Lotta: La citta non si svende

  • Ex Ospedale Militare San Gallo: question time sui lavori notturni

    Ex Ospedale Militare San Gallo: question time sui lavori notturni

    “Il cantiere del futuro resort procede senza un coordinamento istituzionale adeguato, portiamo il tema in aula”


    Francesca Lupo – Sinistra Progetto Comune Quartiere 1
    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Lunedì presenteremo un question time alla Sindaca e alla Giunta sull’episodio documentato questa mattina dal Corriere Fiorentino: nella notte tra il 20 e il 21 maggio 2026, operai del cantiere del futuro resort all’ex Ospedale Militare San Gallo hanno lavorato sulla facciata di via Cavour dalla mezzanotte fino alle 4.30, svegliando con il clangore metallico i residenti del vicinato. Nessuno li ha avvisati, a quanto si legge: non la proprietà, non l’impresa, non le istituzioni.

    L’intervento sarebbe tecnicamente necessario di notte, si è spiegato, perché i lavori richiedono l’interruzione dell’alimentazione elettrica ai cavi della tramvia, agganciati alla parete, e la sospensione è stata ottenuta da Gest per tutta la settimana — ma ciò non spiega né giustifica l’assenza di qualsiasi comunicazione preventiva.

    Quello che emerge non è un episodio isolato ma un problema di sistema: la frammentazione delle competenze istituzionali rende il pubblico debole nel tutelare i bisogni e gli interessi della residenza.

    Si aggiunge a questo una questione aperta da mesi. Settimane fa abbiamo presentato un’interrogazione urgente sulle distanze effettive tra il nuovo Blocco O e gli edifici residenziali confinanti con pareti finestrate — particelle nn. 265, 267 e 250. L’Assessora Biti ha risposto il 24 marzo con una nota che riportava solo un’indicazione generica sulle distanze, senza specificare a quali edifici si riferisse e senza allegare la tavola SP_V01_r0 con i profili degli edifici esterni al perimetro. Una seconda interrogazione su questo punto non ha ancora ricevuto risposta.

    Sinistra Progetto Comune ha votato contro la variante al Regolamento Urbanistico per l’AT 12.43 nel 2020 e contro il Progetto Unitario Convenzionato nel 2022, rivendicando la contrarietà all’uso prevalentemente turistico-alberghiero di un’area storica del centro che avrebbe potuto servire funzioni di interesse pubblico. Quel voto contrario non era ideologico: era la previsione di ciò che ora si vede — un cantiere che avanza senza che il Consiglio Comunale, il Consiglio di Quartiere 1 e la residenza siano messi in condizione di esercitare un controllo democratico effettivo.

    Con il question time chiederemo chi ha autorizzato i lavori notturni, con quale atto e con quali prescrizioni; se la deroga acustica ARPAT sia stata richiesta e con quale esito; se i lavori notturni siano destinati a ripetersi e con quali garanzie per la salute e il riposo dei residenti; e se esista un soggetto istituzionale univocamente responsabile del monitoraggio complessivo del cantiere. Chiediamo inoltre che la Giunta convochi una seduta della Commissione Consiliare 3 — Territorio — e una seduta aperta del Consiglio di Quartiere 1, garantendo la piena accessibilità di tutti gli atti del procedimento.

  • Ex Ospedale Militare San Gallo (AT 12.43) – lavori notturni non comunicati alla residenza

    Question time n. 913 · Risposta in Aula
    Presentato 20 Maggio 2026 · Discusso 24 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Question time a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Biblioteca civica nell’ex caserma dei Carabinieri in piazza Santa Maria Novella: funzione, sistema bibliotecario SDIAF e gestione dei servizi

    Interrogazione n. 906
    Presentato 20 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Ex caserma dei Carabinieri in piazza Santa Maria Novella: piano di investimento, soggetti privati e ruolo del Consiglio comunale.

    Interrogazione n. 903
    Presentato 20 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Palazzo Pauer, due interrogazioni in Consiglio. E lunedì un’assemblea sull’urbanistica

    Palazzo Pauer, due interrogazioni in Consiglio. E lunedì un’assemblea sull’urbanistica

    “Da ventitré case a otto appartamenti di lusso, con scavo a micropali a ridosso di un palazzo tutelato e un annesso che la Soprintendenza ha escluso dall’autorizzazione in attesa di istruttoria concertata. Coordinare i controlli, mettere insieme le competenze, chiarire il senso dell’operazione”*


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Sul complesso di Palazzo Pauer in Via Romana (doppio vincolo storico-architettonico, giardino confinante con la Limonaia di Boboli, sito UNESCO) Sinistra Progetto Comune deposita oggi due interrogazioni.

