Tag: economia

  • OGM e TEA: il Consiglio comunale discute del tema

    OGM e TEA: il Consiglio comunale discute del tema

    “Ringraziamo la campagna Cambiare il campo e la Comunità di Resistenza Contadina Jerome Laronze”

    Antonella Bundu, Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune


    Ogni settimana tante cittadine e cittadine partecipano al mercato contadino di piazza Tasso e piazza Elia Dalla Costa. Si tratta di luoghi in cui vengono venduti prodotti attenti alla sostenibilità, sul piano ambientale e sociale. A muovere queste esperienze è la volontà di costruire un’alternativa all’attuale modello che estrae profitto da ogni aspetto delle nostre vite.

    In questo momento è in corso una discussione che prova a separare alcune attività di modifica genetica da altre, distinguendo i TEA dagli altri OGM. Si tratta di un modo per superare le posizioni espresse negli anni su questo tipo di prodotti.

    Ringraziamo la campagna Cambiare il campo e la Comunità di Resistenza Contadina Jerome Laronze per aver posto il tema. La mozione proposta da questi percorsi ha fatto discutere anche nella nostra coalizione. Ci è interessato molto l’approfondimento organizzato dalla Commissione Ambiente su questo tema, quando l’Accademia dei Georgofili ci ha spiegato che siamo tutte e tutti “geneticamente modificati”. Chi però detiene il potere di decidere come trasformarci e secondo quali logiche di mercato si sviluppano le nostre società, compresa l’alimentazione?

    Ieri in Consiglio comunale c’è chi ha scelto di astenersi e chi di votare contro, mentre la Lista Schmidt è stata l’unica a esprimersi favorevolmente, insieme a noi, ricordando che la distribuzione in natura dei prodotti sfugge spesso al controllo delle istituzioni.

    Rispettiamo le posizioni diverse dalle nostre, riconoscendo che anche dentro la nostra coalizione ci sono posizioni plurali sul punto. Quello che non è accettabile è cambiare nome agli OGM per fare finta che non lo siano. Inoltre è un errore gravissimo rimuovere la portata politica della discussione, rimandando tutto ai dettagli tecnici, che favoriscono i rapporti di forza in essere. 

    Come abbiamo detto anche in aula: non si tratta di rifiutare il futuro e la tecnologia, ma di non subire i cambiamenti, sapendo invece di costruire la società di cui abbiamo bisogno.

  • Novoli, Mercafir: un futuro pubblico, equo e giusto

    Novoli, Mercafir: un futuro pubblico, equo e giusto

    “Va tutelato il futuro pubblico dell’area, pensandola in relazione all’area metropolitana e alle relazioni con Prato”

    Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune, Possibile, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista)

    Nell’area di Novoli sono stati commessi tanti errori, come nella piana fiorentina. Si è pensato che il progresso fosse sinonimo di consumo del suolo. Categorie anacronistiche e superficiali sono state accompagnate dalla propaganda della crescita. A crescere però sono le ondate di calore.

    Nel gennaio 2020 è stato proposto di realizzare nell’area Mercafir un nuovo stadio. Poi si è passati all’annuncio del Sindaco uscente Nardella di un nuovo polo logistico.

    Per fortuna Novoli Bene Comune ha voluto dare un contributo al Piano Operativo, anche se non tutte le osservazioni sono state accolte. In seguito è nata un’interlocuzione positiva a partire da un progetto della CGIL di Firenze.

    Pensiamo sia importante che il primo confronto tra candidate e candidati per il governo della Città sia stato proposto su queste tematiche e ci dispiace per l’assenza di Funaro, Schmidt, Saccardi e Del Re. Anche perché per la zona c’è una cornice che parzialmente accoglie quanto presentato dalla residenza, ma in modo troppo generico, funzionale a una campagna elettorale vaga, minacciata da possibili varianti fortemente peggiorative.

    Per quanto ci riguarda le proposte per Novoli vanno per gradi di priorità.

    1) L’area deve rimanere pubblica. Nessun consumo di suolo. Che credibilità ha chi oggi lo dice ma pochissimi anni fa voleva realizzare lì uno stadio privato?

