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  • Campagna “Medio Oriente senza Armi Nucleari”

    Campagna “Medio Oriente senza Armi Nucleari”

    Come Sinistra Progetto Comune crediamo importante l’iniziativa in corso oggi e con piacere abbiamo ascoltato la conferenza stampa odierna, di cui riportiamo il comunicato. Speriamo che questa campagna cresca e veda una risposta delle istituzioni tempestive quanto concreta.

    “Dalle campagne per l’abolizione delle armi nucleari all’impegno politico tra generazioni” è il titolo del Convegno che si svolge oggi 6 Giugno 2025, in Palazzo Vecchio nella Sala Firenze Capitale.

    Al convegno parteciperanno vari dei promotori della Campagna che chiede che l’Italia cambi la sua posizione sulla Conferenza permanente per fare del Medio Oriente un’area libera da armi nucleari e da altre armi di distruzione di massa.

    Il programma in dettaglio è consultabile qui:

    L’appello di promozione della campagna recita:

    Da cinque anni a questa parte, si è insediata in sede Onu una conferenza permanente per fare del Medio Oriente un’area libera da armi nucleari e da altre armi di distruzione di massa (Conference on the Establishment of a Middle East Zone Free of Nuclear Weapons and Other Weapons of Mass Destruction); All’atto di votare per la sua istituzione, avvenuta nel 2018, l’Italia e gli altri Paesi europei si sono astenuti.

    In previsione della sesta sessione della Conferenza che si terrà nel 2025 siamo ancora qui a rinnovarVi le medesime richieste a voi inoltrate in preparazione della quinta sessione della Conferenza, tenutasi tra il 18-22 novembre 2024, in cui chiedevamo:

    • che la posizione dell’Italia verso questa Conferenza cambi da astenuta a favorevole;

    • che, in sede di Conferenza, l’Italia sostenga e si adoperi per la finalizzazione di un trattato vincolante, che istituisca in Medio Oriente un’area libera da armi nucleari e da altre armi di distruzione di massa;
    • che l’Italia eserciti la sua influenza in sede europea affinché altri Stati europei e la Stessa Unione europea si dichiarino a favore della Conferenza e supportino l’attuazione del trattato. Per ulteriori info: info@mediorientesenzarminucleari.org
  • La pace non passa da riarmo e guerra

    La pace non passa da riarmo e guerra

    “Depositata una risoluzione contro il ReArm Eu e l’idea di un esercito guidato dalla Commissione Europea. Il maltempo ci ricorda le priorità”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Quante volte il nostro Comune fa i conti con i tagli del governo nazionale, l’assenza di risorse e la necessità di rispettare gli equilibri di bilancio?

    Il programma di riarmo presentato dalla Presidente della Commissione Europea non è un fatto isolato. Il funzionamento stesso dell’Unione allontana i popoli dalle decisioni: il Parlamento conta meno dei singoli Governi, mentre il costo della vita aumenta, insieme alla precarietà del lavoro e alle diseguaglianze.

    I dati SIPRI, nel raffrontare il 2020-24 al 2015-19, dicono che l’Europa ha aumentato in modo importante l’importazione di armi. L’Italia ha visto le vendite all’estero crescere del 105%, diventando il decimo Paese nella classifica delle esportazioni (con la Francia che è salita al secondo posto, scavalcando la Russia).

    Chi fa parte della NATO ha avuto un ruolo fondamentale nello spendere sempre di più in questo comparto, con il nostro continente che ha svolto un ruolo da protagonista, comprando principalmente dagli Stati Uniti.

    A questo si aggiunge il forte impatto ambientale dei conflitti. Inquinamento, emissioni, impatto sul suolo e sui corsi d’acqua. L’allerta meteo di queste ore evidenzia quanto sarebbe prioritario fare per la tutela del territorio. Quando è stato previsto di stanziare a Baku durante la recente Cop 29? Otto volte meno la spesa militare ufficiale del 2024, stimata in 2.443 miliardi di dollari.

    Abbiamo depositato una risoluzione per prendere posizione contro il ReArm Europe, per evitare che in questo contesto istituzionale si crei un esercito distante dalla sovranità popolare, favorendo la nascita di un quadro diplomatico in cui trovi sempre maggiore spazio la cooperazione tra enti locali, perché diventi protagonista la solidarietà tra popoli che spesso si manifesta di fronte ai cosiddetti cataclismi naturali.