Tag: Cantieri

  • Montedomini: la risposta c’è, le date no. Il diritto alla mobilità di classi lavoratrici e residenza va messo al centro

    Montedomini: la risposta c’è, le date no. Il diritto alla mobilità di classi lavoratrici e residenza va messo al centro

    “Il tema riguarda le condizioni in cui opera il personale e si lega alla questione più complessiva della ZTL”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Francesca Lupo – Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Il 15 aprile l’Assessore alla mobilità Andrea Giorgio ha risposto a una nostra interrogazione sulla sosta per il personale dell’ASP Montedomini nell’area ex bus turistici. Prendiamo atto della risposta, ma non risponde alla domanda che conta: quando?

    «Nelle prossime settimane» — questa è la tempistica fornita per la disponibilità dei nuovi stalli compensativi previsti nell’area attualmente delimitata da transenne. Quindici posti a strisce blu a disciplina promiscua, due riservati a persone con disabilità, venticinque per le e i residenti delle zone ZCS1 e ZCS2. Un intervento atteso, reso necessario dalla riduzione di sosta prodotta dal cantiere tramviario. Ma «prossime settimane» non è una data. Per le lavoratrici e i lavoratori di Montedomini — che ogni giorno si prendono cura di persone anziane, fragili, in condizioni di non autosufficienza — la vaghezza istituzionale ha un costo concreto: si traduce in ulteriori settimane di disagio quotidiano, in scelte difficili tra raggiungere il posto di lavoro e fare i conti con le conseguenze di una ZTL che non tiene conto dei loro orari, delle loro tratte, delle loro possibilità, come delle esigenze della residenza.

    Non è una questione nuova. Come Sinistra Progetto Comune l’abbiamo posta più volte: in Consiglio, in commissione, con atti formali. La vicenda dell’area di piazza Poggi (con il cambio di una parte degli stalli da mettere a disposizione di chi vive nel rione di San Niccolò), il dibattito attorno al tunnel, la sosta nella ZTL — tutto questo ha prodotto risposte episodiche, mai una visione d’insieme. La ZTL estiva, in particolare, è rimasta sostanzialmente invariata anno dopo anno, continuando a ignorare richieste che erano arrivate persino dalla maggioranza in Quartiere 1 e dal Consiglio comunale. Non è un tema di comodità: è un tema di classe. Chi può scegliere come spostarsi lo fa; chi non può si scontra con un sistema che non è stato pensato per loro.

    ASP Montedomini non è un’azienda qualunque: è un presidio sociosanitario che serve le fasce più vulnerabili della popolazione fiorentina. Chi ci lavora merita rispetto concreto — non generiche dichiarazioni di «consapevolezza dei disagi temporanei». Chi lo usa, chi dipende da quei servizi ogni giorno, merita che la città garantisca accessibilità reale. Il diritto alla mobilità non è separabile dal diritto alle cure e al lavoro dignitoso: è la stessa questione, vista da angolazioni diverse.

    Rivendichiamo una visione di città. Mobilità, welfare e lavoro sono questioni connesse: non si ragiona di ZTL, di cantieri, di parcheggi senza tenere conto di chi abita il territorio, di chi ci lavora, di chi dipende dai servizi che lì si trovano. Chiediamo all’Amministrazione date certe e non generiche rassicurazioni. E chiediamo che la revisione della ZTL diventi finalmente l’occasione per mettere al centro il diritto alla mobilità delle lavoratrici e dei lavoratori, accanto a quello della residenza che resiste— non come concessione, ma come scelta politica.

  • Cantieri sull’Arno: nessuna chiarezza sulle scadenze, nessun tavolo di confronto

    Cantieri sull’Arno: nessuna chiarezza sulle scadenze, nessun tavolo di confronto

    “Interrogazione in Quartiere 1 e Comune per recepire le segnalazioni di questi giorni”


    Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    I lavori sulle briglie dell’Arno nel tratto fiorentino si trascinano da oltre cinque anni senza che la cittadinanza abbia un quadro chiaro di cosa stia succedendo. Il cartello di cantiere alla briglia di San Niccolò riporta ancora la data di inizio lavori del 30 novembre 2020 e una fine presunta evidentemente già superata. Nessun aggiornamento, nessuna comunicazione pubblica che spieghi cosa sia stato completato e cosa no.

