Lotta: Giustizia climatica

  • Musei civici: la denuncia di FP CGIL e UIL FP conferma ciò che il Comune non ha risolto

    Musei civici: la denuncia di FP CGIL e UIL FP conferma ciò che il Comune non ha risolto

    «La segnalazione sindacale rafforza le ragioni del question time di lunedì»

    La denuncia pubblicata oggi da FP CGIL Firenze e UIL FP Firenze sulle temperature insostenibili nei musei civici (Palazzo Vecchio, Santa Maria Novella, Forte Belvedere) arriva a due giorni dal question time che Sinistra Progetto Comune ha presentato sullo stesso tema. Non è una coincidenza: è la conferma che il problema esiste, è noto da tempo e non è stato risolto.

    Il 12 gennaio 2026 il Consiglio comunale aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno (proposto da Sinistra Progetto Comune insieme a Italia Viva e al consigliere Grazzini) che impegnava la Sindaca e la Giunta a garantire condizioni di lavoro e visita dignitose nelle Sale Monumentali di Palazzo Vecchio. La soluzione adottata si è rivelata controproducente: gli apparecchi installati non sono collegati ad alcuna finestra e disperdono calore nella stessa sala, peggiorando il bilancio termico anziché migliorarlo.

    FP CGIL e UIL FP documentano oggi che quella situazione non riguarda solo Palazzo Vecchio. A Santa Maria Novella e Forte Belvedere non sono stati installati nemmeno i ventilatori. Alle lavoratrici e ai lavoratori non viene fornita acqua fresca. Si sono già verificati malori quest’estate. L’estate scorsa cinque ambulanze erano state chiamate in un solo giorno.

    I sindacati ricordano che avevano segnalato la situazione al Comune già a settembre 2025, chiedendo di intervenire prima dell’estate successiva. Non risulta che l’intervento sia avvenuto.

    Il personale coinvolto (dipendenti comunali, lavoratrici e lavoratori di Fondazione MUS.E e della Cooperativa REAR) svolge la propria attività in spazi di cui il Comune è datore di lavoro diretto o committente. Il D.Lgs. 81/2008 obbliga il datore di lavoro a valutare il rischio da stress termico e ad adottare ogni misura tecnica e organizzativa necessaria. Non risulta che questa valutazione abbia prodotto conseguenze adeguate.

    Lunedì 29 giugno, in aula, chiederemo alla Giunta di rispondere nel merito: se i Documenti di Valutazione dei Rischi includano e abbiano aggiornato la valutazione del rischio termico, se esista un piano di emergenza caldo per i musei civici, quali misure concrete vengano adottate prima della fine dell’estate.

    L’OdG approvato all’unanimità a gennaio non può restare lettera morta.

  • Cuba: a 60 anni dall’alluvione, la solidarietà non è un ricordo, deve essere praticata

    Cuba: a 60 anni dall’alluvione, la solidarietà non è un ricordo, deve essere praticata

    “Oggi in Commissione Pace un impegno condiviso con la Commissione Cultura, per un’azione concreta prima della pausa estiva”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il 4 novembre 2026 ricorrono sessant’anni dall’alluvione di Firenze. La città si prepara a ricordare con mostre e iniziative (dal programma “RI-EMERGERE 1966–2026” all’Archivio di Stato alla call del Comune “Firenze, 4 novembre 1966: la città racconta l’alluvione”). È giusto e necessario. Ma la memoria, da sola, non mette in sicurezza nessuno e non sdebita nessuno.

    L’Appello della cultura per Firenze, firmato a Palazzo Strozzi il 6 novembre 1966 da Carlo Ludovico Ragghianti, Giorgio La Pira, dai soprintendenti e dai direttori degli istituti stranieri, non fu retorica. Fu la chiamata a un “fondo internazionale” e a una mobilitazione mondiale: studiose e studiosi, restauratrici e restauratori, governi e cittadinanza di tutto il mondo accorsero per salvare il patrimonio di una città che riconoscevano come bene comune dell’umanità. Da quella stagione nacque anche la donazione di circa trentacinque opere d’arte contemporanea (i “quadri”) che artiste e artisti regalarono a Firenze in segno di solidarietà, sull’appello dello stesso Ragghianti, per un museo internazionale che la città avrebbe dovuto costruire.

    Quel museo, nella forma immaginata allora, non si è mai pienamente realizzato. Molte di quelle opere (da “Larme de galaxie” di Jean Arp ai lavori di Carla Accardi, Antonietta Raphael Mafai, Titina Maselli) sono rimaste per decenni nei depositi, dimenticate, prima di un parziale recupero al Museo Novecento. È la fotografia di un problema politico: la solidarietà ricevuta è stata celebrata ma non sempre onorata.

    La Pira, che firmò quell’appello, è stato il sindaco della pace e dell’internazionalismo. Onorare quella eredità significa una cosa precisa: la solidarietà che Firenze ricevette nel 1966 è un debito che si salda guardando a chi, oggi, vive l’emergenza.

    Oggi è Cuba a vivere sotto assedio. L’inasprimento dell’embargo statunitense ha bloccato di fatto le forniture di petrolio: per la popolazione civile significa blackout che lasciano l’isola al buio per gran parte della giornata, carenza di carburante, emergenza sanitaria e alimentare. Dal 6 giugno non è più possibile usare le carte dei circuiti internazionali Visa e Mastercard. È una punizione collettiva che colpisce le persone, non i governi.

    Su questo Firenze ha già preso posiziono: il Consiglio comunale ha approvato, su proposta di Sinistra Progetto Comune, la risoluzione 338/2026 di solidarietà con il popolo cubano, di condanna del blocco navale deciso dal Governo Trump e di richiesta al Governo italiano e al Parlamento europeo di agire contro le misure unilaterali. È il “già votato”. Ma una risoluzione che resta nel cassetto vale quanto un quadro che resta in deposito.

