Lotta: La citta non si svende

  • Sul compendio delle Cascine ex Agraria

    Mozione n. 1035
    Presentato 10 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Mozione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Sul ruolo del Consiglio comunale nel Piano Città

    Mozione n. 1034
    Presentato 10 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Mozione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Su consultazione pubblica e ex Caserma Predieri

    Mozione n. 1036
    Presentato 10 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Mozione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Degrado del patrimonio culturale UNESCO: buchette del vino false, lucchetti su monumenti e lacune nell’applicazione della normativa vigente

    Interrogazione n. 1028
    Presentato 9 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Costa San Giorgio e Forte Belvedere: passaggio al resort, mentre la residenza aspetta il varco ZTL

    Costa San Giorgio e Forte Belvedere: passaggio al resort, mentre la residenza aspetta il varco ZTL

    “Due pesi e due misure: questo è quello di cui accusiamo la Giunta di Firenze”

    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo – Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Il cantiere del futuro resort a cinque stelle di Costa San Giorgio potrebbe passare dal Forte Belvedere. La notizia, anticipata oggi da la Repubblica, è stata confermata in Consiglio comunale dalla Giunta Funaro: sono in corso sopralluoghi per valutare se aprire quel passaggio anche nella fase di cantiere, “sulla falsariga” di quanto già previsto nella convenzione per la fase operativa.

    Una convenzione (vale la pena ricordarlo) a cui Sinistra Progetto Comune aveva votato contro nel 2021, sollevando esattamente queste domande: chi paga l’uso del suolo pubblico? A quali condizioni?

    Domande che restano senza risposta: alla domanda di attualità presentata oggi dal consigliere Dmitrij Palagi, la Giunta non ha detto nulla sui termini economici dell’eventuale concessione d’uso di un bene pubblico primario per un cantiere privato da 200 milioni di euro.

    La Giunta ha citato un nulla osta del MiC già ottenuto. Ma quel nulla osta riguarda il rifornimento del resort a regime, non l’attraversamento di una flotta di mezzi da cantiere. Equiparare le due cose non è automatico né banalmente legittimo. Sul fronte delle attività estive al Forte (la rassegna letteraria e musicale apre il 24 giugno, tra sedici giorni) la risposta è stata: “la compatibilità andrà verificata”. Non è una risposta tranquillizzante.

    Non sfugge il paradosso: il varco telematico all’imbocco di Costa San Giorgio, che dovrebbe proteggere quella stessa viabilità storica, è stato annunciato più volte (novembre 2024, gennaio 2026) e rinviato ogni volta, con una data di attivazione ancora incerta. I residenti aspettano. Il privato, invece, valuta già i passaggi.

    La vicenda apre una serie di questioni che Sinistra Progetto Comune intende approfondire nelle prossime settimane.  

    Quale procedimento formale si intende avviare per la concessione d’uso, e con quali criteri economici? Il nulla osta del MiC per la fase operativa copre effettivamente la fase di cantiere, o occorre un iter distinto? Come si coordina l’eventuale apertura del passaggio con la programmazione degli eventi estivi al Forte? Quando verrà finalmente attivato il varco telematico di Costa San Giorgio?

  • Ex OGR, SPC aderisce alla petizione “Salviamo le Cascine” e chiede il riacquisto pubblico dell’area

    Ex OGR, SPC aderisce alla petizione “Salviamo le Cascine” e chiede il riacquisto pubblico dell’area

    “Quarantaduemila metri quadri destinati a un progetto privato portano a un rafforzamento delle logiche della rendita”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Sinistra Progetto Comune aderisce alla petizione “Salviamo le Cascine – No cemento nell’area ex OGR”, promossa da Salviamo Firenze X Viverci, e ne sostiene le richieste: riacquisto dell’area da parte del Comune, recupero ambientale degli spazi oggi abbandonati, destinazione a uso culturale e collettivo sul modello del Kulturforum di Berlino, estensione attrezzata del parco.

    Gli 8 ettari dell’ex OGR, quell’ampia porzione compresa tra Via Pistoiese, Via Fratelli Rosselli e il Lungarno Macinante, a ridosso dell’ex Stazione Leopolda e della Manifattura Tabacchi, sono uno degli ultimi grandi spazi trasformabili nel cuore di Firenze. Adiacenti alle Cascine, il parco pubblico più esteso della città, si trovano in un nodo urbano dove ogni scelta avrà effetti duraturi. La proposta di edificare 42.000 metri quadrati di nuova costruzione, destinata in larga parte a residenze di lusso e usi turistico-alberghieri di fascia alta, non va in questa direzione. Riqualificazione significa restituire funzioni pubbliche a spazi dismessi: quello che si profila per l’ex OGR è altro, finendo per sfruttare la rendita di posizione di un’area strategica ceduta al mercato.

