Se la Cina compra una fabbrica negli Stati Uniti

Foto di pubblico dominio della Casa Bianca, presa da wikimedia.org

Articolo pubblicato su il Becco, qui.


Barack e Michelle Obama sostengono di raccontare storie da quando hanno abbandonato la professione legale.

Formulato il concetto in questo modo, si potrebbe cedere alla malizia e immaginare che abbiano scelto di manipolare la realtà per ottenere consenso, ma ovviamente non è questo il significato delle loro affermazioni, rilasciate durante una conversazione con Julia Reichert e Steven Bognar, che hanno diretto il documentario Made in USA – Una fabbrica in Ohio (titolo originale American Factory).

Sia il lungometraggio che il dialogo a quattro sono disponibili su Netflix e rappresentano il primo tassello di quanto la Higher Ground (casa di produzione fondata dall’ex Presidente degli Stati Uniti) realizzerà per la piattaforma multimediale.

Viene rivendicata quindi una politica intesa come narrazione, come significato da dare alla realtà, il senso verso cui indirizzare la quotidianità. Ci sono anni di discussioni (su contenuti, identità e comunicazione) che vengono superati di fatto, nei dieci minuti in cui the Obamas spiegano le ragioni per cui hanno deciso questo nuovo impegno. Leggi tutto “Se la Cina compra una fabbrica negli Stati Uniti”

Ebru Timtik, uccisa dal terrorismo di Stato in Turchia

La foto è ripresa dal sito sendika63.org

Terrorismo e omicidio di Stato in Turchia.

Ebru Timtik era in sciopero della fame dal 2 gennaio.

238 giorni di sciopero della fame.

In carcere.

Accusata di terrorismo. Avvocatessa. Colpevole di aver svolto il suo lavoro.

Accusata di terrorismo. È bene ripeterlo. Perché anche in Palazzo Vecchio, specialmente dalle destre, quando chiediamo la liberazione di Öcalan, o il sostegno al PKK, veniamo denunciati di stare dalla parte del terrorismo.

In Turchia il terrorismo è al governo.

Prima di lei sono morti Helin Bolek, 288 giorni di sciopero della fame, e Mustafa Kocak, 297 giorni di sciopero della fame. E tante e tanti altri.

Prosegue la lotta di Aytaç Ünsal, anche lui avvocato, 205 giorni di sciopero della fame, incarcerato. In una sua lettera ha scritto: Leggi tutto “Ebru Timtik, uccisa dal terrorismo di Stato in Turchia”

Grande è la confusione sotto il cielo, oggi, secondo Massimo D’Alema

Foto di Gerd Altmann da Needpix

Articolo uscito su Il Becco, qui.


Massimo D’Alema è ormai un archetipo della politica italiana, almeno sulle reti sociali. Tra meme e discussioni polarizzanti, diventa difficile scrivere il suo nome senza sentire in sottofondo il tuono di qualche polemica.

Donzelli Editore ha pubblicato, a maggio 2020, il testo di alcune lezioni tenute alla Link Campus University, nel corso dell’anno precedente, riviste alla luce della pandemia Covid-19, che ha spinto all’autore a scrivere un’introduzione che colloca le analisi di politica internazionale nel contesto contemporaneo dell’emergenza sanitaria.

La geopolitica è un terreno affascinante e pericoloso. Spinge anche le persone più preparate ad astrarre la realtà, quasi la vita quotidiana fosse un gioco da tavola.

Grande è la confuzione sotto il cielo è il titolo di questo prodotto editoriale, che non può essere considerato tra le cose più interessanti scritte da un protagonista della cosiddetta Seconda Repubblica italiana.

I passaggi più interessanti sono gli aneddoti. La battuta di Giovanni Paolo II sul comunismo (“chi difenderà ora i poveri?”), la visita a Gaza prima del tracollo di Fatah nell’area, la frase di Gheddafi sui bikini in Libia, le dichiarazioni di Gorbačëv durante una cena informale… Racconti narrati con semplicità, non priva di toni autocompiaciuti. Se non fosse D’Alema potremmo parlare anche di ingenuità, almeno quando descrive la devozione di Putin per San Nicola, attestata a Bari, come un elemento indicativo dello spirito reale dell’uomo del Cremlino… Un gesto lontano dalle telecamere, ma compiuto di fronte a esponenti istituzionali, non detto sia da considerare un gesto spontaneo. Non per essere cinici a tutti i costi, ma la politica non coincide con le sue narrazioni… Leggi tutto “Grande è la confusione sotto il cielo, oggi, secondo Massimo D’Alema”

Israele ed Emirati Arabi: accordi sulla pelle delle vite umane

Da Betlemme (2008), foto da account PalFest di flickr.com

In Palazzo Vecchio abbiamo più volta discusso di Palestina. A Firenze un protagonista della vita economica locale è stato nominato console onorario di Israele.