    Alla Sindaca e alla Giunta chiediamo di trasformare l’anniversario in azione, non in liturgia:
    1.⁠ ⁠Dare seguito alla Risoluzione 338/2026, riferendo al Consiglio quali passi concreti l’Amministrazione ha compiuto (verso il Governo, verso l’Unione europea, e sul piano della cooperazione e della solidarietà diretta) perché la posizione votata non resti una dichiarazione.
    2.⁠ ⁠Onorare il 1966 con la prevenzione, non solo con la memoria. Calendarizzare e discutere gli atti che abbiamo depositato sulla sicurezza idraulica e sull’acqua (dalla messa in sicurezza di via Arnoldi alla regimazione e alle briglie dell’Arno, fino agli episodi recenti sulla portata del fiume). La lezione dell’alluvione è la prevenzione, non la commozione.
    3.⁠ ⁠Tirare fuori i quadri dai depositi e farne uso civile. Le opere donate nel 1966 sono la testimonianza materiale di una solidarietà internazionale ricevuta. Vanno esposte stabilmente e rese protagoniste del sessantesimo, e possono diventare il filo che lega quella memoria a un gesto di solidarietà attuale: un ponte culturale che dia corpo, anche simbolicamente, all’impegno verso Cuba e verso ogni popolo sotto assedio.
    4.⁠ ⁠Difendere il patrimonio come bene comune, non come merce. Dalla tutela reale del centro UNESCO alla cantierizzazione di beni pubblici come il Forte Belvedere, fino alla Villa di Rusciano: il patrimonio che il mondo ci aiutò a salvare non può essere subordinato alla pressione turistica e di mercato.

    Sul terzo punto, per la gravità dei fatti che sta colpendo il popolo cubano e la sua repubblica sovrana, abbiamo stamani chiesto un’azione rapida in Commissione 7 (pace e diritti): il Presidente della Commissione Cultura era presente e si è impegnato a discutere la mozione sulle opere d’arte donate a Firenze prima della pausa estiva, nei primi giorni di luglio.

    Ringraziamo per le risposte ricevute dalla maggioranza e proveremo a chiedere alla stessa Ambasciata di Cuba, oltre che all’Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, di poter partecipare.

  • Transizione energetica: i solleciti alla Giunta sono giusti, e noi non stiamo a guardare

    Transizione energetica: i solleciti alla Giunta sono giusti, e noi non stiamo a guardare

    “Sulle critiche arrivate rispetto alla prima variazione di bilancio”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Abbiamo visto il video di Mauro Romanelli, già consigliere regionale e noto militante ecologista, attivo nell’Alleanza Fiorentina per la Giustizia Ecologica, Climatica e Sociale. Crediamo che dia voce a un disagio che non è solo suo: è quello di chi chiede da anni che Firenze faccia sul serio sulla transizione energetica e si vede rispondere con le promesse. E sul merito ha ragione: il Consiglio comunale ha votato all’unanimità una mozione per sostenere le famiglie a reddito medio-basso nella transizione energetica, e nella prima variazione di bilancio 2026 di quella volontà non c’è traccia. Non un centesimo. Una delibera votata da tutto il Consiglio che resta lettera morta non è un dettaglio procedurale: è la Giunta Funaro che decide quanto vale, per lei, il Consiglio comunale. Cioè poco.

    Diciamolo con chiarezza, perché qui si misura la serietà di chi governa: non è un problema di soldi, è un problema di volontà. Lo dimostrano i fatti, non gli slogan.

    Per le comunità energetiche Firenze ha raccolto le manifestazioni di interesse della cittadinanza dei Quartieri 4 e 5 da tre anni e non è ancora riuscita a costituirle. Nel frattempo in Italia, a maggio 2025, le CER formalmente costituite erano già 421, quasi venti volte più dell’anno prima: le hanno fatte Comuni piccolissimi, parrocchie, aree intere come il Cremasco. Avevamo detto e ripetuto che la fondazione era lo strumento sbagliato, troppo pesante: e infatti il percorso è ancora fermo al palo.

    Da quando lo Stato ha reso il fotovoltaico sui tetti edilizia libera e ha dichiarato gli edifici aree idonee per legge, installare è molto più semplice. Chiediamo da sei mesi una semplice campagna informativa per dirlo alla cittadinanza: costo quasi zero, nessun vincolo. Risposta a parole sì, nei fatti niente.

    Gli edifici pubblici si possono solarizzare senza che il Comune tiri fuori una lira, con il modello ESCo o affittando i tetti, sfruttando l’autoconsumo e il Conto Termico 3.0 per la parte di efficientamento. È mettere a reddito il patrimonio di tutte e tutti, non svenderlo. Manca solo la decisione politica di farlo, e un ufficio che la porti avanti: a Roma c’è una cabina di regia dedicata che coordina tutti gli uffici e ha già un piano di solarizzazione di scuole e immobili. A Firenze no. Su questo, ieri, abbiamo sostenuto in Consiglio un ordine del giorno che prova a fare dei passi in avanti, almeno sull’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico.

    Abbiamo chiesto, e la maggioranza del Consiglio ha votato, di non finanziare più auto puramente fossili. A maggio 2026 le auto solo a benzina o diesel sono ormai poco più di un quarto del mercato: continuare a sussidiarle con denaro pubblico sarebbe regalare soldi a un modello che il mercato stesso sta lasciando indietro. Aspettiamo il regolamento sulle rottamazioni e vigileremo perché rispetti quella volontà.

