Fondazione Open: alla Giunta di oggi non interessa quel che faceva Renzi?

“Alle informazioni non si può accedere”, ci ha risposto la Vicesindaca. Quelle di un processo in corso certo, se sono atti delle Procure, ma gli atti del Comune, se non sequestrate o secretate dai magistrati, non dovrebbero rimanere a disposizione dei consiglieri? Abbiamo chiesto un impegno politico a fare chiarezza, ma su questo si sceglie il silenzio”

da filodiritto.com

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune

“Il Comune di Firenze non vuole rispondere delle accuse e delle notizie che escono in continuazione in merito alla Fondazione Open e al suo presunto strettissimo rapporto con il nostro Ente durante gli anni in cui Matteo Renzi è stato Sindaco. Nessuno può permettersi di negare che, dopo l’esperienza interrotta in Palazzo Vecchio, il predecessore di Nardella abbia avuto una carriera nazionale, in parte ancora in essere, seppure in uno di quei piccoli partiti che tanto denigrava.

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“Come si finanzia la politica? A Firenze facciamo scuola?”

“Fondazione Open e ruota panoramica occupano gli articoli della stampa, evidenziando l’urgenza di affrontare il tema di come si finanzia la politica. Sono stati rottamati i meccanismi pubblici, ma non in favore della trasparenza. Lunedì question time”

Questo l’intervento di Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune

“La Fondazione Open usava Palazzo Vecchio come se avesse al suo interno dei propri uffici? Il personale dipendente del Comune di Firenze ha agito anche a titolo diverso rispetto al proprio inquadramento? Sono domande che faremo lunedì alla Giunta, chiedendo se siano state avviate procedure interne di verifica, che vadano oltre al merito strettamente giudiziario.

La politica e le istituzioni parlano anche attraverso i propri costumi ed è un dovere assoluto verso la cittadinanza agire per garantire le massime tutele necessarie. Abbiamo da pochi giorni contestato il rinnovarsi della pratica di chiamare persone esterne all’ente pubblico per lavorare per conto del Comune, ora è irrimandabile un chiarimento su quanto è stato scritto sulla stampa in questi giorni.

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In piazza a sostegno dello sciopero del pubblico impiego di oggi

“Pare ci sia da vergognarsi a scendere al fianco di lavoratori e lavoratrici che chiedono dignità e rispetto della loro condizione, specialmente di una categoria che garantisce i servizi essenziali, anche negli ospedali e nelle scuole di cui tanto si discute in questi giorni”



“Non è il momento per scioperare. Lo dicono le destre e lo dice anche il Governo, che vede il coinvolgimento del centro-sinistra.

Non è mai il momento per scioperare. Ci sono valide ragioni per non lottare.

Per fortuna – proseguono i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – però c’è chi ancora trova la volontà di rinunciare a parte del suo salario per aderire a una mobilità che chiede dignità a una categoria dimenticata dalla politica e dalle istituzioni: quella delle classi lavoratrici.

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In missione per salvare il Natale, Firenze contro il Grinch?

“Chi governa la città e la regione sembra concentrarsi sulle responsabilità del governo nazionale, più che su quello che può essere fatto. La priorità dovrebbe essere salvare la vita e la salute delle persone”


Kathy Drasky, Grinch street art. Dublin, Ireland, da flickr.com

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune


“Chi governa Firenze lo ha sempre fatto capire, anche quando affermava il contrario: dobbiamo promuovere l’immagine della nostra Città, in ogni modo e in ogni occasione. Il cinema internazionale è sempre una grande occasione. Un’automobile sportiva che sfreccia tra un’esplosione e una sbandata nel centro storico regala punti simpatia. Per questo comprendiamo pienamente la scelta del nostro Sindaco di voler salvare il Natale. Il Grinch è un popolare personaggio nella cultura di massa.


The Christmas Chronicles è un prodotto distribuito dalla stessa piattaforma di 6 Underground. Non a caso il titolo italiano è Qualcuno salvi il Natale. In questo difficile 2020 è uscito il secondo capitolo della saga.

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Uscire dal Covid-19 in regime di concorrenza: una pessima idea

Scena da “Parenti Serpenti”, di Mario Monicelli (1992)

Sarà buonismo, però è qualche ora che un punto non mi esce dalla testa.

Questa storia che il Paese (o la regione) x sta gestendo la pandemia Covid-19 meglio di y sta diventando assurda.

Ieri sera una persona, credo su la 7 a 8 e Mezzo, ha ritirato fuori l’importanza di uscire dalla crisi prima delle altre nazioni, così da avere un VANTAGGIO per la ripresa economica nei confronto del resto del mondo.

[EDIT: mi dicono fosse Manuel Agnelli, ma ho solo sentito a distanza questa frase, casualmente, quindi non posso confermare]

Inoltre pare normale che senza vaccino si pensi a preservare una serie di tradizioni natalizie (se solo ci fosse ancora Monicelli a ricordarvi di guardare Parenti Serpenti…), come se fosse questa la soluzione ai problemi psicologici che segnano la contemporaneità.

Poi sembra pacifico dire che anche l’economia potrebbe ucciderci al pari della pandemia Covid-19 (in fondo, accade anche in assenza di SARS-CoV-2).

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Sui diritti di chi lavora le destre mostrano da che parte stanno

“Quando si tratta di diritti delle lavoratrici e dei lavoratori la destra mostra il suo vero volto e sta con le multinazionali” è la replica della capogruppo Antonella Bundu, insieme al consigliere comunale Dmitrij Palagi e a tutti i consiglieri di Quartiere del gruppo Sinistra Progetto Comune al comunicato stampa con il quale Lega e Fratelli d’Italia hanno deciso di difendere la logica del cottimo.

“Troviamo grave giustificare il cottimo, è un ritorno a dinamiche lavorative dell’800. Ancora più grave è stare con le multinazionali fingendo di avere a cuore le sorti delle classi lavoratrici.

Le battaglie delle e dei rider sono concentrate proprio su questo, per la cancellazione di un contratto (quello stipulato tra AssoDelivery e UGL) che è (incredibile ma vero) ulteriormente peggiorativo delle abituali condizioni in cui lavorano” aggiungono la capogruppo e i consiglieri, che poi concludono;

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