    Firenze è già una città sotto pressione. Turistificazione, aumento dei canoni, espulsione progressiva delle persone residenti, erosione degli spazi pubblici accessibili: continuare ad aumentare volumi e carichi urbanistici non significa sviluppo, significa aggravare squilibri già evidenti. In questo contesto, inserire anche l’ex OGR nella stessa traiettoria non è una scelta neutrale.

    Nella precedente consiliatura come in questa il gruppo ha depositato ordini del giorno specifici su quest’area, chiedendo l’esercizio di prelazione da parte del Comune, la riconversione a funzione pubblica, una clausola sociale per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nelle trasformazioni, assemblee di quartiere per garantire la partecipazione delle cittadine e dei cittadini, il rafforzamento del ruolo dei Comuni nelle decisioni urbanistiche di questa portata.

    Il parco delle Cascine non può diventare la cornice paesaggistica di un intervento immobiliare. Il diritto alla città — il diritto di chi vive Firenze a abitarla, non solo a servirla come forza lavoro sottopagata — si difende anche qui. Invitiamo chi condivide queste preoccupazioni a firmare la petizione su actionnetwork.org e su referendumsalviamofirenze.it, e a portarla all’attenzione delle istituzioni.

    Eravamo all’assemblea organizzata al Teatro Puccini da Salviamo Firenze e rilanciamo l’invito a firmare la petizione che è stata lanciata, superando già le 1.200 firme: https://actionnetwork.org/petitions/salviamo-le-cascine-no-cemento-nellarea-ex-ogr?source=direct_link&

  • Pubblicazione integrale delle relazioni MEMOTEF e audizione del responsabile scientifico entro 30 giorni- collegato alla DPC/2026/00034: Integrazioni al Regolamento per le locazioni turistiche brevi

    Ordine del giorno n. 974 · Respinto
    Presentato 3 Giugno 2026 · Discusso 7 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Ordine del giorno a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Imposta di soggiorno differenziata con gettito vincolato all’abitare – collegato alla proposta di deliberazione DPC/2026/00034, avente ad oggetto Integrazioni al Regolamento per le locazioni turistiche brevi

    Ordine del giorno n. 976 · Rinviato
    Presentato 3 Giugno 2026 · Discusso 3 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Ordine del giorno a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Rafforzare il ruolo dei comuni nella direzione intrapresa e oltre – collegato alla proposta di deliberazione DPC/2026/00034, avente ad oggetto Integrazioni al Regolamento per le locazioni turistiche brevi

    Ordine del giorno n. 980 · Rinviato
    Presentato 3 Giugno 2026 · Discusso 3 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Ordine del giorno a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Programma di assemblee aperte dei Consigli di Quartiere per il governo dell’impatto turistico – collegato alla proposta di deliberazione DPC/2026/00034, avente ad oggetto Integrazioni al Regolamento per le locazioni turistiche brevi

    Ordine del giorno n. 981 · Rinviato
    Presentato 3 Giugno 2026 · Discusso 3 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Ordine del giorno a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Sentenza TAR Toscana sul complesso di via Bufalini e locazioni turistiche: quanti altri casi analoghi esistono nel perimetro UNESCO?

    Interrogazione n. 975
    Presentato 3 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Concessione demaniale fluviale Lungarno Pecori Giraldi — spazio Habana500 — trasparenza procedurale e ruolo del Comune

    Interrogazione n. 985
    Presentato 3 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Ancora sull’inquinamento acustico e i rapporti con Villa Vittoria

    Interrogazione n. 989
    Presentato 3 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Villa Vittoria, quarta estate di rumori notturni: nuove segnalazioni

    Villa Vittoria, quarta estate di rumori notturni: nuove segnalazioni

    “La risposta del 27 maggio non ha risolto i problemi di un anno fa. La deroga acustica 2026 non risulta ancora pubblicata”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Ci risulta essere il quarto anno consecutivo in cui i problemi di chi vive nella zona di Piazza del Crocifisso, via Faenza e via Guelfa si ripetono: l’estate 2026 comincia con le stesse segnalazioni delle precedenti, cioè musica fino alle ore piccole nel giardino di Villa Vittoria, in piazza Adua, nell’area tra la Fortezza da Basso e il Palaffari. Le persone ci segnalano di essere tornate a non riuscire a dormire: per questo come gruppo consiliare abbiamo depositato una nuova interrogazione urgente alla Sindaca e alla Giunta.

    Dal 2022 al 2025 il Comune di Firenze ha rilasciato ogni anno un’autorizzazione in deroga ai limiti acustici alla società Vivi s.r.l., gestore dell’evento Estate in Villa. La deroga del 2025 è stata firmata il 19 giugno 2025: quattro giorni prima che fosse depositata la nostra interrogazione urgente sul tema. Al 1° giugno 2026, nessuna deroga equivalente risulta ancora pubblicata sul portale del Comune, da quel che abbiamo potuto vedere.

