“Lunedì un question time: servizi, spazi e costi vanno messi sullo stesso tavolo”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Lorenzo Palandri – Sinistra Progetto Comune Quartiere 2
Il 7 ottobre in Regione è stato firmato un accordo sulle Civette: sei mesi di apertura in più e licenziamenti ritirati. Una settimana dopo, come denuncia anche CUB Sanità, negli atti non se ne trova traccia: la proroga del servizio non è arrivata e la cooperativa non ha ritirato la procedura per ventisei lavoratrici e lavoratori. Anche nell’albo on line dell’Azienda sanitaria, fino a ieri, non risultava nessun atto di proroga: e oggi la Repubblica Firenze scrive che la Regione non intende pagare gli otto milioni che servirebbero a rimettere in sesto la struttura.
Per questo lunedì porteremo in aula un question time, che riprende le domande del Comitato dei Parenti e delle organizzazioni sindacali. Vogliamo sapere quando arriverà la proroga, e se il Comune, che a quel tavolo c’era, la sta sollecitando: inoltre vogliamo sapere perché il posto libero da agosto non va a chi aspetta in lista e se corrisponde al vero che alcune famiglie, anche in questi giorni, vengono contattate per un possibile trasferimento dei loro parenti.
A questo punto il Comune deve chiedere di fermare la trasformazione degli spazi della residenza e dirci se è disposto a farsi carico lui dell’intervento, costruendo un’alleanza insieme al Quartiere 2 e a chi in questi mesi ha tenuto aperta la vertenza, che dal basso risolva quello che non riesce a chi politicamente sta “in alto”.
Di servizi, spazi e costi si continua a parlare separatamente, e così ogni pezzo preso da solo sembra avere una sua ragione. Nell’ala chiusa nel 2023 i lavori sono iniziati il 2 settembre, con un cartello che parla di «riqualificazione e ristrutturazione». Secondo il sindacato e la stampa, però, servono alla Centrale operativa territoriale del PNRR, cioè a 1,4 milioni che la Regione non vuole perdere. Per la residenza i soldi invece non ci sono. Così i posti restano venti sui quaranta autorizzati, e nel 2023 l’Azienda aveva definito quel dimezzamento «temporaneo». A quanto ci risulta, nessun atto del Comune lo ha mai autorizzato. A giugno, intanto, in lista d’attesa nella zona fiorentina c’erano 176 persone.
Allora proviamo a chiudere il cerchio. Dove si recuperano i posti che si tolgono a San Salvi, se a Montedomini, stando a quanto riferisce la stampa, non ce ne sono? Che fine fanno gli spazi della residenza? Quanto costa l’operazione nel suo insieme, contando anche quello che pesa sulle famiglie e sul Comune ogni posto pubblico in meno? E la Regione che strategia ha per questa struttura: lasciarla cadere a pezzi, o venderla? Lo chiediamo perché, nello stesso lotto di servizi, il 9 ottobre l’Azienda ha messo in vendita con una delibera i locali del centro diurno La Chiocciola, alle Piagge.
Il 5 ottobre il Consiglio comunale ha chiesto all’unanimità di recuperare la piena capienza e di fare i lavori per fasi, senza spostare chi ci vive. Ora che la Regione ipotizza di passare l’immobile al Comune, la Giunta deve dire che cosa ne pensa e con quali risorse intende muoversi.
Ringraziamo il Comitato dei Parenti, CUB Sanità e tutte le organizzazioni sindacali presenti, che non hanno abbassato l’attenzione. Hanno ragione a chiedere un progetto costruito dal basso per Le Civette e per tutta l’area di San Salvi. Se nessuno metterà sulla carta una programmazione con posti, spazi e costi, proveremo a farla noi, e la porteremo nel Quartiere e in Commissione: di fronte a un sistema politico incapace di assumersi responsabilità per dare soluzioni, troveremo le strade con chiunque ne abbia la volontà.







