Tag: appello

  • Firenze aderisce all’appello contro gli euromissili

    Firenze aderisce all’appello contro gli euromissili

    “La mozione approvata nel corso della seduta del 23 settembre, un segnale importante”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Senza voti contrari (con qualche astensione e non voto tra le destre) è passata la nostra mozione con cui abbiamo proposto l’adesione del Consiglio comunale di Firenze all’appello contro gli euromissili.

    Partito a luglio, richiama tutte e tutti alla mobilitazione per la pace, contro il rischio di una guerra nucleare che sembra essere drammaticamente sottovalutato da troppe parti del sistema istituzionale.

    Firenze Città operatrice di Pace non poteva sottrarsi e ci fa piacere che Palazzo Vecchio abbia potuto esprimersi entro la fine di settembre.

    Dobbiamo evitare l’assuefazione con cui si può finire per ritenere normale l’ipotesi di missili NATO in Germania proibiti dal trattato INF.

    La questione non è solo europea, ovviamente, ma ci riguarda da vicino. Anche perché pochi mesi fa sempre il Consiglio comunale ha chiesto l’adesione all’Appello delle Città a favore del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari.

    Ringraziamo chi non ha fatto mancare il suo sostegno e volentieri riportiamo nuovamente il sito della campagna a cui abbiamo aderito, ringraziando anche le persone che hanno promosso l’appello: https://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=109&id_topic=2

  • Appello contro gli euromissili, mancata comprensione dell’urgenza

    Appello contro gli euromissili, mancata comprensione dell’urgenza

    “Nonostante la richiesta formalizzata giorni prima, pochissimi gruppi consiliari hanno tentato di non far saltare l’atto”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Ci dispiace molto che non ci sia stata la disponibilità a votare ieri l’adesione all’appello contro gli euromissili, nonostante la discussione in Commissione 7 avesse trovato ampio consenso sul testo emendato della mozione che andava in questa direzione.

    Avevamo chiesto di farlo nella conferenza capigruppo di alcuni giorni prima, senza registrare nessuna contrarietà. Non è bastato. Le destre avevano in larga parte (tolto il vicepresidente Draghi) abbandonato i lavori. Il Partito Democratico è però stato determinante a far mancare i numeri per poter evitare di chiudere la seduta.

    Era tardi? Diciamo che non è un argomento valido di fronte all’urgenza di contrastare l’acutizzarsi dei conflitti e dei pericoli atomici.

    Ci sono problemi politici? Nel caso andavano allora affrontati.

    Abbiamo evitato di fare polemica quando si è chiesto di anticipare il voto sulla delibera rispetto agli ordini del giorno. Ci sembra che questa consiliatura possa evitare di essere vissuta come un mero ruolo di ratifica verso la Giunta, ma non può nemmeno essere un campo in cui decide tutto la maggioranza senza rispettare la dignità di tutti i gruppi.

  • Appello contro i nuovi euromissili:parere favorevole all’adesione

    Appello contro i nuovi euromissili:
    parere favorevole all’adesione

    “Ringraziamo la Presidente della Commissione 7 e chi ne fa parte per aver approfondito la tematica questa mattina, esprimendosi a sostegno”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il 3 ottobre 2024 a Berlino si terrà una manifestazione importante contro l’installazione di missili a medio raggio sul territorio tedesco, per chiedere di investire su politiche di pace.

    Stamattina la Commissione 7 ha espresso a maggioranza (con tre espressioni di non voto delle destre) il parere favorevole sulla richiesta di aderire all’”Appello ai pacifisti per una mobilitazione contro i nuovi euromissili”, promossa in prima istanza da Domenico Gallo, Fiorella Mannoia, Alessandro Marescotti, Mons. Giovanni Ricchiuti, Carlo Rovelli e Alex Zanotelli (il testo integrale qui: https://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=109&id_topic=2).

    Ringraziamo la Presidente per aver scelto di calendarizzare in modo così tempestivo la mozione, che speriamo possa essere definitivamente votata entro la fine del mese, anche in vista della manifestazione di Berlino.