    L’anno scorso i fonometri della Polizia Municipale hanno rilevato un superamento dei limiti acustici di legge: è stata elevata una sanzione amministrativa nei confronti di Vivi s.r.l., che ha presentato ricorso. Lo si apprende dalla risposta scritta della Vicesindaca con delega all’Ambiente, datata 13 gennaio 2026. Nella risposta resa in aula il 27 maggio 2026 (quindi quasi un anno dopo l’interrogazione urgente) questi fatti non sono stati menzionati: non ci è stato detto se il procedimento amministrativo è concluso, se per il 2026 è stata presentata una valutazione di impatto acustico adeguata all’area UNESCO, se il Comune intende usare la propria posizione di socio di Firenze Fiera per trovare soluzioni, agendo anche politicamente.

    L’area in cui si trova il locale ricade nel perimetro UNESCO, con specifiche disposizioni per la prevenzione dell’inquinamento acustico. Firenze Fiera, che ha in concessione gli spazi dalla Regione Toscana e li ha subaffittati a Vivi s.r.l. tramite procedura a evidenza pubblica, è una società partecipata dal Comune di Firenze per oltre il 9% delle quote. Palazzo Vecchio non può girarsi dall’altra parte e neanche il Quartiere 1.

    La nostra nuova interrogazione chiede chiarimenti su tutti i punti e vuole essere un modo per metterci al fianco della residenza. Ogni momento di socialità fuori dalle regole di mercato, che non insegue il profitto, trova poco spazio in città, mentre la logica del consumo che prevale sulla socialità sembra dettare legge a Firenze. Abbiamo esempi positivi che anche in questi giorni hanno dimostrato un’altra idea di quotidianità possibile, capace di rispettare la pluralità di bisogni e il riconoscimento delle differenze. Continueremo a impegnarci per questa prospettiva.

  • Cubo nero, San Gallo, ex OGR, Sant’Orsola: l’UNESCO segnalava il problema nel 2015

    Cubo nero, San Gallo, ex OGR, Sant’Orsola: l’UNESCO segnalava il problema nel 2015

    «A undici anni di distanza, le sei raccomandazioni ICOMOS restano in larga parte disattese»


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    I verbali del Comitato di Pilotaggio del sito UNESCO «Centro Storico di Firenze», acquisiti via accesso atti, contengono una citazione che a undici anni di distanza dalla sua produzione non ha mai ricevuto l’attenzione che merita. Nelle richieste formulate dal Centro del Patrimonio Mondiale al Comune di Firenze in data 6 maggio 2015, registrate nel verbale del Comitato di Pilotaggio del 25 ottobre 2016, fra le criticità contestate alla città si legge testualmente: «vendita di complessi monumentali pubblici o semi-pubblici (palazzi, conventi e Rotonda del Brunelleschi) a soggetti privati e il loro cambio d’uso». Non un singolo edificio, non una singola operazione: una contestazione dell’intero modello di gestione del patrimonio architettonico pubblico della città, da parte dell’organo delle Nazioni Unite preposto alla sua tutela.

    Da allora, quel modello si è verificato puntualmente in una sequenza impossibile da non leggere come unitaria: l’ex Teatro Comunale, venduto e trasformato in appartamenti di lusso per locazione turistica (il cosiddetto cubo nero, oggetto del dossier comunale al MiC e all’UNESCO di marzo 2026), l’ex Ospedale Militare San Gallo (oggi resort di lusso e residenze ad alto valore immobiliare), l’ex Sant’Orsola (concessionario ARTEA), la Manifattura Tabacchi (anch’essa in via di trasformazione dopo decenni di indecisione), le ex Officine Grandi Riparazioni alla Leopolda, acquisite dal fondo lussemburghese Ginkgo 3 (su cui il Comune ha annunciato di voler attivare ex post il Comitato di Pilotaggio).

    Nel maggio 2017 la missione consultiva ICOMOS-UNESCO, attivata anche da una serie di esposti, formulò al Comune sei raccomandazioni formali:

    1. valutare le conseguenze sul flusso turistico dell’alta velocità ferroviaria e dell’ampliamento aeroportuale;
    2. abbandonare definitivamente il progetto di tramvia sotterranea sotto il centro storico;
    3. non consentire nuovi parcheggi pubblici nel centro storico, con esplicito stop al parcheggio di Piazza Brunelleschi;
    4. istituire un registro pubblico degli edifici a rischio di sottoutilizzo o decadimento;
    5. esplicitare meglio gli attributi dell’Outstanding Universal Value nel nuovo Piano di Gestione;
    6. incorporare l’Heritage Impact Assessment come prassi obbligatoria per ogni intervento sul sito.

