Lotta: Acqua pubblica e TARI

  • ALIA – Plures: Firenze si schieri con i 14 Comuni che chiedono più pubblico

    ALIA – Plures: Firenze si schieri con i 14 Comuni che chiedono più pubblico

    “Il ruolo della politica deve essere centrale e trasparente”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Quattordici Comuni hanno sottoscritto una nota che chiede a Plures “qualità del servizio, tariffe sostenibili e un ruolo più forte degli enti locali”. Chiedono che la società “non abbia come obiettivo la massimizzazione della remunerazione del capitale”. Riconoscono le “criticità strutturali della gestione”.

    È esattamente ciò che come gruppo sosteniamo da mesi, con dati di bilancio alla mano.

    La domanda va fatta al Comune di Firenze, primo socio con il 36,8% del capitale: perché quattordici Comuni più piccoli hanno trovato le parole per dirlo in assemblea, mentre la Giunta fiorentina non ha ancora risposto alla nostra interrogazione del 23 giugno, né ha riferito al Consiglio comunale con quale mandato e su quale base politica abbia votato a favore della distribuzione dei dividendi?

    Le realtà firmatarie chiedono anche “un rafforzamento delle funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo” e un “maggiore coinvolgimento nelle scelte strategiche”. Mentre il rinnovo degli organi è stato rinviato al 30 settembre e la fusione con Estra avanza, la governance è sospesa in una proroga tecnica. Non è il momento di aspettare: è il momento in cui Firenze potrebbe (e dovrebbe) esercitare il suo peso da azionista di riferimento.

    La multiutility è una realtà che ha solo soci pubblici: non aprire un dibattito vero e aperto sarebbe gravissimo.

  • Dalla TARI alla polizza: i servizi essenziali non sono un mercato

    Dalla TARI alla polizza: i servizi essenziali non sono un mercato

    Interrogazione sull’assicurazione privata proposta in relazione a Estra e alla multiutility Plures

    Rifiuti, acqua ed energia, a Firenze, fanno ormai capo allo stesso gruppo. La multiutility Plures (nata dalla fusione tra Alia Servizi Ambientali e altri gestori locali) gestisce l’igiene urbana (con la relativa TARI) e raccoglie le partecipazioni strategiche in Publiacqua per il servizio idrico, in Toscana Energia per la distribuzione del gas e in Estra per la vendita di energia. E proprio dentro le offerte Estra arriva ora la novità che ha insospettito diverse persone utenti: alla bolletta dell’energia viene abbinata come proposta una polizza assicurativa per la casa, «in omaggio» per dodici mesi, fornita dalla compagnia privata MAWDY.

    È la logica del piatto ricco? I servizi essenziali (quelli che usiamo tutte e tutti, per forza, perché non se ne può fare a meno) diventano una vetrina per piazzare prodotti finanziari e assicurativi privati. E le persone utenti, con i loro dati, rischiano di trasformarsi nella merce di scambio più preziosa.

    Il punto, per il gruppo, è di indirizzo politico. Il piano industriale della multiutility punta a far crescere in modo rilevante il valore della società e i margini di profitto entro il 2029. Quando l’obiettivo dichiarato è massimizzare valore e redditività la vendita di prodotti accessori alla clientela dei servizi pubblici può diventare una leva quasi inevitabile. Ma un servizio pubblico essenziale non è un supermercato, e l’acqua, i rifiuti e l’energia non dovrebbero servire a fare terreno di promozione per assicurazioni.

    C’è poi il nodo dei dati. Le informazioni sulle persone utenti dei servizi di rifiuti e acqua hanno un enorme valore commerciale: il loro eventuale uso per il marketing dei prodotti energetici e assicurativi del gruppo richiede trasparenza piena e una separazione netta dalle finalità pubbliche dei servizi.

    Con l’interrogazione Sinistra Progetto Comune chiede alla Sindaca e alla Giunta se siano a conoscenza di queste offerte, quale sia la posizione del Comune (socio di maggioranza relativa della multiutility) sull’uso della relazione con l’utenza dei servizi pubblici come canale di vendita di prodotti privati, quali garanzie esistano sulla separazione dei dati delle utenze dal marketing commerciale, e se non si ravvisi il rischio che la corsa alla redditività finisca per subordinare la missione di servizio pubblico alla logica del profitto.

