Dmitrij PalagiConsigliere comunale · Firenze · SPC

RSA Le Civette: nata per 60 anziani, i lavori sono per trasformarla in uffici

“Nessuno ha deciso di ridimensionarla, ma le carte dicono che sta già succedendo”


Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Lorenzo Palandri – Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

La residenza sanitaria assistenziale pubblica Le Civette, a San Salvi, è stata costruita per 60 persone anziane non autosufficienti. Oggi ne ospita 20, e gli spazi che ha perso non torneranno alla residenza: al piano terra della palazzina 11 dal gennaio scorso ci sono ambulatori e palestre, e al primo piano della palazzina 10 l’Azienda USL Toscana Centro vuole realizzare la Centrale Operativa Territoriale, nella «porzione piano primo dismesso da RSA», come ci ha scritto lei stessa ad agosto. Lo confermano le pratiche edilizie che la Direzione Urbanistica del Comune ci ha trasmesso, e che ringraziamo.

Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di ottenere da Regione e Azienda, prima della scadenza di giugno 2027, un impegno scritto: gli spazi rimasti alla residenza non si toccano, e Le Civette tornino ad almeno 40 posti.

La residenza è nata con un finanziamento pubblico nazionale per l’edilizia socio-sanitaria. Il Comune l’ha autorizzata con una concessione gratuita alla allora USL nel luglio 1994, proprio perché era un’opera pubblica al servizio della città. Nel 2017 i posti sono scesi a 40, nell’autunno 2023 a 20, con una riduzione presentata come temporanea.

Nessuno di questi passaggi è stato deciso in Consiglio comunale. Per trasformare una parte della residenza in ambulatori è bastata una comunicazione di inizio lavori: le regole urbanistiche considerano residenza, ambulatori e uffici sanitari lo stesso uso. Così una struttura pubblica può cambiare natura senza che nessuno debba spiegarlo a chi ci vive, a chi ci lavora e alle famiglie in lista d’attesa.

La proroga ottenuta a ottobre dal Comitato dei Parenti, da CUB Sanità e dalle organizzazioni sindacali ha dato tempo fino a giugno 2027. Quel tempo serve a decidere che cosa diventa San Salvi, e a deciderlo in pubblico. Le persone anziane non autosufficienti di questa città hanno bisogno di più posti nelle strutture pubbliche, non di meno.

E se i lavori procedono come da programmazione, la chiusura sarà inevitabile.

Il tempo guadagnato non deve diventare un’illusione per evitare la chiusura della struttura: c’è da rispettare anche la volontà espressa da Quartiere 2 e Consiglio comunale.

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