    A nove anni di distanza, il bilancio è impietoso: si continua a parlare di nuovi parcheggi interrati in area centrale, non si sta discutendo degli edifici a rischio individuati dal laboratorio HHeRe_Lab (che ne ha individuati 280 e schedati oltre 70, da quel che ci risulta), e l’Heritage Impact Assessment è entrato formalmente in vigore solo il 6 giugno 2025 con il nuovo Piano Operativo, quindi otto anni dopo la raccomandazione ICOMOS, troppo tardi per i grandi interventi già realizzati o in stato avanzato (ex Teatro Comunale in primo luogo, ma anche Sant’Orsola e San Gallo). Sul cosiddetto “Cubo Nero”, lo stesso Comune ammette nel dossier inviato al MiC nel marzo 2026 che la valutazione preventiva non è stata effettuata.

    La risposta che la maggioranza sta costruendo in questi giorni è puntuale e cosmetica: toppe applicate al sintomo, non risposte al modello. Il modello è quello di una città che ha consegnato pezzi importanti del proprio patrimonio monumentale alla rendita immobiliare e turistica, e che oggi prova a coprire l’esito con procedure post-decisionali. Le sei raccomandazioni di ICOMOS del 2017 erano un’occasione di riforma strutturale; sono state in larga parte disattese o ridotte a esercizio tecnico. La domanda che non viene mai posta è quella politica: chi possiede il patrimonio della città, e a quale uso lo destina?

    Depositeremo un’interrogazione consiliare articolata in capitoli (uno per ciascuno dei dossier elencati) per chiarire, per ogni intervento, se l’Ufficio UNESCO comunale abbia espresso parere preventivo, se sia stato eseguito un Heritage Impact Assessment, se l’intervento sia stato inserito nei monitoraggi del Piano di Gestione 2016 e 2021, se ne sia stata data informativa al Centro del Patrimonio Mondiale di Parigi. In parallelo, con una richiesta integrativa di accesso atti chiederemo il dossier integrale di 18 pagine trasmesso al MiC nel marzo 2026 sull’ex Teatro Comunale, la nota del Centro del Patrimonio Mondiale che lo ha originato, l’atto formale di convocazione del Comitato di Pilotaggio sulle ex OGR, e i pareri preventivi rilasciati dall’Ufficio UNESCO sulle delibere comunali dal giugno 2025 (data di entrata in vigore della procedura HIA con il nuovo Piano Operativo) a oggi.

  • Cestello: l’Assessore dice che non si farà, ma il Comune paga ancora per studiarlo e il documento non c’è

    Cestello: l’Assessore dice che non si farà, ma il Comune paga ancora per studiarlo e il documento non c’è

    “Il documento di fattibilità è ancora in lavorazione, disponibile solo al completamento. Nessuna data, nessun termine”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Il 28 aprile 2026 abbiamo depositato una richiesta di accesso agli atti sul parcheggio interrato di Piazza del Cestello. Nei termini di legge la Direzione Infrastrutture di Viabilità e Mobilità (che ringraziamo) ci ha risposto. La risposta è però una sospensione a tempo indeterminato: il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) «è ancora in fase di completamento da parte dei redattori» e il Comune potrà fornirci i materiali «solo al completamento dello stesso DOCFAP». Nessuna data. Nessun termine.

    Una decina di giorni prima di questa risposta — il 7 maggio 2026 — l’Assessore alla Mobilità aveva dichiarato pubblicamente, in un incontro con i residenti dell’Oltrarno, che «è realistico pensare che il parcheggio al Cestello non si farà», citando l’opposizione della Soprintendenza alle rampe e la conseguente non funzionalità dell’opera. Il Comune sta quindi continuando a pagare il gruppo incaricato della progettazione — HYDEA S.p.A., affidataria sin dal 2023 — per completare uno studio di fattibilità su un’opera che la stessa amministrazione ha già informalmente abbandonato. Pubblicamente. Non è una questione di tempi tecnici: è una contraddizione istituzionale. Se la decisione politica è che il parcheggio non si farà, lo studio di fattibilità dovrebbe essere sospeso e i risultati già prodotti resi accessibili. Invece il lavoro continua, i fondi scorrono, e al Consiglio comunale non viene mostrato nulla.