  • ATO Toscana Centro e Plures: sulla TARI continua a esserci una situazione politica inaccettabile

    ATO Toscana Centro e Plures: sulla TARI continua a esserci una situazione politica inaccettabile

    Dal Capodanno in Santa Croce al programma “Noi più” dell’app ALIA: tante questioni aperte


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Oggi, secondo noi, la Commissione Controllo Enti Partecipati del Comune di Firenze si è svolta in un clima di paura, per le possibili denunce da parte di Plures, che ricordiamo essere una partecipata del Comune con solo soci pubblici.

    Abbiamo ascoltato in audizione la Presidente e il Direttore Generale di ATO Toscana Centro. ATO è l’ente pubblico che regola la gestione dei rifiuti per le province di Firenze, Prato e Pistoia e che fissa, attraverso un documento chiamato Piano Economico Finanziario, le tariffe (la TARI) che pagano i cittadini.

    Qui c’è il primo problema. La persona che presiede ATO è anche Vicesindaca di Firenze e ha la delega all’ambiente. E il Comune di Firenze è il primo socio di Plures S.p.A. — la società tutta pubblica (l’ex Alia) che raccoglie i rifiuti — con il 36,8% del capitale. In pratica lo stesso soggetto, il Comune, sta da due parti opposte del tavolo: da una parte controlla il servizio (tramite ATO), dall’altra è tra chi decide le strategie dell’azienda (tramite i suoi rappresentanti nella società, con la delega in capo all’Assessore alle partecipate, o alla Sindaca direttamente). Non muoviamo accuse personali: descriviamo una situazione assurda, in cui la Giunta ha più ruoli e non li esercita come dovrebbe. La responsabilità di questa impostazione, per noi, è tutta della Sindaca.

    Il Capodanno in Santa Croce. Su nostra richiesta, ATO ha spiegato di aver tolto dai costi che possono finire in tariffa le spese sostenute da Plures per l’evento di Capodanno in piazza Santa Croce. Tra queste, secondo quanto dichiarato, anche i soldi versati all’emittente Sky (forse 400.000 euro, da quanto abbiamo visto nei documenti di MUS.E). Lo strumento che ha permesso di scoprirlo si chiama unbundling: in parole semplici, è l’obbligo per la società di mostrare i conti voce per voce, così il controllore può vedere cosa c’è dentro. Se ATO ha dovuto togliere quelle spese, vuol dire che Plures aveva provato a metterle dentro?

    La cosa va letta in due modi. Il lato positivo: il controllo ha funzionato, altrimenti quelle spese sarebbero potute entrate nella tariffa e la cittadinanza avrebbe pagato un pezzo dell’evento con un tributo dovuto per altro. Il lato negativo: ATO ci ha detto che i Comuni soci possono vedere solo i documenti finali, non i dati di lavorazione intermedi, che richiedono competenze tecniche e che la società può considerare riservati. Resta allora una domanda di fondo: se quei dati non li può vedere nemmeno il Consiglio comunale, chi garantisce che il controllo sia stato completo? Può saperlo l’Assessore alle partecipate, può saperlo la Vicesindaca in quanto Presidente di ATO, ma il Comune come istituzione no. Che senso ha?

    Il programma fedeltà “Noi più”. Plures ha lanciato “Noi più”, un programma a premi per i suoi utenti, con app e vantaggi per chi usa i servizi. In commissione abbiamo chiesto: i costi di questo programma finiscono nella TARI? Cioè i cittadini, oltre ai rifiuti, pagano anche l’operazione di immagine dell’azienda? La risposta, testuale, è stata: “no comment”.

    È un silenzio che pesa. La minaccia di Plures di rivolgersi ad avvocati e azioni legali può davvero portare a risposte così in una commissione pubblica? Il punto di principio è semplice: i programmi fedeltà servono a trattenere i clienti che potrebbero andare da un concorrente. Ma per i rifiuti non esiste concorrenza, non c’è un’altra azienda da scegliere: la TARI si paga comunque. Allora a chi serve un programma fedeltà? Secondo noi non all’utente, ma all’immagine commerciale di Plures, che vuole espandersi in altri settori. E il rischio è che quell’immagine la paghino i cittadini in bolletta. Chiederemo ad ATO una risposta scritta e formale.