    La prima riguarda il consolidamento strutturale dell’annesso “La Zagara”, la piccola costruzione addossata direttamente alla muratura della Limonaia di Boboli, che la Soprintendenza ha lasciato fuori dall’autorizzazione del dicembre 2025 in attesa di un’istruttoria concertata con la Direzione del Giardino di Boboli: vogliamo sapere lo stato di quel coordinamento, se siano stati nel frattempo eseguiti lavori strutturali e quali controlli siano stati attivati, anche a seguito di una segnalazione depositata all’Ispettorato comunale nel gennaio 2026.

    La seconda interrogazione riguarda l’autorimessa interrata, che la variante del 2024 e la SCIA sostitutiva del 2025 hanno portato dai 61 metri quadrati del “percorso ipogeo pedonale” del Permesso di Costruire originario a 352,75 metri quadrati, realizzata con scavo assistito da micropali in sottomurazione al palazzo tutelato: chiediamo di chiarire la coerenza fra le dichiarazioni di conformità rese nelle varie fasi del procedimento, di indicare i pareri preventivi acquisiti (in particolare quello dei Vigili del Fuoco) e di rendere conto dei monitoraggi strutturali in essere.

    Procederemo anche con ulteriori richieste di accessi agli atti, per avere aggiornamenti dal Comune e un quadro completo dalle altre autorità competenti, perché non pensiamo a Palazzo Pauer come a un caso isolato.

    Può essere l’occasione per dimostrare che si vuole davvero esercitare responsabilità: coordinare i controlli tra Comune, Soprintendenza e Direzione del Giardino di Boboli, mettere a sistema le competenze degli enti, e chiarire il senso di un’operazione che trasforma ventitré case in otto appartamenti di lusso, rendendo Firenze ancora più escludente per chi non ha un’alta capacità di spesa. Ci preoccupa l’assenza di volontà politica davanti a una trasformazione di questa portata, in un momento in cui da più parti si chiede una moratoria sulle scelte di una stagione che la stessa maggioranza dice di voler superare.

    Lo abbiamo detto anche ieri in aula: occorre una svolta vera e propria, di fronte alle varie richieste che arrivano dalla Città.

    Lunedì 25 maggio 2026 ci vedremo al Circolo ARCI Bencini, alle 21:00, per un’assemblea cittadina proprio sui temi dell’urbanistica (con un momento conviviale alle 20:00): metteremo a disposizione tutto il lavoro fatto in questi due anni per capire come aiutare la Città.

  • Dehors, l’estate 2026 sarà ancora del vecchio regolamento. Voteremo contro

    Dehors, l’estate 2026 sarà ancora del vecchio regolamento. Voteremo contro

    “La nostra critica non è alla proroga in sé, ma al modo in cui è costruita: ascoltando una parte sola, rinunciando per un’intera stagione ad applicare il nuovo regolamento”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    La Giunta Funaro porta in Consiglio una modifica al Regolamento Dehors approvato lo scorso gennaio: sposta dal 30 aprile al 31 agosto 2026 il termine entro cui i concessionari devono adeguarsi alle nuove regole, e amplia l’elenco dei soggetti legittimati a chiedere il dehors aggiungendo musei accreditati e — questo è il punto più delicato — i chioschi. Sinistra Progetto Comune ha presentato quattro emendamenti e tre ordini del giorno collegati, annunciando il voto contrario.

    L’effetto pratico della proroga è chiaro: tutta l’alta stagione turistica 2026 — giugno, luglio e agosto, i mesi in cui la pressione sullo spazio pubblico nel Nucleo Storico UNESCO raggiunge il picco — sarà gestita ancora con il vecchio regolamento, quello che il nuovo testo voleva superare. La motivazione della Giunta cita due interlocutori soltanto: le associazioni di categoria e l’Ordine dei Geometri. Nessuna traccia, nell’istruttoria, di un’interlocuzione con i Consigli di Quartiere, con le associazioni della residenza, con i comitati attivi sulla qualità dello spazio pubblico, con le associazioni di tutela delle persone con disabilità. Una sola voce ascoltata, un solo interesse rappresentato.

    L’allargamento della platea è il secondo elemento problematico. I chioschi sono già occupazioni stabili di suolo pubblico: hanno una concessione che occupa permanentemente lo spazio comune. Permettere allo stesso operatore di sommarvi un dehors significa autorizzare una doppia occupazione, una moltiplicazione della superficie pubblica trasferita a uso commerciale privato. Sui musei, l’estensione apre la strada a operazioni di somministrazione in spazi e piazze che il regolamento aveva volutamente protetto.