    Il rischio di una guerra nucleare è sottovalutato dal sistema politico e istituzionale, quindi è fondamentale che Firenze contribuisca a richiedere di rompere questa tendenza verso una prospettiva apocalittica.

    In questo testo abbiamo voluto limitarci a chiedere un’adesione all’appello che coinvolgesse tutto il Consiglio comunale, per non limitarci a sottoscriverlo come gruppo consiliare. Nel dibattito avremo modo di ricordare la necessità di liberare l’Italia dalle armi atomiche statunitensi e la necessità di bloccare il progetto di comando NATO a Rovezzano. Però riconosciamo l’importanza di arrivare a una ampia convergenza su questioni condivise e l’adesione all’appello ha un grande valore.

    Come fatto stamani, anche nel Salone de’ Dugento avremo modo di ricordare Angelo Baracca, che contro la proliferazione delle armi atomiche e per la pace si è speso molto anche nel corso della precedente consiliatura, anche in Commissione 7.

  • Appello pacifista contro i nuovi euromissili, Sinistra Progetto Comune aderisce

    Appello pacifista contro i nuovi euromissili, Sinistra Progetto Comune aderisce

    “Parte una mobilitazione importante per il nostro presente e il nostro futuro”


    Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune

    Ci stiamo drammaticamente abituando all’ipotesi di un’escalation militare di portata mondiale?

    Importanti voci pacifiste hanno dato vita oggi a un appello importante, che sottoscriviamo e rilanciamo anche nei canali istituzionali che abbiamo a disposizione.

    Oltre all’adesione, procederemo a depositare una risoluzione perché lo stesso possano fare la Commissione 7, appena si sarà insediata, e tutto il Consiglio comunale.

    Da una parte c’è il ruolo decisivo degli Enti Locali e della spinta dal basso per evitare la catastrofe. Dall’altra la tradizione di Firenze come Città di Pace, che non deve rimanere un’etichetta astratta, ma deve tradursi in prassi.


    «Appello ai pacifisti per un mobilitazione contro i nuovi euromissili

    Oggi in gioco c’è il rischio di una guerra nucleare sempre più vicina con la decisione della Nato di schierare nuovamente gli euromissili entro il 2026. Siamo all’inizio di un’escalation in quanto la Russia agirà di conseguenza. È responsabilità di ciascuno di noi prendere posizione»

    • 17 luglio 2024 – Domenico Gallo, Fiorella Mannoia, Alessandro Marescotti, mons. Giovanni Ricchiuti, Carlo Rovelli, Alex Zanotelli –

    Il rischio di una guerra nucleare è serio e sta bruscamente crescendo. È necessario che le voci più illuminate si alzino per fermare una catastrofe che si avvicina.

    Negli anni ‘80, consapevoli della gravità di questo rischio, Ronald Reagan e Michail Gorbaciov, anche sotto pressione europea, hanno firmato una serie di accordi tra USA e Unione Sovietica, per contenere il rischio. Cruciale è stato il trattato sulle forze nucleari a medio raggio (INF), quelle più rischiose per l’Europa, perché permettono uno scambio nucleare senza la distruzione totale reciproca delle superpotenze. Il trattato ha portato all’eliminazione di 2692 missili e a un abbassamento sostanziale del rischio e delle tensioni internazionali.

    Questo trattato è stato annullato, inizialmente dagli Stati Uniti nel 2018, e oggi la NATO ha deciso di schierare nuovamente in Germania missili che erano proibiti dal trattato INF. Le grandi potenze giocano sulla pelle di noi europei con il fuoco (nucleare).

    La decisione contribuisce ad alzare bruscamente le tensioni internazionali, già altissime, e ad avvicinare in maniera sconsiderata il rischio di una catastrofe. Come sempre, dall’una e dall’altra parte, la colpa viene attribuita interamente alla parte avversa. I nostri governanti, invece di adoperarsi per risolvere in modo ragionevole e consensuale i problemi del mondo, ci stanno gettando nello stesso avventurismo bellicoso che ha portato in passato alle guerre più catastrofiche.