    Lo stipendio dell’amministratore delegato. Dopo le nostre domande, ATO ha definito “discussione aperta” anche la questione di quanta parte dello stipendio dell’amministratore delegato (AD) di Plures pesi sui costi dei rifiuti (e quindi sulla TARI) e quanta sulle altre attività dell’azienda. L’AD è stato nominato proprio per guidare il progetto di espansione verso gas, energia e acqua. Se il suo compenso, anche solo in buona parte, venisse messo tra i costi dei rifiuti, sarebbe la TARI a pagarlo. Non è un dettaglio contabile: è l’esempio concreto di come una grande azienda multiservizi può spostare i costi dai servizi regolati (i rifiuti) verso le sue attività commerciali. Va detto che ATO ha definito “fondamentale” questo tema e dice di lavorarci da tempo, ma la questione non può restare aperta all’infinito.

    Il quadro più ampio. Quanto emerso oggi si inserisce in una vicenda più grande, che ricostruiamo da atti e comunicazioni pubbliche. Plures ha sostituito il primo bilancio 2025 e annullato l’assemblea dei soci prevista a fine aprile, con spiegazioni a nostro avviso insufficienti. Ha in piedi un prestito (bond) da 200 milioni di euro sottoscritto, a inizio 2025, da un fondo statunitense (gruppo Prudential), dentro un’operazione finanziaria complessiva da 965 milioni: non risulta che i Consigli comunali dei soci siano stati avvisati prima. Ha quasi raddoppiato gli investimenti del 2023 (108 milioni invece dei 54 previsti) senza che ci risulti un’autorizzazione preventiva dell’Assemblea dei Sindaci di ATO. E ha costruito l’espansione verso acqua, gas ed energia mentre la separazione dei conti tra attività regolate e attività di mercato, per ammissione dello stesso controllore, non è ancora pienamente verificata.

    E intanto i numeri salgono: secondo il Piano Economico Finanziario, la TARI complessiva nel territorio di ATO Toscana Centro è passata da 388 milioni di euro nel 2023 a 437 milioni nel 2025, cioè +12,6% in due anni. In questo quadro, sapere se le spese del Capodanno fossero in tariffa (non c’erano, ma forse solo perché sono state tolte), se il programma fedeltà ci entrerà (“no comment”) e se lo stipendio dell’AD pesa sui rifiuti (discussione “aperta”) non è curiosità: è controllo democratico su un servizio essenziale.

    Oggi la Vicesindaca ha risposto in commissione come Presidente di ATO. Chiediamo ora all’Assessore alle partecipate e alla Sindaca di rispondere come rappresentanti del Comune socio: siete d’accordo che il programma fedeltà di Plures vada escluso dai costi pagati in tariffa? Avete avuto risposta su quanta parte dello stipendio dell’AD pesa sui rifiuti? Intendete sollevare queste questioni in assemblea?

    Non sono domande tecniche. Sono domande politiche, ed entrano nel controllo che i Consigli comunali (e la cittadinanza che li elegge) hanno il diritto di esercitare.

  • I costi della TARI non possono essere segreti: dalla Giunta poche risposte

    I costi della TARI non possono essere segreti: dalla Giunta poche risposte

    “Chiederemo tutta la documentazione direttamente a Palazzo Vecchio stavolta, non è vero che ci è stata trasmessa”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il Consiglio comunale di Firenze dovrà votare la tariffa rifiuti entro il 31 luglio. Ma la società partecipata dal Comune al 36,99% ha cercato di impedire che quei dati fossero accessibili, qualificandoli come «informazioni privilegiate» ai sensi della normativa europea sugli abusi di mercato. In aula, la Giunta non ha risposto.

    Plures S.p.A. (gestore unico dei rifiuti urbani per l’ATO Toscana Centro e partecipata dal Comune di Firenze con una quota del 36,99%, la più alta tra tutti i soci) si è formalmente opposta alla richiesta di accesso civico generalizzato presentata ai sensi del D.Lgs. 33/2013, relativa alla documentazione sulla validazione dei costi del servizio rifiuti 2023 e all’aggiornamento del Piano Economico Finanziario 2025.

    L’opposizione di Plures non è stata generica. La società ha avanzato tra l’altro l’argomento che «le informazioni e i dati richiesti costituirebbero informazioni cd. privilegiate ai sensi del Regolamento UE n. 596/2014» — la normativa europea concepita per prevenire l’insider trading sui mercati finanziari. Secondo Plures, la divulgazione dei dati avrebbe potuto causare un «aggravamento del pregiudizio reputazionale», richiamando esplicitamente le «vicende giornalistiche» che avevano preceduto la richiesta di accesso.