    Il progetto complessivo prevede 13 briglie da ristrutturare e 12 centraline idroelettriche, in regime di concessione trentennale a una società privata. Un’operazione che attraversa tutto il territorio comunale di Firenze e che ha impatti sulla sicurezza idraulica, sull’ambiente fluviale, sulla fruizione pubblica delle sponde e sulle attività sportive e ricreative che sull’Arno si svolgono quotidianamente.

    Eppure non esiste un cronoprogramma pubblico aggiornato. Non si sa quali siano i ritardi accumulati, se siano state applicate penali contrattuali, quale sia lo stato reale dei cantieri ancora aperti. Chi frequenta le sponde dell’Arno trova cartelli con date scadute e nessuna indicazione su quando e come i lavori saranno effettivamente conclusi.

    Ancora più grave è l’assenza totale di tavoli di confronto. Il Comune di Firenze è attraversato da un’opera che coinvolge il demanio fluviale, la sicurezza idraulica, il paesaggio e la vita quotidiana di chi abita e lavora lungo il fiume. Ma non risulta che sia mai stato attivato un confronto strutturato tra Comune, Regione, Autorità di Bacino e cittadinanza su questo progetto. Le competenze comunali esistono — dalla protezione civile all’autorizzazione paesaggistica, dalla vigilanza edilizia all’occupazione di suolo pubblico — ma vengono esercitate?

    Su questo punto colpisce il silenzio dell’Amministrazione, anche alla luce di quanto il Consiglio di Quartiere 1 ha approvato lo scorso novembre: la delibera n. 29/2025, votata dalla stessa maggioranza, impegna l’Amministrazione comunale ad attivarsi per istituire un tavolo di confronto con tutti gli enti competenti, a garantire percorsi partecipativi strutturati secondo la legge regionale 46/2013, e a favorire un piano strategico pluriennale per l’Arno che integri obiettivi ambientali, culturali, sociali ed economici. Siamo a mesi di distanza e di quel percorso non c’è traccia. È in linea con quanto chiesto anche dal Consiglio comunale, nella precedente consiliatura e in questa.

    Presentiamo un’interrogazione in Consiglio comunale e in Quartiere 1 per chiedere conto di queste mancanze. L’Arno non è solo lo sfondo delle cartoline: è un sistema complesso di infrastrutture, rischi e opportunità che richiede trasparenza, programmazione e partecipazione. Tutte cose che oggi mancano.

    Chi governa la città e la Regione accorre quando c’è da inaugurare qualcosa o da mettersi in posa per le foto. Ma quando l’Autorità di bacino, le associazioni e le persone che ogni giorno vivono il fiume chiedono conto di accessibilità, programmazione e fruibilità, le risposte non arrivano.

  • Lavori di notte e gite ai cantieri: spettacolo infelice per lo Stadio

    Lavori di notte e gite ai cantieri: spettacolo infelice per lo Stadio

    “Abbiamo ragione di credere che le spese saranno ancora maggiori, mentre non è chiaro il quadro complessivo e si continua a sperare nella proprietà della Fiorentina”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
    Lorenzo Palandri – Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

    Una visita al chiar di luna, per il centenario della Fiorentina, era sicuramente qualcosa di cui in Città non si sentiva il bisogno.

    Leggiamo con profonda preoccupazione quanto dichiarato dall’Amministrazione. Non è chiaro di quanto siano già aumentati i costi e di quanto aumenteranno, rispetto a un progetto complessivo che ha già perso pezzi (e coperture, economiche e non).

    Cosa resta del grande evento di presentazione, fatto dall’allora Sindaco Nardella, con toni trionfali e clima da premiazione televisiva? Molto poco.

    Anche perché non era tenere la Fiorentina al Franchi lo scopo della maggioranza (con qualche eccezione, a partire dal Presidente del Quartiere 2). È stata la pandemia e la possibilità di spendere risorse impreviste del Ministero della Cultura a cambiare le cose. Ma poi l’atteggiamento del centrosinistra è rimasto di subalternità rispetto alla proprietà della principale squadra di calcio della Città.

    Ma perché un privato dovrebbe salvare la situazione di fronte agli errori della politica?

    Procederemo con accessi agli atti e interrogazioni, perché quando si tratta di soldi pubblici occorre che chi è a favore del pubblico si dimostri più attento delle destre. Ma anche su questo il centrosinistra è più di centro che di sinistra.