    I quattro emendamenti intervenivano tutti sulle parti effettivamente modificate dalla delibera. Il primo riduceva la proroga al 30 giugno, lasciando comunque due mesi in più rispetto al termine originario ed evitando di consegnare al regime previgente la parte centrale dell’estate. Il secondo subordinava la proroga al rispetto delle clausole sociali, contributive e tributarie già previste dal regolamento — applicazione integrale del CCNL del settore, DURC, antimafia, regolarità del canone — con una clausola di salvaguardia: chi sana le violazioni nei termini fissati dall’Ispettorato del lavoro ai sensi del D.Lgs. 124/2004 conserva la concessione, evitando automatismi punitivi. Il terzo introduceva un tetto di 12 metri quadrati come somma di chiosco e dehors, impedendo la doppia occupazione. Il quarto escludeva i musei dalle piazze di particolare pregio e dalle strade già individuate dal regolamento come non concedibili. Su tutti la maggioranza ha annunciato il suo voto contrario.

    Accanto agli emendamenti abbiamo presentato tre ordini del giorno collegati. Il primo chiede trasparenza piena: pubblicazione geolocalizzata e in formato aperto di tutte le istanze pervenute e delle concessioni rilasciate, relazione semestrale al Consiglio. Il secondo introduce un parere obbligatorio dei Consigli di Quartiere nell’istruttoria delle concessioni in Zona A e un protocollo di verifica dell’accessibilità per le persone con disabilità. Il terzo chiede di destinare il maggior gettito del canone a un fondo di rigenerazione dello spazio pubblico e di studiare una premialità tariffaria per gli operatori che applichino integralmente il CCNL del settore.

    Abbiamo offerto alla maggioranza un terreno di mediazione concreto, perché si accetti l’idea che serve un modo radicalmente diverso di intendere il suolo pubblico, mettendo al centro una cittadinanza che spesso si sente abbandonata o senza reale ascolto.

  • Via dei Sassetti: sette emendamenti, sette pareri tecnici negativi. La convenzione resta un timbro

    Via dei Sassetti: sette emendamenti, sette pareri tecnici negativi. La convenzione resta un timbro

    “Tutto ciò che abbiamo chiesto viene rinviato a regolamenti altri o liquidato come non materia di convenzione. La rendita vince a tavolino”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Sono arrivati i pareri tecnici sui sette emendamenti che Sinistra Progetto Comune ha depositato alla proposta di delibera DPC/2026/00021, lo schema di convenzione urbanistica per la trasformazione del complesso di via dei Sassetti 4 — ex banca Steinhauslin nel cuore del centro storico UNESCO — operato da Cogemad Italia S.r.l. Tutti negativi sotto il profilo della regolarità tecnica, tutti positivi sotto il profilo contabile. Significa che gli emendamenti non comportavano problemi di copertura finanziaria: la bocciatura è esclusivamente di natura tecnico-procedurale. In molti casi, motivata in modo secondo noi fragile sul piano politico, che sull’urbanistica continua a nascondersi dietro la tecnica.

    Gli emendamenti chiedevano cose concrete. Scrivere in convenzione che i 460.709 euro della monetizzazione dell’housing sociale fossero destinati a intervento di edilizia residenziale pubblica. Inserire un divieto convenzionale di affitti turistici brevi sulle unità residenziali, trascritto e quindi opponibile anche a futuri acquirenti. Spostare i 308.877 euro della compensazione dai pocket gardens delle piazze del cuore turistico a interventi di edilizia residenziale pubblica nel centro storico. Introdurre obblighi di trasparenza sulla catena societaria dell’operatore e di comunicazione preventiva al Comune in caso di cessione dell’immobile.

    Su tutti, le risposte hanno riproposto due argomenti ricorrenti: «è già disciplinato altrove» oppure «non è materia di convenzione, deve andare in un regolamento».

    Sull’housing sociale, il parere ammette che il quadro normativo vincola i fondi a una categoria — acquisto di immobili per edilizia sociale o ristrutturazione del patrimonio ERP/ERS — ma resta muto su quale intervento specifico riceverà i 460 mila euro. La promessa pubblica dell’assessora su via della Chimera non trova alcun riscontro né in delibera né in convenzione né nel parere: resta una dichiarazione unilaterale che oltretutto non entra nel merito del fallimento di allontanare chi era entrato sulla base di un precedente progetto.