    La questione è di natura strutturale. Plures ha emesso un’obbligazione da 200 milioni di euro collocata presso investitori istituzionali internazionali (PGIM/Prudential USA), e si dichiara soggetta alle regole del mercato finanziario in virtù di tale quotazione. Questo le consentirebbe — secondo la propria tesi — di sottrarre i dati sui costi del servizio rifiuti all’accesso civico previsto per i gestori di servizi pubblici essenziali.

    Ma i costi della raccolta rifiuti non sono informazioni riservate tra privati: sono il fondamento della tariffa che ogni cittadino dei 58 Comuni dell’ATO paga ogni anno. La normativa di regolazione (ARERA, MTR-3) impone trasparenza e separazione contabile proprio per garantire che le tariffe riflettano costi reali e verificabili, non interessi finanziari opachi.

    ATO Toscana Centro, con provvedimento del 1° giugno 2026, ha respinto le argomentazioni di Plures, riconoscendo che «l’interesse conoscitivo del richiedente coincide con la finalità tipica dell’istituto ovvero il controllo diffuso sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche». Ha quindi accolto parzialmente l’istanza.

    La risposta della Giunta in aula oggi è stata evasiva: si è minimizzata l’opposizione di Plures («c’è stata un’interlocuzione»), si è rinviato alla tariffa che «passerà dal Consiglio», senza rispondere alla domanda centrale: il Comune condivide la qualificazione dei dati tariffari come «informazioni privilegiate» ai sensi del Reg. UE 596/2014?

    La Legge di Bilancio 2026 ha fissato al 31 luglio il termine per l’approvazione del PEF rifiuti e delle tariffe TARI. Il Consiglio comunale di Firenze è quindi chiamato a deliberare entro la pausa estiva su una tariffa il cui impianto di costo è stato oggetto di opposizione formale da parte della stessa società partecipata, che ha tentato di impedire che tali dati fossero accessibili.

    Non è possibile esercitare una funzione deliberativa su documentazione che la nostra partecipata qualifica come segreta. Approvare la TARI in queste condizioni significherebbe convalidare un sistema in cui i consiglieri comunali votano cifre che non possono esaminare.

    Firenze è il primo socio di Plures con il 36,99% del capitale. Il Consiglio di Amministrazione di Plures risponde all’assemblea dei soci, e quindi ai Comuni. Se il Comune di Firenze non condivide la posizione di Plures sull’applicazione del Reg. 596/2014 ai dati tariffari del servizio rifiuti — e se ritiene, come dovrebbe, che la trasparenza sia un obbligo e non un optional — ha tutti gli strumenti per farlo valere in sede assembleare e di governance.

    Invece oggi in aula non è arrivata nessuna risposta su questo punto. Nessuna posizione del Comune come socio. Nessun impegno a intervenire. Solo un rinvio al voto di luglio, che senza le risposte necessarie rischia di essere un atto formale su basi opache.

    Chiediamo: che prima del voto sulla TARI la Giunta comunichi formalmente la propria posizione sulla qualificazione dei dati tariffari; che il Comune eserciti i propri diritti di socio per garantire che Plures adotti comportamenti coerenti con la trasparenza dovuta a un gestore di servizio pubblico essenziale; che venga chiarita la separazione contabile tra le attività tariffate del servizio rifiuti e le attività del progetto multiutility.

    Faremo una nuova istanza di accesso agli atti: chiederemo quello che ATO non ci ha dato al Comune. Se Palazzo Vecchio non ha quei documenti c’è evidentemente un problema politico profondo: se li ha, non può negarceli, visto che l’Assessore ci ha detto esplicitamente che è legittimo da parte nostra vedere tutta la documentazione che il Comune possiede.

  • I costi della TARI non possono essere segreti: dalla Giunta poche risposte

    I costi della TARI non possono essere segreti: dalla Giunta poche risposte

    «Chiederemo tutta la documentazione direttamente a Palazzo Vecchio stavolta, non è vero che ci è stata trasmessa»

    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune


    Il Consiglio comunale di Firenze dovrà votare la tariffa rifiuti entro il 31 luglio. Ma la società partecipata dal Comune al 36,99% ha cercato di impedire che quei dati fossero accessibili, qualificandoli come «informazioni privilegiate» ai sensi della normativa europea sugli abusi di mercato. In aula, la Giunta non ha risposto.

