Il ritorno dell’inverno, nelle parole di Massimo Carlotto

Articolo pubblicato su Il Becco il 29 aprile 2021, l’originale cliccando qui.
Immagine da libreshot.com

Il nuovo libro di Massimo Carlotto, edito da Rizzoli, nella collana Nero, ha come titolo E verrà un altro inverno. Essendo nelle librerie da pochi giorni è bene evitare ogni riferimento allo sviluppo narrativo.

Ci sono però alcuni elementi che possono essere esplicitati per dare ragione della necessità di sfogliare e consumare la sua ultima fatica, specialmente guardando alla solitudine sui nostri territori e alle comunità in cui viviamo.

Le nostre società sono guidate dalla legge del profitto, che necessariamente si basa su una divisione tra classi, con una parte di umanità sfruttata e dinamiche strumentali da cui pare impossibile potersi liberare. Leggi tutto “Il ritorno dell’inverno, nelle parole di Massimo Carlotto”

Un’ombra minacciosa contro il libero pensiero

Da ieri per due settimane è in edicola Left con allegato calendario, nella speranza che si possa iniziare al meglio il 2021.


È davvero una bella emozione poter contribuire a questo numero del settimanale, con un pezzo presente nella sezione Cultura.

Grazie a Simona Maggiorelli e a tutta la redazione per aver dato spazio a un articolo sulla vicenda di Tomaso Montanari, a cui il Sindaco e la Giunta hanno chiesto un risarcimento per diffamazione, solo per aver espresso le sue opinioni.

Appena non sarà più disponibile in edicola, l’articolo verrà caricato in forma integrale.

Lo scalatore delle Ande e la corsa della vita di Natale 2020

Articolo pubblicato su Il Becco il 21 dicembre 2020, qui



Nella serie televisiva Boris appare il personaggio dello “scalatore delle Ande”, un presunto campione di ciclismo che brevemente interviene per testimoniare l’importanza di non perdere la “corsa della vita” contro la droga.

A lui è corsa la memoria guardando l’ultima copertina de l’Espresso, con cui viene proposto un fotogramma del Settimo sigillo di Ingmar Bergman modificato. A giocare a scacchi con la morte è Diego, il primo neonato registrato in Italia del 2020, che porta un nome capace di richiamare il mito di Maradona, tra le “vittime” illustri di questo anno.

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La democrazia dei followers secondo Alberto Mario Banti

Articolo pubblicato su Il Becco il 26 settembre 2020, qui.


Immagine da pixabay.com

Il 1979 è considerato in modo diffuso un anno di svolta, almeno per chi insiste sulla categoria di neoliberismo come chiave interpretativa del tempo presente. Di genealogia dell’ordoliberalismo ha scritto in modo approfondito, per la nostra testata, Alessandro Zabban, guardando a Foucault (la prima parte del suo articolo qui), per cui qui sarà sufficiente richiamare come Alberto Mario Banti, docente storia contemporanea all’Università di Pisa, abbia scelto di partire da Thatcher e Reagan per evidenziare come la pandemia Covid-19 si sia diffusa in un mondo segnato da diminuzione della pressione fiscale sui grandi patrimoni e dell’aumento della disuguaglianza all’interno delle società occidentali. Leggi tutto “La democrazia dei followers secondo Alberto Mario Banti”

Il tempo della rivolta, oltre le architetture dalla politica

Immagine di JustingLing da wikimedia.org

Articolo pubblicato su Il Becco il 26 ottobre 2020, qui


Se il vento fischiava ora fischia più forte, le idee di rivolta non sono mai morte, canta Paolo Pietrangeli nella sua Contessa, riportata al successo dai Modena City Ramblers, negli anni ’90.

Donatella Di Cesare, voce filosofica sempre più presente nel dibattito pubblico, autrice nel 2020 di un altro volume, dedicato alla pandemia Covid-19 (Virus sovrano? L’asfissia capitalistica), torna in libreria con un libro edito da Bollati Boringhieri. Sceglie di concentrarsi su quella rivolta che spesso viene contrapposta alla rivoluzione. Lo fa guardando allo spazio e al tempo.

Il tempo della rivolta è un titolo che definisce il senso di una riflessione militante e apolide, con cui si invita a scorgere i confini in cui sono rinchiuse le nostre vite e le nostre menti.

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Se la Cina compra una fabbrica negli Stati Uniti

Foto di pubblico dominio della Casa Bianca, presa da wikimedia.org

Articolo pubblicato su il Becco, qui.


Barack e Michelle Obama sostengono di raccontare storie da quando hanno abbandonato la professione legale.

Formulato il concetto in questo modo, si potrebbe cedere alla malizia e immaginare che abbiano scelto di manipolare la realtà per ottenere consenso, ma ovviamente non è questo il significato delle loro affermazioni, rilasciate durante una conversazione con Julia Reichert e Steven Bognar, che hanno diretto il documentario Made in USA – Una fabbrica in Ohio (titolo originale American Factory).

Sia il lungometraggio che il dialogo a quattro sono disponibili su Netflix e rappresentano il primo tassello di quanto la Higher Ground (casa di produzione fondata dall’ex Presidente degli Stati Uniti) realizzerà per la piattaforma multimediale.

Viene rivendicata quindi una politica intesa come narrazione, come significato da dare alla realtà, il senso verso cui indirizzare la quotidianità. Ci sono anni di discussioni (su contenuti, identità e comunicazione) che vengono superati di fatto, nei dieci minuti in cui the Obamas spiegano le ragioni per cui hanno deciso questo nuovo impegno. Leggi tutto “Se la Cina compra una fabbrica negli Stati Uniti”