    La risposta dell’ufficio contiene una formula significativa: il DOCFAP deve rispondere «pienamente al quadro esigenziale posto dall’Amministrazione». Tradotto: la Giunta ha dato indicazioni precise ai redattori su cosa studiare, quali scenari analizzare, quali vincoli rispettare. Queste indicazioni non ci risultano pubbliche o oggetto di dibattito, in Quartiere come nelle Commissioni di competenza di Palazzo Vecchio. Il Consiglio non sa quale direzione la Giunta abbia chiesto di esplorare — se mantenere il parcheggio, se trovare alternative, se giustificare la rinuncia. Il «quadro esigenziale» è il documento politico che orienta lo studio tecnico, e non è mai stato discusso in Consiglio.

    C’è anche un profilo di diritto che intendiamo valutare. L’art. 43 del Testo Unico degli Enti Locali attribuisce ai consiglieri il diritto di accedere a «tutte le notizie e le informazioni in loro possesso». Il DOCFAP esiste in forma parziale: ha un incarico formalizzato, ha prodotto materiali intermedi, ha richiesto indagini geofisiche già eseguite nel marzo 2025. Tutto questo è «in possesso» dell’ufficio. Non vogliamo aggravare il lavoro del personale, quindi attenderemo l’esito, ma ribadiamo che servono risposte politiche.

    Alla luce della posizione pubblica espressa dall’Assessore sulla non realizzabilità dell’opera, chiediamo alla Giunta di chiarire se il DOCFAP sia ancora formalmente attivo e se il relativo incarico a HYDEA S.p.A. stia producendo nuove spese; quale sia il «quadro esigenziale» fissato dall’Amministrazione per i redattori, e perché non sia stato reso pubblico né discusso in Consiglio; se intenda sospendere l’incarico e rendere accessibili i materiali già prodotti, incluse le indagini geofisiche del 2025. Un’opera che l’Assessore ha già detto che non si farà non ha bisogno di uno studio che continua. Ha bisogno di una decisione formale — e di trasparenza su quanto già speso per arrivarci.

  • Blatte e overtourism: passi avanti oggi in Commissione VI

    Blatte e overtourism: passi avanti oggi in Commissione VI

    “L’Amministrazione riconosce che l’intervento a chiamata non basta a evitare il semplice spostamento delle colonie infestanti. Era un nostro punto, e ci fa piacere vederlo accolto. Restano aperte le domande tecniche, a cui attendiamo risposta”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Gli uffici dell’Amministrazione comunale hanno trasmesso una prima nota di riscontro alla mozione 2025/01203 “Blatte e overtourism, affrontare e prevenire i problemi”, presentata da Sinistra Progetto Comune nell’estate scorsa.

    Registriamo segnali positivi che vanno nella direzione che chiediamo dall’estate del 2025. L’Amministrazione conferma che è in fase di definizione un programma di interventi progressivi a partire dal centro storico, che dovrebbe finalmente superare la logica del solo intervento a chiamata — riconosciuta dagli stessi uffici come insufficiente a evitare il semplice spostamento delle colonie infestanti. Apprezziamo anche l’annuncio di un’ordinanza sindacale in stesura che richiederà la deblattizzazione anche ai proprietari privati, agli amministratori condominiali e alle attività commerciali; la prossima pubblicazione del calendario degli interventi sul sito istituzionale; e la campagna informativa rivolta ai condomini. Particolarmente significativo è che l’ufficio rifiuti stia lavorando, attraverso i protocolli di intesa già attivi con i grandi gestori degli affitti brevi — Booking e Airbnb — per coinvolgere direttamente gli host nella corretta gestione del conferimento dei rifiuti porta a porta. È esattamente quel collegamento tra overtourism, affitti brevi e igiene urbana che la mozione chiedeva di affrontare.

    Allo stesso tempo restano sul tavolo le domande tecniche che abbiamo posto con l’interrogazione urgente 2026/00858 del 14 maggio: quali principi attivi vengono utilizzati e se rispettino i Criteri Ambientali Minimi per gli appalti di pest management; se siano stati effettuati monitoraggi delle concentrazioni di biocidi e piretroidi nelle acque reflue a valle degli interventi; come venga garantito il coordinamento operativo tra i tre contratti distinti oggi in essere — Direzione Ambiente con Alia, Direzione Istruzione per le scuole, Archimede Società Cooperativa per le aree non stradali; se si intenda adottare un sistema di monitoraggio continuo sul modello del progetto europeo LIFE BIOREPEM, già sperimentato in altri Comuni italiani con il supporto di ISPRA; e come si intenda affrontare il documentato problema di resistenza ai piretroidi sviluppata dalla Blattella germanica. Su questi punti attendiamo le risposte della Giunta.