    E veniamo alla domanda che ci viene rivolta direttamente. Romanelli chiede se le opposizioni hanno alzato la voce. La distinzione è doverosa, e la facciamo senza ipocrisie: a pretendere che la Giunta attui una mozione che porta la loro firma dovrebbero essere innanzitutto i gruppi di maggioranza che l’hanno presentata e votata. È dentro quella coalizione che si deve battere i pugni.

    Ma il nostro mestiere non è il comunicato indignato: è stare nelle istituzioni e usarne gli strumenti. Per questo trasformiamo questa denuncia in atti concreti, con scadenze:
    1) Un’interrogazione alla Sindaca e alla Vicesindaca per sapere perché la mozione approvata all’unanimità non ha avuto copertura in variazione, e con quali tempi la Giunta intende darle attuazione.
    2) Un accesso agli atti sullo stato di costituzione delle CER dei Quartieri 4 e 5 e sulle risorse finora stanziate e non spese.
    3) La richiesta formale di avviare subito la campagna informativa sulle aree idonee e di istituire un ufficio/cabina di regia per l’energia sul modello di Roma.
    4) La richiesta di un piano di solarizzazione del patrimonio pubblico con modello ESCo.
    5) La vigilanza puntuale sul regolamento rottamazioni perché escluda gli incentivi alle auto fossili.

    La transizione energetica o è giusta o non è. Senza intervento pubblico diventa un privilegio per chi può permettersi un impianto, e una nuova bolletta per tutti gli altri. L’energia è un bene comune: il Comune deve esserne protagonista, non spettatore. Ringraziamo Mauro Romanelli per la pressione: non la subiamo, la facciamo nostra. E continueremo a esercitarla dentro il Consiglio, atto dopo atto, finché la Giunta non passerà dalle promesse ai fatti.

  • Efficientamento energetico del patrimonio comunale: parere favorevole in Commissione

    Efficientamento energetico del patrimonio comunale: parere favorevole in Commissione

    “Sulla quasi totalità degli interventi realizzati negli ultimi anni pesano fondi straordinari: PNRR, regionali, ministeriali. Il Piano Energetico Comunale che il Comune intende redigere nel 2026 è l’occasione per dare una struttura ordinaria a questo lavoro”


    Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune

    La Commissione consiliare 6 (Ambiente, Vivibilità urbana, Mobilità) ha approvato il 15 giugno 2026, con 11 voti favorevoli e 1 solo astenuto su 13 presenti, l’ordine del giorno n. 1013/2026 presentato dal nostro gruppo sul tema dell’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico comunale.

    L’atto impegna la Sindaca e la Giunta a includere, nel lavoro di redazione del Piano Energetico Comunale (PEC) che il Comune si è prefissato di completare nel 2026, la predisposizione di un piano pluriennale di efficientamento energetico. Il piano dovrà comprendere la mappatura degli edifici con i consumi attuali, gli interventi prioritari per efficacia e fattibilità tecnica, la stima dei costi e l’individuazione delle fonti di finanziamento (fondi UE, nazionali, regionali, project financing), nonché obiettivi misurabili di riduzione dei consumi e delle emissioni.

    Il patrimonio edilizio del Comune di Firenze comprende centinaia di edifici — scuole, uffici, impianti sportivi, biblioteche, strutture sociali — con consumi energetici significativi e spesso con obsolescenza impiantistica rilevante. Una parte consistente di questo patrimonio presenta vincoli storico-architettonici che complicano ulteriormente gli interventi.

    Eppure, ciò che si è fatto finora è avvenuto quasi interamente grazie a risorse straordinarie: interventi PNRR su 18 scuole, 3 complessi sportivi, 3 strutture sociali, 2 uffici e servizi e 5 immobili di interesse storico-artistico; fondi regionali e ministeriali per la qualità dell’aria che hanno consentito l’efficientamento di 60 complessi scolastici nell’ultimo quinquennio; la Convenzione Consip SIE 4 per l’integrazione energetica; gli interventi di Casa Spa su 8 edifici tra il 2020 e il 2024 (con altri 5 programmati entro il 2027), tra cui un intervento di rigenerazione che ha portato 64 alloggi in classe G a 88 nuovi in standard NZEB. A questo si aggiunge il progetto “Energy for poverty” alle Piagge, finanziato con fondi PON metro.

    Tutto meritevole. Per Sinistra Progetto Comune uno dei punti di partenza era proprio il confronto con lo stanziamento ordinario: la Prima Variazione di Bilancio 2026 lascia invariata la Missione 17 (Energia e diversificazione delle fonti energetiche) a 50.000 euro annui per l’intero triennio 2026-2028. Una cifra che non copre nemmeno la progettazione di un intervento su un edificio di media complessità.

    Ma la dipendenza esclusiva da fondi straordinari non è una politica energetica: è una risposta episodica. La pianificazione ordinaria (quella che consente di decidere le priorità, confrontare i costi, garantire la continuità degli interventi) è ancora da costruire.

    Sul fronte normativo europeo, la direttiva 2024/1275/UE (EPBD, cosiddetta “Case Green”) impone che gli edifici pubblici raggiungano almeno la classe energetica E entro il 2030 e D entro il 2033. Non si tratta di obiettivi volontari: sono obblighi che si traducono in interventi concreti su un patrimonio edilizio (quello pubblico comunale) la cui situazione energetica complessiva non è oggi mappata in modo sistematico.

    Il Piano Energetico Comunale che l’amministrazione intende redigere nel 2026 è dunque insieme un adempimento di legge e un’opportunità reale. L’ODG chiede che questa opportunità non venga sprecata, includendo nel PEC una pianificazione pluriennale degli interventi sul patrimonio pubblico.

