunta vorrà dare dopo il voto del Consiglio comunale.
Dopo il decreto Caivano i ragazzi ristretti in Italia sono passati da 381 a 572 in tre anni. La risposta delle istituzioni sta diventando solo più detenzione. Il Comune ha poche leve sul carcere, ma i servizi bibliotecari sono una di quelle, e la deve usare.