    Raccogliendo la disponibilità espressa dalla maggioranza, siamo pronti a lavorare con tutta la Commissione VI alla costruzione di un atto più specifico e costruttivo, che metta a sistema quanto già si sta facendo e affronti gli aspetti ancora aperti: dal recepimento dei CAM al prossimo rinnovo contrattuale, al monitoraggio dei biocidi nell’ambiente, fino allo studio della correlazione tra crisi climatica, modello turistico-ricettivo e diffusione delle specie infestanti. Il Consiglio comunale può essere all’altezza di una discussione che — come dimostrano le anomalie termiche già registrate dalla Toscana — non riguarda solo questa estate, ma il modo in cui la città sceglie di abitare il proprio territorio nei prossimi anni.

    Ringraziamo il Presidente della Commissione 6, così come le Consigliere e i Consiglieri che hanno partecipato alla discussione, insieme al personale degli uffici che non ha mancato di dare dettagli su cosa sta facendo l’Amministrazione.

  • Sulla trasformazione urbanistica del complesso immobiliare di Costa Scarpuccia n. 3 e 7

    Interrogazione n. 958
    Presentato 27 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Costa Scarpuccia: undici provvedimenti in cinque anni, tre direzioni coinvolte, manca una valutazione unitaria

    Costa Scarpuccia: undici provvedimenti in cinque anni, tre direzioni coinvolte, manca una valutazione unitaria

    “Sul Colle delle Rovinate, area doppiamente vincolata e Patrimonio UNESCO, il Comune deve svolgere una funzione diversa. L’Oltrarno merita tutela, non un parco esclusivo per pochissime persone”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Sul complesso di Costa Scarpuccia 3-7 sono stati rilasciati, in cinque anni, undici provvedimenti edilizi, paesaggistici e ambientali: due Permessi di Costruire, quattro autorizzazioni paesaggistiche, quattro SCIA edilizie e una SCIA per il taglio di alberi del giardino. A questi si aggiungono sei determine pubbliche di deroga acustica della Direzione Ambiente per i lavori di cantiere. Tre le Direzioni del Comune coinvolte — Urbanistica, Ambiente Verde Zona 2, Ambiente Acustica — oltre alla Soprintendenza ABAP. Non ci risultano conferenza di servizi e non abbiamo trovato nessun atto di sintesi, nessuna valutazione complessiva.

    Quello che emerge dall’analisi tecnica di oltre tre gigabyte di documenti acquisiti per accesso agli atti non può essere derubricato a casistica edilizia. Sul Colle delle Rovinate, in centro storico Patrimonio Mondiale UNESCO, in area doppiamente vincolata — paesaggistica dal 1951, monumentale dal 1976 — il Comune di Firenze ha gestito una trasformazione di portata sostanziale attraverso undici atti separati: strip-out totale di tre edifici, sette vani interrati di nuova edificazione, due pozzi profondi, impianto geotermico con paratia di micropali, sostituzione di una copertura storica con struttura in acciaio, fusione delle quattordici unità immobiliari originarie in non più di sei. Ogni atto, preso singolarmente, ci risulta qualificato come “modifica di modesta entità”. Cumulativamente, una riconfigurazione completa del complesso.

    La novità più rilevante è emersa dieci giorni fa, quando la Direzione Ambiente ci ha trasmesso  la SCIA per il taglio di due alberi del giardino, depositata il 16 maggio 2025. La relazione tecnica di asseveramento dichiara — testualmente, in atto pubblico — che è in corso «un importante intervento di riqualificazione paesaggistica del giardino a conclusione delle opere edilizie». È la prima volta che abbiamo letto in un atto ufficiale l’idea di un piano complessivo di trasformazione dell’area verde: un piano per il quale non ci risulta esserci né un inquadramento progettuale unitario né un’autorizzazione paesaggistica complessiva.

    Lo stesso atto segnala che un albero ha sviluppato un apparato radicale che sta provocando “gravi lesioni” allo storico muro di confine fra Villa Scarpuccia e il Giardino Bardini, con rischio di crollo del paramento. È un’ulteriore evidenza materiale di instabilità del sito — il Colle delle Rovinate, la collina che porta nel nome la frana del 1547 — su cui sono stati realizzati sette vani interrati, due pozzi profondi, un impianto geotermico, una paratia di micropali: chiediamo se c’è una valutazione integrata del rischio idrogeologico fra Comune, Soprintendenza, Genio Civile della Regione Toscana e Autorità di Bacino.

    Sul fronte finanziario, nel luglio 2025 il Comune ha riconosciuto formalmente — con la comunicazione GP 281769/2025 sottoscritta dalla Responsabile del Procedimento — che sulla SCIA n. 6268/2025 manca il calcolo del costo di costruzione sulle superfici aggiunte e la dimostrazione del pagamento del contributo dovuto. Su questo a che punto siamo?

