Corteo di Carnevale
Intervento al corteo di Carnevale del 14 febbraio 2026, a nome di Sinistra Progetto Comune, letto da Francesca Lupo (Consigliera del Quartiere 1)
Ciao, parlo a nome di Sinistra Progetto Comune, gruppo eletto all’opposizione in Consiglio comunale e nei consigli di quartiere di questa città. Oggi qui mettiamo i nostri corpi a fare massa critica accanto a chi lotta per proteggere gli spazi di vita e di libera espressione e condivisione. E simbolicamente a fianco di ogni popolo privato del diritto di audotederminarsi e di vivere appieno delle risorse della sua terra, in equilibrio con essa.
Stiamo vivendo sui nostri corpi una lunga ondata di repressione e disciplinamento, rivendicata e istituzionalizzata dal governo Meloni.
Dopo gli sgomberi più eclatanti, anche qui a Firenze temiamo la rimozione di altri spazi di partecipazione orizzontali, informali e organizzati dal basso. Minacce precedute dalla delegittimazione, rimozione fisica preceduta da quella narrativa.
Siamo una città in cui si applicano acriticamente le zone rosse e piena di videosorveglianza.
Siamo qui anche per noi stesse, perché quando facciamo il nostro pezzo di lotta per cui siamo state votate ci ritroviamo in dialoghi stranianti che sembrano iniziare e finire in altre stanze, sbattiamo nei muri di gomma e attraversiamo dinamiche distorte che sembrano sempre più grandi di noi. E’ qui oggi che riprendiamo ossigeno e motivazione, è qui che ritroviamo i nostri orizzonti, è qui che ricordiamo di essere un grande “noi”, e non un piccolo “io”, che respiriamo la possibilità di un’alternativa.
Stando nelle porzioni di spaziotempo che chiamiamo Cecco Rivolta, Polveriera, ex GKN, Mondeggi, NextEmersone e CPA, standoci impariamo strumenti adatti ad affrontare le complessità, incrociamo traiettorie di persone non identiche a noi, ci alleniamo a fare pezzi di strada con loro. E’ in ogni spazio autorganizzato che sperimentiamo modi nuovi e migliori di congiungere bisogni e risorse, allargare le possibilità di tutte, non lasciare indietro nessuna che non lo voglia. Non c’è normativa che possa prevedere a priori tutta questa vitalità. Crediamo che sia legittimo il patto sociale nella misura in cui non delegittima noi e i nostri esperimenti di progresso collettivo.
È con questo bagaglio incasinato che opponiamo la nostra idea di sicurezze alla loro idea di sicurezza.
Con scarsa fantasia, si moltiplicano i soggetti in divisa e si auspica solo il contenimento dei corpi e delle volontà. A questa mancanza di fantasia, rispondiamo con un immaginario di rammendi, ricuciture, ascolto, protezione reciproca sperimentata qui, nelle strade e nelle piazze. Alla semplificazione rispondiamo con la complessità, senza paura. Ci rivolgiamo a una città che ha la cultura dell’accoglienza nelle sue corde.
Rivendichiamo la nostra lotta quotidiana contro la logica del consumo e i meccanismi del profitto fine a sé stesso, un abito mentale ormai ideologico che trasforma la nostra città in una scenografia per altri. Un’ideologia, spacciata per pragmatismo, che invece evita la relazione con le cose concrete, coi bisogni reali e coi processi di cambiamento. Un’ideologia che mangia gli spazi pubblici, i beni comuni, a favore del privato e delle speculazioni finanziarie, senza niente restituire.
Alla vigilia di questo Carnevale di rovesciamenti, Stenterello e Balanzone si sono scambiati la maschera e sono scesi in piazza accanto a noi. E allora tutto è possibile. Tutto è possibile, se intanto lo immaginiamo insieme. Grazie