    Il voto ampio in Commissione dice che su questo tema c’è una convergenza istituzionale. Ora bisogna vedere se si traduce in un Piano Energetico Comunale che abbia realmente dentro una visione sugli edifici pubblici, non solo una somma di capitoli di spesa. La dipendenza quasi totale dai fondi straordinari non è un limite tecnico, è una scelta politica. Il Piano Energetico è l’occasione per invertirla, dando struttura e priorità a quello che finora si è fatto per opportunità. La collettività che usa le scuole, le biblioteche e i centri sociali del Comune merita che questi spazi siano efficienti non quando arriva il prossimo bando europeo, ma come scelta ordinaria di governo della città.

    Ringraziamo il Presidente della Commissione e tutti i gruppi consiliari intervenuti nella discussione, a partire da chi ha presentato gli emendamenti accolti.

  • Agripunk: la Regione fissi l’incontro entro martedì

    Agripunk: la Regione fissi l’incontro entro martedì

    “L’ufficio del Presidente Giani ha preso in carico la richiesta: adesso serve la convocazione, non un altro rinvio”


    Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune

    Oggi, 10 giugno, le persone di Agripunk si sono presentate in presidio davanti alla Presidenza della Regione Toscana, in piazza Duomo a Firenze. L’ufficio del Presidente Giani ha preso in carico la richiesta di incontro. È un primo segnale. Non basta.

    Il 19 giugno l’ufficiale giudiziario tornerà ad Agripunk per il secondo accesso esecutivo: da quella data i primi due capannoni dovranno essere restituiti al proprietario, rendendo critici l’accesso all’acqua e al cibo per gli ottanta animali del rifugio, sottratti alla zootecnia intensiva. Non è una scadenza simbolica: le stesse autorità sanitarie hanno definito difficilmente sostenibili i costi e i rischi di uno spostamento degli animali.

    La convocazione deve arrivare entro martedì 16 giugno. È l’unica finestra utile perché la Regione possa sedersi al tavolo prima che lo sfratto cominci a smontare, capannone dopo capannone, dieci anni di cura e di bonifica di un ex allevamento intensivo di 30.000 tacchine.

    Il quadro istituzionale per farlo esiste. Il 25 maggio il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato con voto unanime la risoluzione 2026/00842 — proposta da Sinistra Progetto Comune — che chiede alla Regione di confrontarsi con il Comune di Bucine e di riconoscere normativamente i rifugi per animali provenienti dal sistema zootecnico. Il 4 giugno AVS ha depositato l’interrogazione parlamentare 4-08106 ai Ministeri dell’agricoltura, dell’ambiente e della salute. La proprietà ha dichiarato disponibilità alla trattativa davanti all’amministrazione di Bucine: la trattativa è aperta.

    Quello che manca è la convocazione. Chiediamo anche noi che avvenga quanto prima e riportiamo integralmente la nota di Agripunk.


    Agripunk davanti alla Regione Toscana: richiesta di incontro

    “Conferenza stampa e presidio in piazza Duomo: contatti con l’ufficio del Presidente Giani”

    Oggi, mercoledì 10 giugno alle 12:00, ci siamo trovat3 in piazza Duomo a Firenze, davanti alla sede della Presidenza della Regione Toscana, per la conferenza stampa annunciata nei giorni scorsi.

    Le richieste sono quelle che ripetiamo da mesi e che abbiamo messo nero su bianco già il 31 dicembre 2025, insieme a centinaia di associazioni, rifugi, collettive e persone: l’apertura di un tavolo di trattativa per l’acquisto del podere L’isola, con la mediazione del Comune di Bucine, e la valutazione di un cofinanziamento regionale del progetto.

    Oggi qualcosa si è mosso. L’ufficio del Presidente della Regione ha preso in carico la nostra richiesta di un incontro: abbiamo ricordato la scadenza del 19 giugno, quando l’ufficiale giudiziario tornerà ad Agripunk per il secondo accesso esecutivo: da quella data dovremo restituire i primi due capannoni al proprietario, rendendo critici l’accesso all’acqua e al cibo per gli 80 animali che vivono nel rifugio, sottratti alla zootecnia intensiva.

    Per questo chiediamo che la convocazione arrivi entro martedì 16 giugno. Non è una richiesta simbolica: è l’unica finestra utile perché la Regione possa sedersi al tavolo prima che lo sfratto cominci a smontare, capannone dopo capannone, dieci anni di cura multispecie e di bonifica di un ex allevamento intensivo di 30.000 tacchine.

    Non siamo sol3. Il Consiglio Comunale di Firenze, su proposta di Sinistra Progetto Comune e senza voti contrari, ha approvato il 25 maggio la risoluzione 2026/00842, che chiede alla Regione Toscana di confrontarsi con il Comune di Bucine per garantire la prosecuzione dell’esperienza e di riconoscere normativamente i rifugi per animali provenienti dal sistema zootecnico. AVS ha depositato il 4 giugno l’interrogazione parlamentare 4-08106 ai Ministeri dell’agricoltura, dell’ambiente e della salute. La proprietà ha dichiarato, davanti all’amministrazione comunale di Bucine, la disponibilità a trattare la vendita del podere: la trattativa è aperta e noi abbiamo avanzato una proposta di acquisto.

    È aperta la raccolta fondi su Produzioni dal Basso, con il supporto di Banca Etica, perché l’acquisto del podere rimane l’unica soluzione praticabile: lo spostamento degli animali comporterebbe rischi e costi che le stesse autorità sanitarie hanno definito difficilmente sostenibili.

    Aspettiamo la convocazione. Continuiamo a immaginare, con l’amore e la rabbia di sempre.