    L’interrogazione a risposta scritta depositata oggi pone alla Giunta cinque domande precise. La prima riguarda l’importo del contributo di costruzione non versato e gli atti di recupero avviati. La seconda chiede una valutazione unitaria del progetto — compreso il piano di “riqualificazione paesaggistica del giardino” — e la verifica del non-contrasto con il Piano Operativo entrato in vigore il 6 giugno 2025. La terza riguarda la sorveglianza archeologica prescritta dalla Soprintendenza nel 2020 e la valutazione integrata del rischio idrogeologico del Colle delle Rovinate. La quarta chiede la pubblicazione integrale dei verbali della Commissione comunale per il Paesaggio — già richiesta nel luglio 2025 dai ventiquattro urbanisti e docenti universitari della lettera “Trasparenza e qualità nella gestione del paesaggio urbano” — e una ricognizione amministrativa delle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dal Comune nel periodo 2020-2024. La quinta chiede conto degli atti sul giardino nel periodo 2020-2024.

    Costa Scarpuccia è il caso emblematico di una città che si lascia trasformare a pezzettini, in cui ogni Direzione fa la sua parte e manca uno sguardo politico complessivo. Vogliamo l’opposto: una linea unica e trasparente di tutela del territorio e della residenza, soprattutto per chi non può permettersi aree di lusso, in una città dove l’alta capacità di spesa di pochi sta riconfigurando il patrimonio comune.

  • Ex Ospedale Militare San Gallo: la deroga c’era, ma nessuno ha avvisato la residenza

    Ex Ospedale Militare San Gallo: la deroga c’era, ma nessuno ha avvisato la residenza

    “Ogni volta che chiediamo chi risponde alla cittadinanza del rione di San Gallo, la risposta punta altrove”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Oggi in Consiglio Comunale abbiamo presentato il question time sui lavori notturni al cantiere dell’ex Ospedale Militare San Gallo, con operai in attività fino alle 4.30 tra via Cavour e via San Gallo nella notte tra il 20 e il 21 maggio, residenza svegliata dal clangore metallico, nessuno che avesse avvisato il vicinato. Abbiamo ricevuto una risposta, che proviamo ad analizzare

    Sul piano acustico si è fatto riferimento alla deroga ai limiti notturni legata a una determinazione generale (DD/2025/02503 dell’8 aprile 2025, valida fino al 2027 con parere ASL favorevole) e di una specifica per i lavori di ponteggio (DD/2026/02857 del 16 aprile 2026, rettificata il 28 aprile per le date 19–21 maggio). Prendiamo atto di questo chiarimento, ma una deroga acustica autorizza il superamento dei limiti di rumore: non sostituisce l’obbligo elementare di avvisare chi ci vive accanto. Su questo — la mancata comunicazione preventiva alla residenza da parte di qualsiasi soggetto, pubblico o privato — la risposta tace completamente, non una parola.

    Alla domanda se i lavori notturni si ripeteranno, la risposta è che «ad oggi non siamo a conoscenza di altre date in cui saranno necessari lavori notturni». Nessuna procedura futura, nessun impegno, nessun protocollo, ma neanche nessuna garanzia: se e quando ricapiterà, le persone che vivono lì dovranno scoprirlo svegliandosi di soprassalto.

    La risposta più rivelatrice riguarda però il referente istituzionale. Avevamo chiesto chi nell’amministrazione pubblica sia univocamente responsabile del monitoraggio del cantiere e della comunicazione verso i residenti e il Consiglio. La risposta individua il direttore dei lavori come soggetto responsabile, citando per intero l’art. 29 del DPR 380/2001. Il direttore dei lavori è la figura privata incaricata dal committente, responsabile della conformità tecnica verso il permesso edilizio, non è un funzionario pubblico. Non risponde alla Città in termini politici, neanche al Consiglio Comunale o di Quartiere. Individuare il responsabile del cantiere privato come risposta alla domanda su chi tutela la cittadinanza è uno scarico di responsabilità istituzionale, non una risposta: per noi il tema non era di diritto, ma sociale.

    Sulla Commissione Consiliare 3 (Territorio) e sulla seduta aperta del Consiglio di Quartiere 1, oggi rimane tutto fermo alla risposta dello scorso 22 maggio — “qualora il presidente lo ritenesse necessario”.

    Il quadro complessivo è quello di un’Amministrazione che risponde ai quesiti tecnici quando non può più sottrarsi, ma che non sente di voler affrontare il rapporto con la residenza e le opposizioni sul piano politico. Continuiamo a schierarci dalla parte di chi nei quartieri ci vive e continuiamo a chiedere chi, in questo Comune, si vuole assumere la responsabilità pubblica di quanto avviene e delle scelte fatte (ricordando che siamo stati l’unico gruppo a votare contro questo progetto dal primo atto passato da Palazzo Vecchio).