    Con questo appello lanciamo un preoccupato allarme perché la scelta di ritornare a schierare euromissili da tempo banditi è di una gravità assoluta. L’opinione pubblica non ha sufficientemente percepito il pericolo che si profila. Con i nuovi missili ipersonici la situazione può sfuggire di mano anche per un semplice errore e le decisioni di rappresaglia nucleare vengono prese in una manciata di secondi.

    L’uso delle armi atomiche è immorale come pure il possesso, perché un incidente o la pazzia di qualche governante può distruggere l’umanità, come sottolinea Papa Francesco che invita a riflettere sulle parole di Albert Einstein: “La quarta guerra mondiale si farà con i bastoni e con le pietre”.

    Oggi in gioco c’è il rischio di una guerra nucleare sempre più vicina con la decisione della Nato di schierare nuovamente gli euromissili entro il 2026. Siamo all’inizio di un’escalation in quanto la Russia agirà di conseguenza.

    È responsabilità di ciascuno di noi prendere posizione e chiedere ragionevolezza. Facciamo sentire la nostra voce prima che i nuovi euromissili vengano installati.

    Domenico Gallo – giurista

    Fiorella Mannoia – cantante

    Alessandro Marescotti – mediattivista

    Mons. Giovanni Ricchiuti – arcivescovo

    Carlo Rovelli – fisico

    Alex Zanotelli – missionario

  • La Costituzione è la posta in gioco: adesione all’appello

    La Costituzione è la posta in gioco: adesione all’appello

    “La separazione dei poteri è una conquista della democrazia e della Resistenza. Le campagne di odio e di criminalizzazione vanno denunciate con forza”


    Dmitrij Palagi, Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune

    Abbiamo risposto convintamente a un appello uscito in queste ore, con centinaia di adesioni, a difesa della Costituzione.

    Gli attacchi ricevuti da parte del Governo nei confronti di chi ricopre incarichi nei Tribunali di Catania e Firenze sono solo alcuni degli esempi che si possono fare su una concezione del potere pericolosa.

    La separazione dei poteri è una delle conquiste, in Italia, della democrazia e della Resistenza.

    Era quindi necessario dare una risposta positiva da parte del nostro gruppo consiliare, a tutela dell’impianto antifascista con cui è stato ripensato il sistema istituzionale della nostra Repubblica. Lo riportiamo integralmente qui sotto, mentre qui c’è il primo elenco di adesioni, tra cui quella del nostro gruppo: https://www.asgi.it/notizie/appello-della-societa-civile-la-costituzione-e-la-posta-in-gioco-centinaia-le-firme-in-poche-ore/


    Appello: La Costituzione è la posta in gioco

    Nell’ambito di un sistema democratico, fondato sui principi fondamentali della Repubblica, le libertà e i diritti garantiti dalla Costituzione, nonché sul bilanciamento tra i diversi poteri dello Stato e la loro separazione, quello che sta accadendo in Italia assume contorni di forte preoccupazione.

    Il timore principale è che quanto originato da singoli episodi – da ultimo, i feroci attacchi alle decisioni di alcuni Tribunali (in particolare Catania e Firenze) in materia di immigrazione – abbia già travalicato i confini della ordinaria dialettica istituzionale e si possa estendere sino a minare principi basilari che sono garantiti sia dallo svolgimento della funzione giurisdizionale, sia dalla libertà di manifestazione del pensiero e la libertà di riunione.

    Sono, infatti, messi in discussione principi fondamentali della Costituzione e fatti oggetto di attacchi personali coloro che, nei vari ruoli, osano opporre all’impianto legislativo del governo una lettura giuridica diversa, fondata su norme costituzionali o di pari valore, come quelle europee e internazionali.

    Abbiamo assistito a dichiarazioni da parte di esponenti del Governo in carica di sconcertante gravità, nel caso riguardante la giudice Apostolico addirittura accompagnate dalla riesumazione di video di anni fa che (non è chiaro per qual motivo) avrebbero dovuto comportare la sua astensione dal prendere una decisione giudiziaria e, dunque, le sue dimissioni; a ciò si sono aggiunte dichiarazioni tali da sminuire gravemente la funzione (sociale e costituzionale) dell’avvocatura, con l’evidente scopo di intimorire professionisti singoli e associazioni.