  • Sulla messa in sicurezza idraulica di via Arnoldi

    Interrogazione n. 1032
    Presentato 9 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Piazza della Costituzione: criticità sull’argine del Mugnone

    Interrogazione n. 968
    Presentato 3 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Ancora su viale Ugo Bassi: abbattimento di alberature senza reimpianto compensativo

    Interrogazione n. 969
    Presentato 3 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Agripunk: la risoluzione passa senza voti contrari. Tre giorni dopo il primo accesso, Firenze dice la sua

    Agripunk: la risoluzione passa senza voti contrari. Tre giorni dopo il primo accesso, Firenze dice la sua

    “Non è ancora una soluzione, ma è un atto istituzionale che arriva nel momento giusto. Ora tocca alla Regione e agli altri livelli istituzionali. Avviata una raccolta fondi”

    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Ieri il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato la risoluzione 2026/00842 su Agripunk ETS senza voti contrari. È il risultato di un percorso iniziato settimane fa, e vogliamo ringraziare chi lo ha reso possibile.

    Il 23 aprile la Commissione consiliare 6 ha ascoltato i rappresentanti di Agripunk in audizione. Il 14 maggio ha espresso parere favorevole: 10 voti a favore, 3 astensioni, nessun contrario. Ieri il Consiglio ha fatto lo stesso, approvando l’atto senza voti negativi. Ringraziamo le consigliere e i consiglieri che hanno votato a favore, chi si è astenuto senza opporsi, e chi in commissione ha lavorato per un testo condiviso. Ringraziamo LAV Firenze e LIPU Firenze, che hanno documentato il legame concreto tra questo rifugio e la nostra Città Metropolitana. Ringraziamo le oltre 3.000 persone che hanno firmato la petizione e le associazioni — Legambiente Valdarno Superiore, ENPA, A.BA.CO. e molte altre — che hanno sostenuto formalmente l’esperienza.

    Il momento in cui è arrivato il voto non è casuale. Il 22 maggio — tre giorni prima — si è tenuto il primo accesso dell’ufficiale giudiziario e la procedura di sfratto è avviata. Ad Agripunk, ad Ambra nel Comune di Bucine, vivono più di cento animali — suini, bovini, ovi-caprini, equini, avicoli — che per le disabilità derivanti dallo sfruttamento non possono essere avviati alla macellazione né tornare alla vita selvatica. Spostarli non è una questione logistica: l’AUSL Toscana Sud Est ha già rilevato le difficoltà tecniche di una movimentazione, considerate anche le restrizioni sanitarie vigenti sul blocco degli spostamenti della popolazione suina per la prevenzione della peste suina africana. La dismissione forzata sarebbe una perdita irreversibile — per gli animali, per il territorio, per chiunque creda che un ex allevamento Amadori possa diventare qualcosa di completamente diverso.

    La tempestività del voto non è un merito da rivendicare: era il minimo. Serve ora che le istituzioni a cui la risoluzione è indirizzata rispondano con la stessa rapidità. Il Presidente del Consiglio Comunale trasmetterà l’atto ad Agripunk ETS, al Sindaco e al Consiglio di Bucine, al Presidente della Regione Toscana con richiesta di inoltro agli Assessorati competenti, alla Presidente del Consiglio Regionale, al Presidente della Provincia di Arezzo, ai Presidenti di Camera e Senato con richiesta di inoltro alle Commissioni parlamentari. La Regione Toscana è chiamata ad aprire senza indugio un tavolo di interlocuzione con tutte le parti per garantire la continuità del rifugio. Al Parlamento chiediamo di tradurre in norme cogenti quanto già avviato con la Legge 82/2025, istituendo la categoria giuridica dei rifugi per animali provenienti dal sistema zootecnico in attuazione dell’art. 9 della Costituzione.

    C’è anche una scadenza materiale, concreta, vicina. Alla presenza dell’Assessore Menchiari del Comune di Bucine si è aperta la possibilità di un tavolo di trattative con il proprietario, con mediazione del Comune. Ma per acquistare l’area — l’unica soluzione che garantirebbe stabilità definitiva — servono 500.000 euro. La prima scadenza è il 19 giugno: entro quella data Agripunk deve mostrare risultati concreti per determinare il proprio futuro. Agripunk ETS ha lanciato il 25 maggio una raccolta fondi su Produzioni dal Basso. Condividerla è un atto politico tanto quanto il voto di ieri.

    Agripunk non è solo un rifugio. È la dimostrazione che un allevamento intensivo può diventare un presidio di cura, bonifica ambientale e rigenerazione comunitaria. Una tesi di dottorato dell’Università Roma Tre lo ha individuato come uno dei tre casi studio internazionali sulla giustizia spaziale tra le specie. AUSL Toscana Sud Est e Carabinieri Forestali si sono già appoggiati ad Agripunk per animali sequestrati senza avere alternative pubbliche. Il Piano Operativo del Comune di Bucine classifica l’area come Area Strategica d’Intervento. Tutto questo esiste da oltre dieci anni senza alcun riconoscimento normativo, senza accesso a bandi, senza finanziamenti pubblici — perché la legge non distingue un rifugio antispecista da un allevamento intensivo. È questo il vuoto che la risoluzione chiede di colmare.

    Il voto di ieri è un passo. Quello che viene dopo dipende da chi riceve l’atto e da quante persone scelgono di sostenere la raccolta fondi: https://sosteni.link/40778

  • A tutela dei platani di viale Ariosto e viale Pratolini: lavori di rifacimento del manto stradale nel rispetto del Regolamento sul patrimonio arboreo?