  • Viale Matteotti: zone di rimozione temporanee, cantieri e suolo pubblico

    Interrogazione n. 945
    Presentato 25 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Pubblicazione in formato aperto dei dati turistici della Comunità d’Ambito “Firenze e Area fiorentina” – collegato alla Prop. Delib. 2026/00026 Approvazione schema di Convenzione della Comunità d’Ambito ” Firenze e Area Fiorentina” per l’esercizio associato delle funzioni attribuite alla Regione Toscana

    Ordine del giorno n. 939
    Presentato 24 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Ordine del giorno a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Ex Ospedale Militare San Gallo: arrivano le distanze, dopo due interrogazioni e la pressione della residenza

    Ex Ospedale Militare San Gallo: arrivano le distanze, dopo due interrogazioni e la pressione della residenza

    “I dati esistevano dal dicembre 2023 e non ci risultano siano stati resi pubblici: sono emersi solo dopo due interrogazioni, un esposto in Procura, articoli su quattro testate e la mobilitazione di chi in quel rione ci vive. Non si tratta di domande sbagliate, ma della necessità di fare politica”


    Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune
    Francesco Lupo – Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    L’Assessora con delega all’urbanistica ha risposto ieri all’interrogazione urgente 00805/2026 sull’ex Ospedale Militare San Gallo. È la prima risposta che fornisce dati precisi sulle distanze tra il nuovo Blocco O e gli edifici residenziali confinanti: 12,24 metri dalle particelle nn. 250 e 265, superiori al minimo legale di 10 metri. Per le particelle nn. 266 (chiesa di Sant’Agata) e 267 l’amministrazione conferma che non vi sono prospetti frontistanti e che si applica correttamente la norma sui 5 metri dal confine.

    Questi dati erano contenuti nell’elaborato tecnico AR_SP_X06_r0 — “Verifica requisiti di insediamento” — della pratica edilizia 7451/2023, protocollata il 12 dicembre 2023. Un documento che esisteva, era agli atti degli uffici comunali, ma ci risulta si sia voluto renderlo noto e che non era stato allegato alla prima risposta dell’Assessora del 24 marzo 2026. È emerso solo ora, dopo due interrogazioni, un esposto alla Procura della Repubblica, articoli su quattro testate giornalistiche e la mobilitazione dei residenti e di Salviamo Firenze.

    Questo è il punto politico che vogliamo rendere chiaro. La cittadinanza, i residenti, le campagne come Salviamo Firenze hanno fatto bene a chiedere, a insistere, a portare la questione in Procura e sulla stampa. Senza quella pressione collettiva, quei numeri non sarebbero mai comparsi in una risposta ufficiale al Consiglio Comunale. Noi eravamo contro questo progetto nel 2020 e nel 2022 — per ragioni che restano intatte: un’area storica del centro ceduta prevalentemente a uso turistico-alberghiero, in una città che perde residenti — e continuiamo a stare dalla parte di chi in quel quartiere ci vive.

    La risposta di ieri non si lega ai lavori notturni della notte tra il 20 e il 21 maggio: operai al lavoro fino alle 4.30 tra via Cavour e via San Gallo, residenti svegliati dal clangore metallico, nessuno che avesse informato il vicinato — non la proprietà, non l’impresa, non il Comune. Su questo discuteremo lunedì 25 maggio un question time in Consiglio Comunale.

    Resta aperta anche la questione del senso della politica istituzionale. L’Assessora scrive di avere “piena fiducia nell’operato della parte tecnica”: noi chiediamo risposte politiche, che accompagnino i dati tecnici. Perché anche ammettendo che ogni norma sia stata rispettata al millimetro, resta senza risposta una domanda che è politica prima che tecnica: gli impatti di questo intervento sull’abitato esistente erano stati davvero compresi al momento dell’approvazione? Se no, occorre dirlo. Se sì, l’amministrazione ha il coraggio di affermare che il risultato è in linea con le aspettative, prendendosi la responsabilità di quella scelta. Non è una questione di misure: è una questione di chi risponde di cosa.

    Sulla Commissione Consiliare 3 (Territorio) e su una seduta aperta del Consiglio di Quartiere 1, l’Assessora si dice disponibile “qualora il Presidente lo ritenesse necessario”. La risposta scarica la responsabilità sui Presidenti Pampaloni e Ruffilli. Ci aspettiamo che entrambi convochino quelle sedi: la residenza di San Gallo meritano un confronto pubblico, non una nota di protocollo.

    Lunedì 25 maggio saremo in aula con il question time sui lavori notturni. Sempre lunedì, alle ore 21:00, saremo in assemblea pubblica per parlare di urbanistica al Circolo ARCI Bencini. Mettiamo a disposizione la risposta della stampa e della residenza, per proseguire la lotta contro le logiche della rendita che espellono la residenza. Capiremo con chi è parte della vertenza come proseguire, mettendoci a disposizione.