    Sul divieto di affitti turistici brevi, il parere fa l’opposto di smontare il nostro emendamento: lo rafforza. Riconosce che il divieto urbanistico generale per l’area UNESCO esiste già (art. 64 NTA del Piano Operativo) e che recentemente ha superato anche lo scrutinio del TAR. Ottima notizia: vuol dire che vincoli anti-LTB nel centro storico sono pienamente legittimi. A maggior ragione, una clausola convenzionale che richiami quel divieto, lo trascriva nei Registri Immobiliari e lo renda opponibile anche ai successivi acquirenti — perché la variante urbanistica può cambiare, la trascrizione resta — sarebbe stata blindata. Eppure: «non è materia di convenzione». Quale regolamento dovrebbe occuparsene, non si specifica.

    Il parere più critico è quello sull’emendamento per la trasparenza sull’assetto proprietario. Sostiene che la convenzione «disciplina compiutamente l’ipotesi di cambio di titolarità» citando gli articoli 6 e 8 dello schema. Basta leggerli per scoprire che nessuno dei due prevede la comunicazione preventiva al Comune, nessuno dei due prevede la trasparenza sui titolari effettivi della catena societaria, nessuno dei due dà al Comune la facoltà di non liberare l’operatore originario se il subentrante non offre garanzie adeguate. Cogemad Italia, per quanto ricostruito dalla stampa cittadina, è riconducibile a una catena societaria internazionale del gruppo Khashoggi: si rifiuta di scrivere in convenzione anche solo l’obbligo di trasparenza su chi è il vero beneficiario dell’operazione.

    È la stessa logica che avevamo denunciato già ad aprile: la monetizzazione applicata al suo caso limite. Lo strumento che dovrebbe produrre case accessibili produce invece un assegno; e l’assegno, anziché essere vincolato a interventi specifici di housing, finisce in aiuole con alberi in due piazze del cuore turistico già sature. Nel frattempo il centro storico di Firenze ha perso oltre 30.000 residenti in vent’anni e ogni nuova operazione di questo tipo — appartamenti di pregio senza vincoli di residenzialità, senza garanzie anti-Airbnb, senza cessione pubblica, senza trasparenza sui titolari effettivi — aggrava la stessa crisi.

    Sinistra Progetto Comune voterà contro questa delibera. Lo faremo motivando in Aula, punto per punto, le ragioni per cui i pareri tecnici negativi non rispondono nel merito agli emendamenti ma trincerano la convenzione dietro un perimetro procedurale ristretto. Presenteremo comunque un ordine del giorno collegato per impegnare la Giunta a istituire un Registro pubblico delle monetizzazioni urbanistiche del Comune di Firenze — che oggi non esiste — e a riferire annualmente al Consiglio sull’utilizzo effettivo di queste risorse. Chiederemo inoltre formale accesso agli atti sulla due diligence condotta dall’Amministrazione sull’assetto proprietario di Cogemad Italia.

    Quando il Consiglio comunale rinuncia a esercitare la sua competenza esclusiva ex art. 42 TUEL — che è esattamente l’approvazione degli schemi di convenzione urbanistica — la rendita vince a tavolino. La negoziazione tra pubblico e privato sull’utilizzo del centro storico UNESCO viene ridotta a una ratifica di quanto già contrattato a porte chiuse fra Giunta e operatore. Chi trasforma un palazzo nel cuore UNESCO deve restituire alla città qualcosa di più di 770 mila euro e un’aiuola. Il Consiglio ha gli strumenti per chiederlo: oggi sceglie di non usarli.

  • Trasparenza dell’assetto proprietario, pubblicità dei titolari effettivi e due diligenze sugli operatori privati delle convenzioni urbanistiche del Comune di Firenze – collegato alla Prop. Delib. 2026/00021 “Area di trasformazione AT 12.17 Sassetti, soggetta ad Intervento Edilizio Diretto Convenzionato. Approvazione schema di convenzione urbanistica”

    Ordine del giorno n. 889 · Non Trattato
    Presentato 17 Maggio 2026 · Discusso 26 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Ordine del giorno a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Trasparenza, monitoraggio e pubblicità delle istanze e delle concessioni di occupazione di suolo pubblico per ristoro all’aperto – collegato Prop. Delib. 2026/00028 “Regolamento per la disciplina delle occupazioni di suolo pubblico per ristoro all’aperto (dehors) delle attività di somministrazione di alimenti e bevande – Approvazione modifiche

    Ordine del giorno n. 891 · Non Trattato
    Presentato 17 Maggio 2026 · Discusso 26 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Ordine del giorno a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Accessibilità dello spazio pubblico, ruolo dei Consigli di Quartiere e ascolto dei residenti nell’istruttoria delle concessioni di ristoro all’aperto – collegato Prop. Delib. 2026/00028 “Regolamento per la disciplina delle occupazioni di suolo pubblico per ristoro all’aperto (dehors) delle attività di somministrazione di alimenti e bevande – Approvazione modifiche