    Interrogazione n. 920
    Presentato 21 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Tutela e gestione conservativa degli alberi e del patrimonio arboreo del Comune

    Mozione n. 905
    Presentato 20 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Mozione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Aeroporto di Peretola e rispetto del Decreto VIA 0676/2003: su obblighi prescrittivi e necessità di atti formali

    Interrogazione n. 884
    Presentato 17 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Aeroporto di Peretola: la risposta della Vicesindaca alla vigilia della manifestazione di domani

    Aeroporto di Peretola: la risposta della Vicesindaca alla vigilia della manifestazione di domani

    “Saremo al corteo di Sesto Fiorentino, sul tema della tutela della popolazione attualmente sorvolata c’è ancora molto da fare”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    La Vicesindaca Galgani ha risposto oggi, 15 maggio 2026, all’interrogazione 952/2025 sui rilievi emersi dai verbali della Commissione Antirumore. La risposta è utile perché mette nero su bianco qualcosa che affermiamo da anni e che finora non era stato riconosciuto formalmente: le limitazioni orarie introdotte dall’estate 2024 — la riduzione dell’80% dei voli dopo mezzanotte, gli atterraggi programmati entro le 23:00 — sono misure inserite nel manuale aeroportuale, non procedure antirumore ai sensi dell’art. 3 del DM 3/12/1999. La differenza non è tecnica: una misura informale può essere revocata unilateralmente dal gestore: una procedura antirumore formale, con annesse sanzioni per i vettori inadempienti, no.

    L’interrogazione poneva cinque domande. Due ricevono risposta parziale. Sulla programmazione dei voli: la competenza spetta ad Assoclearance, coordinatore nazionale delle bande orarie negli aeroporti di Livello 3 come Firenze. Sul riconoscimento delle limitazioni orarie come misure antirumore: la Regione ha interpellato il Ministero, ma la risposta non è ancora pervenuta.

    Sulle altre tre domande ci sono secondo noi lacune significative. Nessuna spiegazione su perché le deroghe agli atterraggi notturni proseguano nonostante il Decreto VIA 0676/2003 della Regione Toscana abbia fissato — già nel 2003 — il divieto di atterraggio dopo le 22:00 come prescrizione vincolante. Nessun riferimento alla mancata revisione biennale della zonizzazione acustica imposta dallo stesso decreto e che non risulterebbe mai attuata dalla Commissione. Nessuna risposta alla domanda se la Sindaca intenda adottare un’ordinanza di riduzione dell’operatività fino al pieno ottemperamento delle prescrizioni VIA: domanda che formuliamo da anni e anni.

    Il risultato sull’80% è reale, ma è precario finché non viene formalizzato come procedura vincolante. Quaracchi supera ancora il limite LVA di 60 dB(A): il miglioramento è insufficiente, e lo certifica la stessa Commissione nel verbale dell’ottobre 2024.

    Domani, sabato 16 maggio, siamo al corteo “Basta aeroporti in città” a Sesto Fiorentino (ore 14:00), promosso da comitati, associazioni e organizzazioni della Piana. Aderire a questa mobilitazione è un atto politico coerente: non si può invocare attenzione alla salute della residenza sorvolata e contemporaneamente accelerare su un Masterplan che triplicherebbe i voli.

    Lunedì discuteremo un question time sulle condizioni di lavoro dentro lo scalo di Peretola, dopo le denunce di USB. Per noi è un’unica lotta: quella per la salute, per l’ambiente e per la dignità del lavoro. Basterebbe smettere di seguire le logiche dei profitti e dei dividendi, per una svolta decisiva quanto urgente.

  • Commissione 6 dà parere favorevole alla risoluzione su Agripunk: la Regione dia segnali

    Commissione 6 dà parere favorevole alla risoluzione su Agripunk: la Regione dia segnali

    “Un rifugio antispecista come bene comune: il Consiglio di Firenze chiede alle istituzioni di fare la propria parte. Il 22 maggio primo accesso dell’ufficiale giudiziario”

    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Ieri la Commissione consiliare 6 ha espresso parere favorevole sulla risoluzione 842/2026, dedicata all’esperienza di Agripunk ETS: 10 voti a favore, 3 astensioni, nessun contrario. L’atto – emendato e condiviso passa ora in Consiglio Comunale.

    Agripunk è un rifugio antispecista ad Ambra, nel Comune di Bucine, che dal 2014 ha trasformato un ex allevamento intensivo di tacchine in un presidio di cura per animali provenienti dal sistema zootecnico: suini, bovini, ovi-caprini, equini, avicoli che per disabilità e fragilità non possono essere avviati alla macellazione né tornare alla vita selvatica. Un’area che produceva sofferenza, inquinamento delle acque e sfruttamento del territorio è diventata un progetto di rigenerazione comunitaria. AUSL Toscana Sud Est, Carabinieri Forestali e diversi Comuni toscani si sono già appoggiati ad Agripunk per animali sequestrati o non gestibili: una funzione para-istituzionale svolta in assenza di qualsiasi riconoscimento normativo. Nonostante questo adesso è sotto sfratto (si tratta di una proprietà privata con cui di fatto c’è un contenzioso).

    È proprio il vuoto normativo il nodo centrale. La legge non riconosce i rifugi per animali provenienti dalla zootecnia come categoria autonoma: li assimila agli allevamenti, impedendo l’accesso a bandi e finanziamenti pubblici. La risoluzione chiede alla Regione Toscana di aprire un’interlocuzione con tutte le parti — Agripunk, Comune di Bucine, Provincia di Arezzo — per garantire la continuità del rifugio, e di dotarsi degli strumenti normativi che colmino questo vuoto. Chiede al Parlamento di tradurre in norme cogenti quanto già avviato con la Legge 82/2025 sui reati contro gli animali, istituendo una categoria giuridica per i santuari zootecnici in attuazione dell’art. 9 della Costituzione.

    C’è una scadenza concreta: il 22 maggio è previsto il primo accesso dell’ufficiale giudiziario. Agripunk ha aperto una chat Telegram di aggiornamento, una raccolta firme e una raccolta fondi attiva, e organizza per il weekend del 22-23-24 maggio giornate di volontariato e assemblee aperte. Seguire i loro canali in questo momento è un atto politico.