Spesso, con Antonella Bundu, ci troviamo a dover spiegare le ragioni di tanta determinazione, da parte di Sinistra Progetto Comune, rispetto alla questione palestinese.

Le notizie di un accordo tra “l’unica democrazia del Medio Oriente” (…) ed Emirati Arabi ricorda le ragioni di chi crede nella solidarietà tra i popoli e nella loro autodeterminazione. Anche perché i cattivi di ieri sono improvvisamente diventati interlocutori affidabili (basta essere avversari dell’Iran…). Leggi tutto “Israele ed Emirati Arabi: accordi sulla pelle delle vite umane”

Zaki e Regeni: perché Palazzo Vecchio non sta facendo quello che deve?

Foto da magazine.unibo.it

In Rete Civica non è più possibile pubblicare comunicati stampa, per le regole sulla par condicio, in vista delle elezioni regionali di settembre.

Non potendo rinnovare la nostra richiesta pubblica, a cui Sindaco e Giunta non hanno mai risposto, abbiamo depositato oggi un’interrogazione urgente, confidando che ci sia un sussulto di dignità e rispetto verso il Consiglio comunale.


Interrogazione urgente

Gruppo consiliare: Sinistra Progetto Comune

Soggetti proponenti: Dmitrij Palagi, Antonella Bundu

Oggetto: Giulio Regeni, Patrick George Zaki, cosa stiamo aspettando?

Il sottoscritto Consigliere comunale, la sottoscritta Consigliera comunale,


Richiamata la vicenda di Giulio Regeni, per il quale la famiglia e il Paese sono ancora in attesa di verità e giustizia;

Ricordate, in relazione alla vicenda di Giulio Regeni;

· La risoluzione 2016/00405, avente per oggetto Verità e giustizia per Giulio Regeni, con cui si chiedeva, tra le altre cose, un impegno diretto del Comune di Firenze per la campagna tesa a ottenere chiarimenti sulla vicenda; Leggi tutto “Zaki e Regeni: perché Palazzo Vecchio non sta facendo quello che deve?”

Red Mirror: lo specchio della Cina, per la tecnologia che ci attende

Chinese New Year 2016 DC, S Pakhrin from DC, USA – Da wikimedia.org

Articolo uscito su Il Becco, l’origina cliccando qui.


Black Mirror è il titolo di una fortunata serie televisiva, in cui si raccontano i potenziali effetti distorsivi della tecnologia nella vita quotidiana. Si parla di distopia quando viene descritto un futuro particolarmente negativo. In questo caso le trame dei diversi episodi sono più vicini alla realtà che a scenari fantascientifici.

Red Mirror di Simone Pieranni (Laterza, 2020) lo attesta, scegliendo di giocare sul titolo, accompagnato da una precisazione esplicativa: “il nostro futuro si scrive in Cina”. Perché dall’oriente arrivano i modelli di controllo sociale e di videosorveglianza a cui tanti politici si richiamano, a partire dal progressista e democratico Sindaco di Firenze, che punta ad avere una tra le città con più telecamere al mondo.

La pratica dei messaggi vocali arriva da Pechino e WeChat rappresenta un modello di riferimento nello sviluppo di Facebook: sono solo due esempi di immediata comprensione, contenuti in questa recente pubblicazione del giornalista de il manifesto. Non si tratta di un testo con cui provare a capire una società comunque diversa da quelle europea e statunitense. Il libro è fondamentale per rendersi conto del presente in cui siamo immersi, in una fase di globalizzazione matura e priva di movimento altermondialisti capaci di occupare l’immaginario di un’alternativa possibile. Leggi tutto “Red Mirror: lo specchio della Cina, per la tecnologia che ci attende”