    Ordine del giorno n. 892 · Non Trattato
    Presentato 17 Maggio 2026 · Discusso 26 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Ordine del giorno a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Ex caserma dei Carabinieri nel complesso di Santa Maria Novella: chiarimenti sulla biblioteca

    Interrogazione n. 854
    Presentato 12 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF) · Risposta (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Gucci a Firenze: la delibera di collaborazione pubblicata dopo l’evento, il conto da 2.678 euro

    Gucci a Firenze: la delibera di collaborazione pubblicata dopo l’evento, il conto da 2.678 euro

    “Gli atti dell’Amministrazione e la risposta della Giunta restituiscono un quadro complesso. Chiediamo un regolamento che coinvolga i Quartieri.”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo – Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Il 13 aprile 2026, due giorni prima che i Capital Markets Days di Kering prendessero il via a Firenze, la Giunta ha approvato la delibera n. 116/2026 — “Capital Markets Day: collaborazione dell’Amministrazione Comunale” — pubblicata il 18 aprile, a evento già concluso. Mentre Piazza della Signoria ospitava gli investitori internazionali del Gruppo, il documento che attestava l’adesione istituzionale della Giunta non era ancora accessibile a noi e alla cittadinanza.

    L’Assessore Bettarini ha risposto a una nostra interrogazione oggi: nel 2025, tra concessioni, donazione e sponsorizzazioni, il Comune ha incassato oltre 446.000 euro; nel 2026 il totale è di 2.678 euro — 30 di diritti SUAP, 32 di marche da bollo, 1.966 di canone per l’occupazione di suolo pubblico, 650 di Polizia Municipale in conto terzi. La differenza si spiega perché questa volta Gucci ha scelto location private, ma c’è stata comunque la messa a disposizione di spazio pubblico in quattro piazze – Piazza della Signoria, Piazza Santo Spirito, Via delle Caldaie, Piazza del Carmine – oltre all’intera macchina autorizzativa con una Conferenza dei Servizi dedicata. Il tutto mentre Kering presentava agli investitori il proprio piano di rilancio, evocando l’indotto fiorentino come ragione della scelta della Città.

    La risposta dell’Assessore contiene anche un dettaglio: la Conferenza dei Servizi del 18 marzo 2026 si è riunita e ha espresso pareri – comprese prescrizioni sull’uso di Piazza della Signoria – senza che esistesse ancora un’istanza formale. Come recita il verbale allegato dallo stesso Assessore: «La Conferenza dei Servizi, pur in assenza di formale istanza, valuta la proposta ricevuta via e-mail». L’istanza formale (SUAP 33/2026/OPM) arriverà il 1° aprile, quarantaquattro giorni dopo. Nel frattempo, il 7 aprile viene emessa l’ordinanza di viabilità (DD 2280/2026) – prima ancora che l’iter SUAP fosse concluso. L’Amministrazione giustifica la sequenza distinguendo tra ordinanza di circolazione e autorizzazione all’evento: una distinzione formalmente difendibile, ma che conferma la forte attenzione politica per alcuni interlocutori.

    Quanto agli stalli riservati alle persone con disabilità interessati dall’area concessa, la risposta indica che sono stati «riprotetti presso un garage privato limitrofo, con spese sostenute dagli organizzatori per 5 mezzi». Riconoscere il problema non basta: dirottare su un garage privato chi ha difficoltà effettive a deambulare non è una soluzione adeguata.

    Sul regolamento: alla nostra domanda se si ritenga necessario un quadro organico per l’uso degli spazi pubblici monumentali, la risposta indica una revisione «in corso» del patrimonio storico-artistico «sia in termini di immagini che di uso dello spazio per acquisire le immagini». Si tratta verosimilmente della DG 82/2026, che riguarda il diritto all’immagine dei beni culturali: non le concessioni di piazze per eventi privati. La lacuna che chiedevamo di colmare resta intatta.

    Chiediamo che nel percorso di definizione di qualunque disciplinare o regolamento organico vengano coinvolti i Consigli di Quartiere — a partire dal Quartiere 1, che ha il compito di amministrare un patrimonio di rilevanza mondiale. Sono consigliere e consiglieri eletti che conoscono il territorio, la residenza, le contraddizioni quotidiane di quel “salotto pubblico”: escluderli da queste decisioni non è efficienza amministrativa, è spreco di risorse democratiche.

    Per il centrosinistra bisogna ringraziare le grandi firme per voler investire a Firenze. Noi crediamo che Firenze abbia bisogno di dare centralità a chi la rende una città viva tutti i giorni — e che chi abita nel rione abbia il diritto di sapere, prima e non dopo, cosa succede negli spazi pubblici che gli appartengono.