    Affermazioni alle quali hanno fatto seguito e continuano a riprodursi servizi giornalistici e televisivi che additano a singoli giudici, avvocati e associazioni addirittura la responsabilità del fallimento delle attuali politiche nel perseguire gli scopi dichiarati in materia di immigrazione. Attacchi che riguardano anche giudici che hanno concluso da tempo il loro ruolo ed è evidente che l’obiettivo è di intimorire la magistratura tutta e gli operatori giuridici dallo svolgere il loro ruolo nel rispetto della legge; quella legge di cui, però, nessuno parla.

    Eppure dovrebbe essere considerato tipico del modello costituzionale e vanto delle istituzioni che ogni persona sia adeguatamente tutelata in sede giudiziaria, che un magistrato della Repubblica adotti decisioni che una delle parti (quand’anche lo Stato) non condivide ovvero che le persone si associno per fare valere scopi condivisi e conformi ai principi costituzionali.

    Ciò tanto più se, come nel caso specifico, ci si confronta con normative nuove e complesse, testi legislativi mal scritti e tecniche legislative di dubbia efficacia (in meno di 10 mesi l’attuale governo ha emanato ben 9 atti a contenuto normativo in materia di immigrazione).

    Un elemento di fortissima preoccupazione riguarda l’attacco personale rivolto direttamente da rappresentanti del potere esecutivo nei confronti di singoli magistrati: non si critica la decisione nel merito (fatto in sé arricchente il dibattito pubblico) ma si costruiscono tesi volte a minare la credibilità e la terzietà della funzione giurisdizionale, al punto che un Ministro ne chiede addirittura le dimissioni.

    Viene messa in discussione, a più latitudini, la libertà costituzionale del singolo magistrato di partecipare a eventi (convegni, iniziative e manifestazioni) nei quali si discuta di determinati provvedimenti legislativi o di prassi messe in atto dalla Pubblica Amministrazione, ignorando che il bilanciato limite all’esercizio dei diritti costituzionali per il/la magistrato/a è regolamentato da precise leggi e sta solo nell’eventuale partecipazione sistematica e continuativa ad attività di partito o nel caso di candidature ad elezioni politiche e amministrative, poiché in tali ipotesi la terzietà e soprattutto l’indipendenza del magistratura può entrare in conflitto di interessi con l’attività politica. È, dunque, pericoloso ritenere che un/una magistrato/a non possa partecipare a libere e pacifiche manifestazioni pubbliche, peraltro occasionali, perché vorrebbe dire far divenire la magistratura un corpo estraneo alla società e allora sì molto pericoloso perché fuori dai ruoli costituzionali.

    Desta ulteriore forte preoccupazione l’attacco mediatico ad altri magistrati, rei di avere assunto provvedimenti giudiziali che non sono graditi al governo in carica, allo scopo, neanche troppo velato, di marginalizzare i singoli, così da lederne la dignità e il ruolo ma soprattutto di intimidire altri magistrati dallo svolgere il proprio ruolo “secondo legge” anziché secondo la volontà politica del governo in carica.

    A ciò si accompagna l’estensione di questo scontro verso altre figure, quali avvocati e avvocate e associazioni che difendono i diritti delle persone migranti e dei richiedenti asilo, attraverso una progressiva criminalizzazione delle idee altrui.

    Gli attacchi in corso, dunque, non riguardano il singolo caso ma hanno effetti pericolosi per l’intera cittadinanza, che se non può confidare nel libero esercizio dei diritti, delle garanzie e delle prerogative costituzionali, nella rigorosa separazione dei poteri – legislativo, esecutivo, giudiziario – e nella loro reciproca indipendenza, non può sentirsi partecipe del sistema democratico.