    2) La programmazione deve tenere conto di una programmazione reale per tutta l’area metropolitana settentrionale, confrontandosi con la provincia di Prato.

    3) Prima di concentrare nella zona nuove attività, occorre riflettere sulla sostenibilità dei progetti. Ancora oggi non sappiamo se Qualità e Servizi potrà garantire tutta l’utenza del Comune di Firenze senza compromettere le peculiarità con cui si è sviluppata nelle scuole della piana fiorentina. I servizi di refezione scolastica devono garantire la continuità occupazione dell’attuale personale in appalto. È sbagliato che la Giunta non si sia mai confrontato con il Consiglio comunale su questo.

    4) Concordiamo con l’idea di fare dell’area un centro di energia rinnovabile, investendo sul verde per abbattere l’isola di calore. Aggiungiamo che lo si potrebbe collegare al Parco della Piana (evitando nuovi progetti per l’aeroporto di Peretola). È fondamentale che sia un esempio sul piano dell’efficientamento energetico (dal fotovoltaico al recupero delle acque piovane).

    5) Sul fronte del lavoro è imprescindibile aprire un confronto con le cooperative, per evitare ogni dinamica di sfruttamento. La logistica è una frontiera di estremi mutamenti, in cui è fondamentale anche il tema della mobilità. L’area ex GKN può diventare un polo di produzione di mezzi funzionali, a partire dalle Cargo Bike per la fase finale di distribuzione, ma ragionando anche su quelli precedenti?

    6) L’interramento di viale Guidoni è una riflessione da avviare nelle prime settimane di consiliatura.

    7) La realizzazione di studentati gestiti da soggetti privati deve essere evitata. Il diritto allo studio deve essere garantito dai soggetti pubblici.

    8) Riguardo al complesso il Magnifico proponiamo di chiarire il costo a cui andrebbe incontro l’Amministrazione comunale in caso di acquisto tramite esproprio.

    9) Sul fronte del nuovo Parcheggio Scambiatore Check Point Nord è fondamentale creare un percorso di partecipazione che colleghi la residenza della zona con le decisioni da prendere in coordinamento con gli altri enti dell’area metropolitana settentrionale, oltre che con il Comune e la Provincia di Prato.

    10) La contrarietà al progetto della Terza Torre si lega al nuovo edificato. È grave che lo schema progettuale sia stato inviato alla Direzione Urbanistica del Comune di Firenze il 29 gennaio 2024, senza essere mai stato discusso, anche in occasione della discussione sul Piano Operativo. Palazzo Vecchio deve pretendere di capire se ci sono evidenti criticità su quanto già edificato e come si può risolvere senza ulteriore consumo di suolo e nuovi progetti.

    11) Comprensorio Torre Agli: i protocolli di intesa del 2002 e del 2014 con il Ministero della Difesa evidenziano la necessità di un’azione più attiva da parte del Comune. Deve essere assolutamente istituito un tavolo di confronto politico con tutti gli enti pubblici, che porti al rilascio del bene a Palazzo Vecchio, per realizzare Edilizia Residenziale Pubblica, servizi e spazi culturali di aggregazione, oltre a un Comitato Locale di Sicurezza, Socialità e Solidarietà. La Villa deve tornare in carico al Comune, mentre i capannoni retrostanti posso essere destinati a verde e usi civici (come per i capannoni sempre militari di via Baracchini/via di Novoli).

    12) La programmazione socio-sanitaria e sanitaria deve essere al centro della politica comunale, anche se nel confronto con AUSL Toscana Centro e Regione. Nell’area di Novoli può e deve essere realizzata una Casa della Salute.

    13) Il tema delle strade orfane, come più in generale quello delle aree private a uso pubblico, deve essere affrontato con coraggio. Nella zona di San Donato il Comune deve risolvere la situazione che tiene in “ostaggio” le proprietarie e i proprietari delle case che dovrebbero entrare a far parte del Consorzio Sandonato Est.