  • Piscina Costoli e P.I.T.A. – Astrolabio: la variante arriva, le risposte della Giunta no

    Interrogazione n. 841
    Presentato 10 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Ambulanti di Piazza Stazione: decadenze delle concessioni di suolo pubblico e “quarta fase”

    Interrogazione n. 840
    Presentato 10 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Piano Città degli Immobili Pubblici di Firenze: priorità di spesa tra sicurezza e casa, e questioni specifiche

    Interrogazione n. 823
    Presentato 6 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Accordo Demanio–Comune–Università e Piano Città degli Immobili Pubblici di Firenze: domande sulla procedura

    Interrogazione n. 822
    Presentato 6 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Sosta irregolare dei bus turistici

    Interrogazione n. 803
    Presentato 4 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Ex Ospedale Militare San Gallo (AT 12.43) – distanze e documentazione

    Interrogazione n. 805
    Presentato 4 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF) · Risposta (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Imposta di soggiorno: su protocolli e controlli in relazione al turismo

    Interrogazione n. 800
    Presentato 4 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Il Fulgor alla Fondazione CrF: se era “troppo complicato” per il Comune,come ci riesce una fondazione bancaria in due mesi?

    Il Fulgor alla Fondazione CrF: se era “troppo complicato” per il Comune,come ci riesce una fondazione bancaria in due mesi?

    “Il problema non era tecnico, era politico. Il pubblico si riappropri dei propri spazi”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo – Sinistra Progetto Comune Quartiere 1
    Giorgio Ridolfi – Potere al Popolo Firenze

    La Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze sta acquisendo il cinema Fulgor attraverso la procedura fallimentare legata all’ex proprietario, in circa due mesi e con un importo stimato intorno ai due milioni di euro. Si tratta di una procedura pubblica, regolata dalla legge, accessibile a qualunque soggetto — compreso il Comune di Firenze. Eppure il Comune non ci ha provato. Ci era stato detto che era «tecnicamente complicato».

    Sinistra Progetto Comune ha proposto l’acquisizione pubblica del Fulgor dalla fine della precedente consiliatura, l’ha portata in campagna elettorale e l’ha riproposta formalmente nel corso di questo mandato. La risposta dell’amministrazione è stata sempre la stessa: la cosa è tecnicamente complicata. Se una fondazione bancaria riesce a concludere l’operazione in due mesi attraverso una procedura fallimentare — che è per definizione pubblica, trasparente e aperta a chiunque — allora il problema non era tecnico. Era politico. Qualcuno ha scelto di non farlo.

    La Fondazione CrF è un soggetto formalmente privato, disciplinato dal D.Lgs. 153/1999 (cosiddetta «legge Ciampi»), il cui patrimonio origina dalla ex Cassa di Risparmio di Firenze — ovvero da capitali accumulati grazie al risparmio popolare e a una funzione di pubblica utilità. Non ha mandato democratico, non è sottoposta al voto consiliare, e le sue scelte strategiche — inclusa quella di destinare il Fulgor a cinema e spazi culturali con alloggi per le forze dell’ordine al piano superiore, previsti a rendimento del 5-6% — vengono assunte da un consiglio di indirizzo la cui durata è stata portata da quattro a sei anni da una decisione interna dello stesso organo, in attesa della sola ratifica del Ministero dell’Economia. Il presidente è Bernabò Bocca, già presidente di Federalberghi, mecenate di Villa Medici e già parlamentare di Forza Italia. Nessuna delibera del Consiglio comunale è stata investita di queste scelte.

    Sul progetto di residenze per le forze dell’ordine val la pena riflettere. Se per le forze di polizia è possibile prevedere una deroga sulle volumetrie e un rendimento contenuto per finalità sociali, la stessa logica — e la stessa volontà politica — potrebbe essere applicata alle oltre quindicimila famiglie fiorentine in emergenza abitativa certificate da IRPET. La domanda che poniamo è semplice: se si può derogare per gli agenti, perché non si può per le famiglie sfrattate? Il problema, anche qui, non è tecnico: non a caso noi avevamo ipotizzato una quota di alloggi di ERP da affiancare a servizi e spazi culturali, per presidiare un’area difficile con una presenza forte del Comune (compreso un reparto di Vigili di Quartiere).

    Palazzo Vecchio può disporre di strumenti — Cassa Depositi e Prestiti, fondi PNRR per la cultura, patrimonio immobiliare pubblico — che avrebbero potuto essere mobilitati. Non lo sono stati. Il risultato è che il governo di scelte strategiche per la città viene delegata a soggetti che non rispondono alla cittadinanza, ma che qualsiasi cosa facciano ottengono ringraziamenti a prescindere (perché avrebbero potuto non fare nulla).