    Ringraziamo il Presidente della Commissione 6 e tutti gli altri gruppi presenti che hanno permesso di concorrere per arrivare a una sintesi che confidiamo possa essere votata in tempi utili dal Consiglio comunale, per poter essere trasmessa alla Regione, al Comune di Bucine e alla provincia di Arezzo.

  • Blatte a Firenze: non basta disinfestare, serve monitorare i biocidi nelle fogne

    Blatte a Firenze: non basta disinfestare, serve monitorare i biocidi nelle fogne

    “519 interventi in meno di due anni, tre contratti separati senza coordinamento — e nessun dato sull’impatto nelle acque reflue”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Ancora blatte a Firenze, ancora articoli di cronaca sulle infestazioni nonostante l’intensificazione degli interventi. 519 in meno di due anni – 339 nel 2024, 170 nel solo primo semestre 2025 – concentrati su fognature, caditoie e reti di scolo. La Giunta invoca il cambiamento climatico, ma il cambiamento climatico non spiega la mancanza di un approccio integrato.

    Gli atti lo documentano: tre contratti separati, tre gestori potenzialmente diversi, tre direzioni comunali distinte attivi simultaneamente per la stessa problematica: DD 02129/2025 (Alia spa, territorio), DD 09871/2025 (strutture educative, dicembre 2025), DD 09408/2025 (Archimede Cooperativa, aree non stradali 2026-2028). Il precedente accordo quadro unitario con Alia — DD 736/2021 — non ci risulta essere stato rinnovato: al posto di un unico strumento di coordinamento, il Comune ha scelto di frammentare.

    C’è poi una dimensione che nessuno ha ancora affrontato: i piretroidi sintetici usati nelle fognature entrano direttamente nelle acque reflue e la letteratura scientifica internazionale documenta che dopo il trattamento secondario nei depuratori una quota rimane nell’effluente, superando le soglie di tossicità per organismi acquatici. Nessun dato pubblico attesta che il Comune monitorizzerebbe le concentrazioni di biocidi nelle acque reflue: nel frattempo, studi su Blattella germanica documentano tassi di sopravvivenza agli spray superiori all’80%. Aumentare i trattamenti con prodotti cui gli insetti sono già resistenti significa caricare l’ambiente senza risultati proporzionali.

    Esiste un’alternativa già sperimentata: il progetto europeo LIFE BIOREPEM (2020-2024), realizzato con ISPRA a Fiumicino e Francavilla a Mare, ha dimostrato che è possibile gestire gli infestanti senza biocidi massivi, con 7.300 ispezioni certificate, zero chiusure di edifici e riduzione documentata. La piattaforma digitale è gratuita per i comuni italiani e i Criteri Ambientali Minimi per gli appalti di pest management esistono già.

    Abbiamo presentato un’interrogazione urgente per chiedere quali principi attivi vengano usati dai tre gestori, se vengano monitorati i biocidi nelle acque reflue, come sia garantito il coordinamento e se al prossimo rinnovo si recepiranno i CAM. Ricordiamo che una nostra mozione sul tema, la 2025/01203, è ancora ferma in attesa di essere discussa, da mesi e mesi: non possiamo permetterci un altro anno senza dati.

  • Piazza Bartali: la copertura è un problema di sicurezza e di giustizia climatica

    Piazza Bartali: la copertura è un problema di sicurezza e di giustizia climatica

    “Parere favorevole in Commissione Ambiente del quartiere 3 questa mattina”


    Lorenzo Fantoni – Sinistra Progetto Comune Quartiere 3
    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Stamani la Commissione Politiche dell’Ambiente del Quartiere 3 ha esaminato la mozione n. 25/2025, presentata dall’allora consigliera di Sinistra Progetto Comune Giovanna Sesti, sugli interventi di mitigazione dell’hot spot di Piazza Bartali: è una questione che il nostro gruppo non ha mai smesso di seguire. Questo ha permesso di capire meglio la struttura della piazza: la grondaia della copertura è collocata all’interno delle colonne, rendendola quasi inaccessibile alla manutenzione, soggetta a ristagno d’acqua e potenzialmente a rischio strutturale.

    Non si tratta di un dettaglio estetico, l’area è riconosciuta come una tra le principali isole di calore del Quartiere 3: una superficie interamente lastricata, senza possibilità di piantumazione perché il parcheggio sotterraneo lo impedisce per contratto — come confermano le convenzioni già stipulate tra il Comune e Unicoop Firenze. In questo contesto, una copertura mal funzionante non è un problema marginale: si tratta dell’unico strumento di protezione reale dal calore e dalle precipitazioni per chi usa quella piazza, incluse le persone che accedono alla ludoteca, al fontanello, al mercato rionale e al Mausoleo delle Deportazioni.

    Abbiamo verificato i registri ufficiali delle delibere di giunta e delle determine dirigenziali: a oggi non risulta alcun atto formale che abbia avviato o concluso la verifica tecnica della copertura, nonostante il mandato conferito nell’incontro del 9 dicembre 2025 tra tecnici della Direzione Viabilità, assessori competenti e una rappresentanza del Quartiere. L’Amministrazione ha dato un mandato verbale, ma non ci risulta lo abbia ancora formalizzato. Questo è il motivo per cui la mozione è necessaria: serve un impegno istituzionale scritto che obblighi a rispondere.

    Insieme alla questione copertura, non abbandoneremo la richiesta di percorsi tattili per persone non vedenti e ipovedenti: la piazza concentra servizi essenziali e non può essere accessibile solo per chi non ha limitazioni visive.