    14) Va rivoluzionato il rapporto tra Comune ed Edilizia Residenziale Pubblica. In questi cinque anni abbiamo denunciato le centinaia di alloggi sfitti e invenduti, seguendo da vicino il caso di via Torre degli Agli e quello di via Accademia del Cimento. Le case popolari sono un’occasione per dimostrare il ruolo delle politiche pubbliche, mettendo al centro la dignità delle persone e costruendo servizi funzionali alla socialità.

  • Firenze Fiera, il Comune di Firenze smetta di glissare

    Firenze Fiera, il Comune di Firenze smetta di glissare

    “Mancata in questi anni una visione capace di far fronte alle novità determinate dal contesto pandemico”


    Dmitrij Palagi, Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune
    Enrico Carpini – Territori Beni Comuni

    Abbiamo più volte sollevato domande su Firenze Fiera, in questi quattro anni. In particolare abbiamo trovato molto significativa l’ipotesi di dismettere le partecipazioni pubbliche, votata in Città Metropolitana. Prima che tale opzione arrivasse nei Consigli della Regione Toscana e del Comune di Firenze, è arrivata la “marcia indietro”.

    La pandemia SARS-CoV-2 ha chiaramente provato anche l’ambito in cui agisce Firenze Fiera, ma ci sembra sorprendente l’assenza di adeguate visioni politiche sul futuro di questa realtà, importante per tutto il territorio toscano.

    Abbiamo infatti più volte avuto modo di chiedere: perché bisogna risanare i debiti con risorse pubbliche e poi insistere su ipotesi di privatizzazione, o di fusione con Pitti?

    Noi siamo perché gli enti locali abbiano un ruolo chiaro nel futuro di Firenze Fiera e sosteniamo l’urgente necessità di un’audizione dei vertici all’interno della Commissione Controllo di Palazzo Vecchio. Quanto all’asse con Bologna e Milano, avanziamo una perplessità: perché non iniziare a lavorare davvero insieme a tutti i territori della nostra provincia e sviluppare un progetto a misura di territorio?

  • Commissione speciale per l’economia al Q1

    Commissione speciale per l’economia al Q1

    “L’emendamento di SPC per includere anche i sindacati nel confronto”


    “La politica spesso si nasconde dietro all’ineluttabilità di un’economia con regole presentate come fossero naturali. Bene che a partire dagli enti locali – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – si creino momenti di confronto e anche di scontro tra visioni diverse, perché emergano gli interessi diversi delle diverse classi sociali, e possano prevalere quelle della maggioranza della cittadinanza, paradossalmente la più povera e meno in grado di definire le politiche di governo”.

    “La mozione, presentata dal Gruppo “Il Centro”, già Lega Salvini Premier, ha avuto esito favorevole, con alcuni emendamenti, già migliorativi, proposti dalla maggioranza. 

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  • Servizi essenziali: oggetto di profitto o diritti?

    Servizi essenziali: oggetto di profitto o diritti?

    Servizi essenziali: oggetto di profitto o diritti?

    Dall’idea di multiutility allo sfruttamento negli appalti

    SMS di Rifredi, via Vittorio Emanuele II 303 – Firenze
    22 novembre 2022, ore 21.00

    Con:
    – Carlotta Caciagli, assegnista di ricerca Politecnico Milano
    – Marta Fana, ricercatrice in economia e autrice di “Non è lavoro è sfruttamento” e “Basta salari da fame”

    – Anna Pettini, docente di economia politica Università degli Studi di Firenze

    Introducono e coordinano, Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune (gruppo consiliare Comune di Firenze)


     

     

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  • Soldi dall’Europa: Firenze protagonista, ma senza democrazia?

    “Le risposte alla domanda di attualità di ieri confermano l’importanza di passaggi che devono vedere i consigli comunali al centro. Il Sindaco non sembra interessato, la Giunta sì”


    Dmitrij Palagi, Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune

    Ieri abbiamo chiesto conto di un evento, in Palazzo Vecchio, in cui si illustrava la destinazione degli oltre 80 milioni di euro legati ai fondi React-Eu: crediamo che prima di eventi pubblici, con buffet, si debba passare da commissioni e consiglio comunale. (altro…)