    Chiediamo che il Consiglio comunale apra un dibattito formale sulla vicenda Fulgor, insieme al Quartiere 1, e che venga avviata una consultazione pubblica sulla destinazione d’uso dell’immobile; che l’amministrazione chiarisca con quali criteri e attraverso quali processi decisionali vengono gestiti i beni e i progetti strategici della città.

    Il pubblico deve tornare a presidiare gli spazi pubblici con servizi pubblici — non con soluzioni private o convenzionate che sfuggono al controllo democratico.

    Affronteremo il tema anche per affrontare il tema della destinazione urbanistica dell’edificio.

  • Ex Ospedale Militare San Gallo: i documenti che abbiamo, le domande che poniamo

    Ex Ospedale Militare San Gallo: i documenti che abbiamo, le domande che poniamo

    “Siamo stati contrari nel 2020. Lo siamo oggi”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il 1° giugno 2020 il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato con venti voti a favore e due contrari la variante al Regolamento Urbanistico per l’area AT 12.43 ex Ospedale Militare San Gallo. I due voti contrari erano quelli di Sinistra Progetto Comune (Antonella Bundu e Dmitrij Palagi). Il 23 maggio 2022 lo stesso risultato si è ripetuto con l’approvazione del Progetto Unitario Convenzionato (PUC): venti favorevoli, due contrari. In quella seduta il gruppo ha presentato dieci emendamenti, tutti respinti dalla maggioranza di centrosinistra. Il progetto prevede la trasformazione dell’ex ospedale in un complesso da oltre 15.000 mq di Superficie Utile Lorda, con il 63% destinato a uso turistico-alberghiero.

    Il PUC approvato è composto da 28 elaborati tecnici. Tra questi figurano la tavola SA_Q01_r0 (estratto catastale), la tavola SP_P05_r0 (superfici di progetto, piano terra e interrato) e le Norme Tecniche di Attuazione NT_A01_r4. Ci sono anche i due permessi di costruire rilasciati — n. 557/2023 per le demolizioni e n. 299/2024 per la ricostruzione.

    Il 26 gennaio 2026 abbiamo presentato un’interrogazione urgente sul cantiere. Il 24 marzo 2026 l’Assessora Caterina Biti ha risposto con la nota n. 00126/2026, allegando un documento tratto dagli atti approvati. Quell’allegato riporta, a proposito del nuovo Blocco O, che «le distanze dagli edifici contermini si attestano dai 13 ai 16 metri», citando il DM 1444/1968 sul minimo di 10 metri tra pareti finestrate. Non indica esplicitamente a quali edifici confinanti si riferisca e non cita tutti i documenti richiamati sopra.

    La questione delle distanze è tecnicamente articolata: dipende dalla natura di ciascun edificio confinante. Non tutti gli edifici adiacenti al cantiere hanno la stessa tipologia e la stessa destinazione d’uso ed è su questo che è necessario approfondire con la massima trasparenza.

    Per questo presenteremo un’interrogazione urgente, anche alla luce di quanto emerso oggi, perché l’Amministrazione risponda pubblicamente e per iscritto: quali sono le distanze reali da ciascun edificio confinante? Su quali edifici specificatamente è stata verificata la conformità al DM 1444/1968? Quali verifiche sono state avviate o si intendono avviare a seguito dell’importante mobilitazione della residenza?

    Rivendichiamo la centralità delle assemblee elettive: il Consiglio di Quartiere 1 deve essere convocato, aperto alla residenza, per discutere dell’impatto del cantiere nel rione. La Commissione Consiliare 3 (Territorio) deve approfondire pubblicamente tutti gli aspetti tecnici e procedurali. Non è accettabile che su una questione di questo peso le sedi istituzionali restino in silenzio o deleghino ogni chiarimento alla sola sede giudiziaria.

    Eravamo contro nel 2020 perché secondo noi, sul piano politico, quel progetto privilegia la rendita immobiliare sulla residenza, il turismo di lusso sul diritto all’abitare, in una Firenze che ha perso molta popolazione residente dal centro storico nell’ultimo ventennio. Siamo ancora contrari oggi, con la sempre più marcata convinzione che la politica deve tornare a essere centrale.

