Irresponsabile.
Penso sia irresponsabile il Sindaco di Milano quando dice che «in questa fase critica viene il controllo e la repressione di questi fenomeni» e che non è «per niente contrario al fatto che arrivino 500 militari».
È irresponsabile chi governa e chi ha ruoli politici di potere. Continuo a pensarlo, provando a mettermi in discussione ogni volta: in nessun modo è possibile dare risposte a chi non ne vuole, perché chi protesta sta chiedendo di autodeterminarsi, non di delegare.
Le decisioni non passano dai luoghi elettivi, ed è quanto va raccontato. Per questo starci può essere più importante di prima: per evidenziarlo e riaprire spazi nelle contraddizioni del sistema.
Non si tratta di scalzare una singola persona o una singola formazione dalle sedie intorno al tavolo del potere, per sostituirla. Si tratta di spostare i rapporti di forza, distribuire potere (prima ancora della ricchezza) e riscrivere le regole in modo aperto, trasparente, realmente partecipato, facendo emergere i bisogni rimossi, marginalizzati, disciplinati, repressi per anni: delle persone anziane non autosufficienti, di chi vive a stento della propria pensione, di chi senza rendita sarebbe povero perché il salario non basta più, di chi ha meno di 15 anni e si sente già dire che il futuro sarà peggio del presente.
Anche a Firenze il campo progressista accetta da anni zone rosse, videosorveglianza e la collaborazione con il Ministero del Governo Meloni.
In fasi di incertezze e timori serve chiarezza, con il rischio di sbagliare e senza pretendere di avere ragione. Io credo che il centrosinistra sia una scelta sbagliata: non si capisce in cosa sia radicalmente alternativo all’area moderata delle destre. E se ci chiedono il voto in nome del “pericolo fascista”, ci spieghino perché nelle città in cui governa non è conseguente a questa analisi.
Il sistema sta scricchiolando, e se non cambierà in coerenza con i nuovi bisogni la sua crisi è destinata a peggiorare. Alla città chiediamo di dare il più spazio possibile ai conflitti, invece di rinchiudersi nella paura.
Pubblicato su Facebook il 21 ottobre 2026 (il post originale). Altri pezzi nel Taccuino.