    Da segnalare positivamente, sempre sul fronte dell’accessibilità, che il Presidente della commissione ha preso l’iniziativa di interpellare direttamente le associazioni di persone non vedenti e ipovedenti su come intervenire concretamente sulla piazza: le associazioni hanno risposto che effettueranno un sopralluogo. È un atto di attenzione istituzionale che va nella direzione giusta e che intendiamo monitorare.
    Sul fronte dei pannelli fotovoltaici, invece, ogni valutazione resta sospesa: prima di qualsiasi ipotesi di installazione in copertura, è necessario definire lo stato strutturale della copertura stessa. Una sequenza logica, ma che non deve diventare un alibi per un ulteriore rinvio indefinito.

    Va registrato positivamente che in commissione si è registrato un clima di dialogo costruttivo anche con le forze di maggioranza, disponibili a non lasciar cadere il tema.

    Attendiamo il voto del Consiglio di Quartiere e cercheremo di fare in modo che questo sblocchi anche Palazzo Vecchio.

  • Aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze: sovraffollamento, sicurezza e IMU

    Question time n. 864 · Risposta in Aula
    Presentato 13 Maggio 2026 · Discusso 17 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Question time a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Apprezzamento per l’esperienza di Agripunk e auspicio di una diffusione di esperienze simili, con azioni normative a supporto

    Risoluzione n. 842 · Approvata Emendata
    Presentato 10 Maggio 2026 · Discusso 24 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Risoluzione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Toscana Aeroporti S.p.A. e IMU sull’aeroporto di Peretola: accertamenti effettuati e posizione del Comune socio

    Interrogazione n. 843
    Presentato 10 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Alpi Apuane: sostegno alla mobilitazione di Apuane Libere

    Risoluzione n. 827
    Presentato 7 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Risoluzione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Ancora su tramvia 2.2 e sicurezza della navigazione aerea (nuovo aeroporto)

    Interrogazione n. 802
    Presentato 4 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Aeroporto Vespucci: prescrizioni VIA, controllo del Consiglio comunale e impatti acustici

    Interrogazione n. 797
    Presentato 4 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Approvato l’ordine del giorno: basta incentivi comunali per acquistare autoveicoli fossili

    Approvato l’ordine del giorno: basta incentivi comunali per acquistare autoveicoli fossili

    “Il Consiglio Comunale ha votato ieri l’ODG/2025/00746, proposto da Sinistra Progetto Comune. La Giunta dovrà rendere conto di quanto già speso e non potrà più prevedere contributi per l’acquisto di veicoli a combustione. Una notizia positiva, che non esaurisce però il tema”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato ieri, con un voto articolato (dalla maggioranza è stata lasciata “libertà di scelta”), l’ordine del giorno 2025/00746 presentato da Sinistra Progetto Comune: niente più incentivi comunali per l’acquisto di autoveicoli fossili, e obbligo per la Giunta di fornire un quadro dettagliato sui contributi già erogati o impegnati a questo scopo.

    È una notizia che prendiamo positivamente, ma che chiede di essere inquadrata nel ragionamento più ampio che l’ha prodotta.

    Il punto di partenza è semplice: finanziare con risorse pubbliche l’acquisto di autoveicoli a combustione fossile non è coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione che la città dichiara di perseguire. L’Alleanza fiorentina per la giustizia climatica, ecologica e sociale lo aveva segnalato già dalla primavera scorsa. Finché il Comune continua a erogare quei contributi, sta di fatto sussidiando l’acquisto di tecnologia destinata a diventare obsoleta — con costi aggiuntivi per le stesse persone che avranno nel frattempo acquistato il veicolo.

    Ma c’è un secondo livello del problema, che la sola abolizione degli incentivi per i fossili non risolve. I bonus per l’acquisto di veicoli — anche quando orientati verso tecnologie meno inquinanti — sono uno strumento che tende a beneficiare chi ha già le risorse per acquistare un’auto (chi può permettersi l’anticipo o comunque si ritrova a indebitarsi per una necessità dovuta anche all’assenza di servizi pubblici di linea adeguati). Non sono necessariamente strumenti regressivi in assoluto, ma nemmeno rispondono in modo equo alla domanda di mobilità di chi non ha o non può avere un’auto, o potendo scegliere ne farebbe a meno Chi non possiede un veicolo non riceve nulla da un bonus per l’acquisto: riceve qualcosa da un autobus che arriva puntuale, da una pista ciclabile sicura, da un sistema complessivo di sharing accessibile economicamente.

    Questo significa che la giustizia climatica e la giustizia sociale, su questo tema, vanno nella stessa direzione: verso un investimento nella mobilità collettiva, non nel sussidio all’acquisto individuale.

    Questo ragionamento vale ancora di più se lo si porta alla scala giusta, che non è quella del solo Comune di Firenze. Una parte rilevante di chi attraversa la città ogni giorno — per lavoro, per studio, per cura — arriva da comuni della Città Metropolitana dove il trasporto pubblico è strutturalmente insufficiente. Per queste persone l’auto non è una scelta: è l’unica opzione, dati i problemi del servizio extraurbano, soprattutto in alcune aree; occorre continuare a investire in connessioni tramviarie, ferroviarie e di trasporto rapido su scala metropolitane.

    L’ordine del giorno approvato ieri impegna la Giunta su due punti precisi: fare trasparenza su quanto è già stato speso in passato per queste voci di bilancio, e non prevedere più incentivi analoghi. Ci aspettiamo che la risposta non sia solo formale. Vogliamo sapere quante risorse sono state destinate a sussidiare acquisti di veicoli fossili, e vogliamo che quelle stesse risorse vengano reindirizzate verso misure che ampliano l’accesso alla mobilità sostenibile per chi oggi non ce l’ha.

  • Energie rinnovabili: fotovoltaico e aree di sosta

    Mozione n. 741
    Presentato 28 Aprile 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Mozione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.