    Riteniamo di svolgere un appello alle forze istituzionali e sociali sinceramente democratiche, che confidano nella attuazione dei principi iscritti nella Costituzione nata dalla lotta al nazifascismo, affinché si voglia vigilare in modo rigoroso sul rispetto dei principi costituzionali per ogni singola persona, nel contempo garantendo l’effettiva separazione dei poteri previsti dalla Carta fondamentale costitutiva dell’ordinamento democratico italiano.

    Ci rivolgiamo anche ai giornalisti singoli, agli editori e direttori di giornali e televisioni affinché garantiscano una reale rappresentazione della realtà, senza facili sensazionalismi e senza campagne d’odio che hanno come effetto la criminalizzazione di singole persone e di intere comunità, minandone la dignità e la sicurezza.

  • Ex GKN: un appello per il futuro, sottoscritto da tante personalità

    Ex GKN: un appello per il futuro, sottoscritto da tante personalità

    “Anche il nostro gruppo consiliare ha aderito a un nuovo momento di supporto a una lotta portata avanti per tutto il territorio”


    Antonella Bundu, Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Con convinzione abbiamo sottoscritto un appello che riportiamo integralmente, che è un tassello in più della forte solidarietà espressa dal territorio e da chi riconosce nella lotta del Collettivo di Fabbrica GKN una lotta per il futuro di tutte e tutti noi.

    Rilanciamo integralmente anche il comunicato stampa che accompagna il lancio del testo.

    *** GKN non si tocca: lanciato l’appello in difesa delle lavoratrici e dei lavoratori ex Gkn ***

    ** Tra le prime 104 adesioni personalità del mondo della cultura come Salvatore Settis, Tomaso Montanari, Citto Maselli e Gad Lerner, e dello spettacolo, come Irene Grandi e Moni Ovadia. L’RSU ex Gkn “quello che stanno facendo alle lavoratrici e ai lavoratori QF ex Gkn non può essere più permesso. Il 25 marzo tentiamo il futuro” **

    [Firenze, 9 marzo 2023] Supera le cento adesioni l’appello lanciato oggi dal Collettivo di fabbrica in difesa delle lavoratrici e dei lavoratori QF ex Gkn. E’ scaduto il sesto mese senza stipendio, nessun cedolino e nessun bonifico è arrivato, e continua l’assedio da parte della proprietà in una situazione che calpesta il contratto nazionale e persino i diritti più elementari. Nomi del calibro di Gad Lerner, Moni Ovadia, Irene Grandi, ma anche studiosi e accademici come Salvatore Settis, già direttore della Scuola Normale di Pisa, il regista Citto Maselli, lo storico dell’arte Tomaso Montanari e lo storico Adriano Prosperi. Una testimonianza di pieno appoggio dimostrata assieme ad altre decine di esponenti della società civile fiorentina e italiana perchè, come sottolinea il Collettivo di fabbrica e la stessa RSU ex Gkn “”quello che stanno facendo alle lavoratrici e ai lavoratori QF ex Gkn non può essere più permesso”.
    “E’ passato un altro mese senza il pagamento degli stipendi, in una situazione che sta travalicando ogni decenza e che sta calpestando persino il contratto nazionale. E’ un precedente che non possiamo più permettere” sottolinea l’RSU ex Gkn. “E’ il momento di un colpo di reni, al di là delle notizie più o meno fondate che possono circolare. Il tempo della pazienza è finito e il 25 marzo prossimo Firenze dimostrerà che l’ex Gkn non si tocca, che è un progetto collettivo e che la parola reindustrializzazione dovrà fare rima con responsabilità, equità e onestà”.
    Il testo circolato in queste ore è la prima di una serie di iniziative messe in campo dal Collettivo di fabbrica, tra cui la campagna di crowdfunding in sostegno dei progetti di reindustrializzazione dal basso che verrà lanciata nei prossimi giorni, ed è un appello aperto, che si prevede crescerà nei numeri e nella diffusione nelle prossime ore e nei prossimi giorni, in vista della grande manifestazione prevista a Firenze per il 25 marzo prossimo in difesa dei diritti calpestati e per un futuro che va tentato e costruito assieme.

    Appello GKN [file .pdf]