Dmitrij PalagiConsigliere comunale · Firenze · SPC

Palazzo Pauer, il garage sotto il giardino si vedrà a lavori finiti

La torre di Palazzo Vecchio e il leone della Loggia dei Lanzi in piazza della Signoria

“Il Comune aveva fermato i lavori chiedendo un permesso, poi si è fidato della parola del progettista: la Giunta venga a spiegarlo in Commissione”


Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Francesca Lupo – Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

In via Romana, accanto al Giardino di Boboli, è in corso la ristrutturazione di Palazzo Pauer. I 23 appartamenti diventeranno 7, con una piscina e un nuovo garage interrato di circa 300 metri quadrati scavato sotto il giardino storico, tutelato dalla Soprintendenza. Nel settembre 2025 il Comune aveva bloccato questa modifica del progetto: ha ordinato di fermare i lavori e ha scritto che serviva un permesso di costruire, cioè un’autorizzazione esaminata e rilasciata dagli uffici. A novembre ha cambiato strada. È bastata la dichiarazione del progettista che la modifica non è sostanziale, e il garage sarà verificato solo a lavori finiti, quando la proprietà presenterà i disegni di quello che ha costruito.

Lo abbiamo ricostruito dai documenti ottenuti con l’accesso agli atti e dalla risposta dell’Assessora all’Urbanistica alla nostra interrogazione, arrivata il 3 novembre. Nella risposta la Giunta si dice disponibile a riferire in Commissione. Chiediamo che lo faccia presto, spiegando su quali basi ha accettato quella dichiarazione e chi controllerà lo scavo mentre il cantiere va avanti: lo stesso deve avvenire in Consiglio di Quartiere 1.

Anche il progetto iniziale, del 2023, non ha mai avuto un via libera scritto del Comune. Gli uffici avevano annunciato un no, perché il progetto demoliva la scala storica di uno degli edifici e cambiava il tetto senza garantire un corretto inserimento nel centro storico patrimonio UNESCO. Poi i termini sono scaduti e nel gennaio 2024 il permesso si è formato da solo, per silenzio assenso. Con la proroga prevista dalle leggi nazionali il cantiere può durare fino al 2030.

La risposta della Giunta lascia aperti altri punti. Il sopralluogo fatto ad aprile dice che i lavori corrispondono alla modifica di progetto del 2025, cioè al documento che lo stesso Comune aveva archiviato come non valido. Della segnalazione sul cantiere arrivata a gennaio alla Polizia Municipale la risposta non parla: si occupa di un esposto successivo.

Poi ci sono i pozzi. Per scaldare e raffreddare il palazzo, il progetto prevede di pompare acqua dalla falda sotto il giardino e poi rimetterla nel terreno. Per prelevare acqua dal sottosuolo serve una concessione della Regione. La Giunta risponde di non avere «riferimenti» e che i titoli, «se dovuti», sono a carico di chi costruisce. Eppure il progetto è depositato negli uffici comunali, e nel gennaio 2025 la Regione ha autorizzato i sondaggi per cercare l’acqua proprio in quel giardino, con un avviso pubblicato sull’Albo del Comune. La concessione per usarla, a oggi, non ci risulta.

Accanto alla Limonaia di Boboli c’è un piccolo edificio del giardino chiamato «La Zagara». La Soprintendenza ne ha autorizzato il recupero, ma non il consolidamento delle strutture: quello vuole valutarlo insieme alle Gallerie degli Uffizi, perché toccherebbe strutture del Giardino di Boboli. Il Comune dice di non sapere a che punto sia quella valutazione, mentre sullo stesso edificio sta esaminando una nuova richiesta di permesso.

Dietro le sigle c’è una questione che riguarda la città. In un palazzo dell’Oltrarno ventitré case diventano sette, con piscina e garage, e il Comune lascia che sia il progettista a dire che cosa è una modifica importante. Chiederemo che i grandi cantieri nei palazzi vincolati siano seguiti più da vicino. Ma serve anche una scelta politica e una visione chiara di Città da parte del pubblico.

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