  • ZTL: varco a Costa San Giorgio slitta ancora

    ZTL: varco a Costa San Giorgio slitta ancora

    “Adesso si parla di gennaio 2026. La colpa viene data ai cantieri dell’Oltrarno, ma così aumentano i disagi”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    L’installazione di un varco di Costa San Giorgio è slittato a gennaio 2026. A un anno esatto di distanza da quello che l’Assessore ci aveva detto a novembre 2024. Una storia che si ripete.

    Come mai non si è proceduto a realizzare una necessità più volte ribadita dalla residenza della zona? Perché ci sono diversi cantieri e quindi il quadrante Oltrarno lo si ritiene segnato da un impatto sulla viabilità importante. Quindi è una decisione politica, che però non solo non condividiamo, ma ci pare assurda.

    Dato che l’area vive un momento di difficoltà, una soluzione che migliorerebbe le condizioni di vita della cittadinanza viene rimandata.

    Purtroppo non abbiamo precedenti che ci possano spingere a fidarsi che anche la nuova scadenza verrà rispettata, mentre nel frattempo proseguono i cantieri di Costa Scarpuccia, dal fortissimo impatto, ma evidentemente su questo la maggioranza di centrosinistra ritiene di non avere nulla da dire.

  • Montedomini: la Giunta sottovaluta il problema della sosta

    Montedomini: la Giunta sottovaluta il problema della sosta

    “I servizi essenziali andrebbero garantiti con grande cura delle condizioni di lavoro, anche a tutela dell’utenza”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    La Giunta non dà adeguato peso al tema dei servizi essenziali nel sociale. Lo diciamo pensando alla vicenda di Montedomini e dei problemi di sosta che nascono dai cantieri della tramvia. A fine gennaio 2025 avevamo scritto un’interrogazione per chiedere a chi governa la Città di adoperarsi per soluzioni che non mettessero in difficoltà utenza e personale.

    Le operatrici e gli operatori hanno bisogno di massima attenzione, visto che è grazie a loro che vengono garantiti servizi fondamentali dei diritti di cui la maggioranza si vanta. Chi non ha modo di spostarsi con mezzi alternativi all’auto e con il trasporto pubblico locale si ritrova a vivere serie difficoltà di cui il governo della Città non sembra volersi interessare.

    La risposta alle nostre domande è arrivata pochi giorni fa, a inizio novembre. Quasi 10 mesi dopo. Nel frattempo la Cub Sanità segnala che la situazione è ulteriormente peggiorata, rispetto a inizio anno.

    Nella risposta dell’Assessore Giorgio c’è quasi uno scaricare le responsabilità sull’ente ASP Montedomini, perché non avrebbe presentato osservazioni al progetto della Linea 3.2.1.. Però è il Comune che deve programmare i lavori senza mettere in difficoltà le persone più fragili della società e chi garantisce loro i servizi.

    Ci aspettiamo che la Giunta convochi le rappresentanze sindacali e capisca quali soluzioni si possono trovare.

  • Trasporto Pubblico: Ponte all’Indiano e sostegno allo sciopero

    Trasporto Pubblico: Ponte all’Indiano e sostegno allo sciopero

    “La denuncia del rischio di corse che saltano la mattina presto dovrebbe imporre un’azione efficace da parte di Comune e Regione”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Da parte dei Cobas lavoro privato è arrivata una denuncia importante. A seguito della chiusura del Ponte all’Indiano, al personale di Autolinee Toscane sarebbe stato imposto di presentarsi in anticipo rispetto ai turni previsti, con uno straordinario obbligatorio di 25 minuti. Il rinvio della riapertura al 31 ottobre, con la riapertura delle scuole, ha acuito l’indignazione, anche perché le conseguenze ricadono anche sull’utenza, con il saldo di numerose partenze, soprattutto tra le prime corse del mattino.

    Anche per questo sosteniamo con convinzione lo sciopero del 15 settembre di 24 ore, dentro AT e Gest.

    Riteniamo fondamentale che si ricordi chi ha scelto di privatizzare ATAF e di procedere a un’unica gara regionale per il trasporto pubblico locale di linea su gomma: il centrosinistra ha responsabilità importanti, quanto le destre che continuano a portare avanti politiche che non guardano al diritto alla mobilità, scaricando tutto sul traffico privato.

    Proporremo al Comune di Firenze una riflessione urgente, a partire dal tema del Ponte all’Indiano e dell’impatto dei cantieri su chi ogni giorno garantisce i servizi di Autolinee Toscane, con numerose criticità, a cui la politica potrebbe e dovrebbe trovare soluzioni.