  • Per chiarire se il Trebbio sia zona di deroga alle norme vigenti in materia di suolo pubblico

    Interrogazione n. 747 · Non Trattato
    Presentato 28 Aprile 2026 · Discusso 26 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Ex Panificio Militare (via Giovan Filippo Mariti – via Giovanni da Empoli): stato del procedimento urbanistico

    Interrogazione n. 744
    Presentato 28 Aprile 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Svolta urbanistica e dibattito pubblico sulle trasformazioni: prime risposte

    Svolta urbanistica e dibattito pubblico sulle trasformazioni: prime risposte

    L’Assessore risponde a una nostra interrogazione: gli strumenti finora usati sono “formalmente corretti ma non sempre raggiungono in modo capillare la cittadinanza”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    L’Assessore con delega alla partecipazione ha risposto all’interrogazione urgente presentata il 31 marzo 2026 sul Dibattito Pubblico nelle trasformazioni urbane. La risposta merita una lettura attenta, perché contiene elementi di interesse sia normativo sia politico.

    Sul piano normativo la Giunta precisa — correttamente — che la facoltà di attivazione volontaria del Dibattito Pubblico è contenuta nell’art. 40, comma 1 del D.Lgs. 36/2023, non nel comma 3 come indicato nell’interrogazione. Il comma 1 stabilisce che, al di fuori dei casi obbligatori, la stazione appaltante «può indire il dibattito pubblico, ove ne ravvisi l’opportunità in ragione della particolare rilevanza sociale dell’intervento e del suo impatto sull’ambiente e sul territorio». Il comma 3 disciplina invece la procedura per l’avvio. Prendiamo atto della precisazione: la sostanza non cambia, ma la precisione normativa è utile al dibattito.

    L’Assessore ricorda poi un aspetto cruciale che troppo spesso viene oscurato: il Dibattito Pubblico va attivato prima della valutazione di impatto ambientale, nella fase di studio di fattibilità. Serve a orientare le scelte progettuali preliminari, non a commentare decisioni già assunte. Questo chiarimento è importante, perché mette in crisi la difesa che l’Amministrazione propone a seguire.

    La risposta elenca, infatti, una serie di strumenti partecipativi attivati negli anni: il percorso sul Piano Strutturale e sul Piano Operativo, le convocazioni delle commissioni consiliari per la linea tramviaria 3.2, la conferenza dei servizi per la 3.2.2, la pubblicazione degli elaborati per le linee 4.1 e 4.2. Sono strumenti formalmente corretti — lo riconosce lo stesso Assessore — ma la sua stessa risposta ci dice perché non bastano: «questi strumenti – pur formalmente corretti – non sempre raggiungono in modo capillare i cittadini direttamente coinvolti». È un’ammissione che va presa sul serio, perché viene dall’Assessore alla Partecipazione e conferma ciò che i comitati, i movimenti e questo gruppo consiliare sostengono da mesi.

    C’è però una contraddizione irrisolta. Se il Dibattito Pubblico deve avvenire prima che le scelte siano fatte — come l’Assessore stesso afferma — allora gli esempi portati non dimostrano che l’Amministrazione abbia praticato il DP: dimostrano che ha informato la cittadinanza, o la ha consultata su progetti già definiti. Non è la stessa cosa. La distinzione tra condivisione e comunicazione unidirezionale — che avevamo posto nell’interrogazione — rimane in piedi.

    L’unica risposta concreta alle nostre domande (quali criteri per l’attivazione volontaria? soglie calibrate su Firenze? risorse dedicate?) arriva nell’ultima riga: il Regolamento comunale sulla partecipazione, in aggiornamento, prevede agli articoli 27 e 28 uno strumento di Dibattito Pubblico «calibrato sulla realtà di Firenze». È un impegno che registriamo. Ma non c’è descrizione nel merito. Quando sarà approvato? Su quali tipologie di intervento si applicherà? Con quale soglia?

    Questa interrogazione è stata presentata nel marzo 2026, mentre Firenze era attraversata da una mobilitazione ampia e trasversale per una svolta urbanistica — assemblee pubbliche, richieste di moratoria, domande di discontinuità rispetto a scelte già prese. La risposta dell’Assessore non si confronta con quella domanda politica. Parla di strumenti, di procedure, di esperienze passate. Non dice se l’Amministrazione intende cambiare approccio su quanto è ancora in discussione.

    Come Sinistra Progetto Comune seguiremo da vicino l’iter del nuovo Regolamento sulla partecipazione. Gli articoli 27 e 28 devono avere un contenuto preciso: soglie chiare, tempistiche garantite, risorse reali. Se il principio condiviso — lo scrive l’Assessore stesso — è che «la sfida è passare dall’enunciazione alla pratica», allora lo misureremo su quegli articoli.

    Nel frattempo ribadiamo tre richieste che arrivano dal territorio: una moratoria sulle principali trasformazioni, una svolta radicale per la giustizia climatica e ipotizzare un Consiglio comunale cittadino aperto sul tema urbanistico, collegato a una prospettiva complessiva della società che immaginiamo.