    Plures S.p.A. (gestore unico dei rifiuti urbani per l’ATO Toscana Centro e partecipata dal Comune di Firenze con una quota del 36,99%, la più alta tra tutti i soci) si è formalmente opposta alla richiesta di accesso civico generalizzato presentata ai sensi del D.Lgs. 33/2013, relativa alla documentazione sulla validazione dei costi del servizio rifiuti 2023 e all’aggiornamento del Piano Economico Finanziario 2025.

    L’opposizione di Plures non è stata generica. La società ha avanzato tra l’altro l’argomento che «le informazioni e i dati richiesti costituirebbero informazioni cd. privilegiate ai sensi del Regolamento UE n. 596/2014» — la normativa europea concepita per prevenire l’insider trading sui mercati finanziari. Secondo Plures, la divulgazione dei dati avrebbe potuto causare un «aggravamento del pregiudizio reputazionale», richiamando esplicitamente le «vicende giornalistiche» che avevano preceduto la richiesta di accesso.

    La questione è di natura strutturale. Plures ha emesso un’obbligazione da 200 milioni di euro collocata presso investitori istituzionali internazionali (PGIM/Prudential USA), e si dichiara soggetta alle regole del mercato finanziario in virtù di tale quotazione. Questo le consentirebbe — secondo la propria tesi — di sottrarre i dati sui costi del servizio rifiuti all’accesso civico previsto per i gestori di servizi pubblici essenziali.

    Ma i costi della raccolta rifiuti non sono informazioni riservate tra privati: sono il fondamento della tariffa che ogni cittadino dei 58 Comuni dell’ATO paga ogni anno. La normativa di regolazione (ARERA, MTR-3) impone trasparenza e separazione contabile proprio per garantire che le tariffe riflettano costi reali e verificabili, non interessi finanziari opachi.

    ATO Toscana Centro, con provvedimento del 1° giugno 2026, ha respinto le argomentazioni di Plures, riconoscendo che «l’interesse conoscitivo del richiedente coincide con la finalità tipica dell’istituto ovvero il controllo diffuso sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche». Ha quindi accolto parzialmente l’istanza.

    La risposta della Giunta in aula oggi è stata evasiva: si è minimizzata l’opposizione di Plures («c’è stata un’interlocuzione»), si è rinviato alla tariffa che «passerà dal Consiglio», senza rispondere alla domanda centrale: il Comune condivide la qualificazione dei dati tariffari come «informazioni privilegiate» ai sensi del Reg. UE 596/2014?

    La Legge di Bilancio 2026 ha fissato al 31 luglio il termine per l’approvazione del PEF rifiuti e delle tariffe TARI. Il Consiglio comunale di Firenze è quindi chiamato a deliberare entro la pausa estiva su una tariffa il cui impianto di costo è stato oggetto di opposizione formale da parte della stessa società partecipata, che ha tentato di impedire che tali dati fossero accessibili.

    Non è possibile esercitare una funzione deliberativa su documentazione che la nostra partecipata qualifica come segreta. Approvare la TARI in queste condizioni significherebbe convalidare un sistema in cui i consiglieri comunali votano cifre che non possono esaminare.

    Firenze è il primo socio di Plures con il 36,99% del capitale. Il Consiglio di Amministrazione di Plures risponde all’assemblea dei soci, e quindi ai Comuni. Se il Comune di Firenze non condivide la posizione di Plures sull’applicazione del Reg. 596/2014 ai dati tariffari del servizio rifiuti — e se ritiene, come dovrebbe, che la trasparenza sia un obbligo e non un optional — ha tutti gli strumenti per farlo valere in sede assembleare e di governance.

    Invece oggi in aula non è arrivata nessuna risposta su questo punto. Nessuna posizione del Comune come socio. Nessun impegno a intervenire. Solo un rinvio al voto di luglio, che senza le risposte necessarie rischia di essere un atto formale su basi opache.

    Chiediamo: che prima del voto sulla TARI la Giunta comunichi formalmente la propria posizione sulla qualificazione dei dati tariffari; che il Comune eserciti i propri diritti di socio per garantire che Plures adotti comportamenti coerenti con la trasparenza dovuta a un gestore di servizio pubblico essenziale; che venga chiarita la separazione contabile tra le attività tariffate del servizio rifiuti e le attività del progetto multiutility.

    Faremo una nuova istanza di accesso agli atti: chiederemo quello che ATO non ci ha dato al Comune. Se Palazzo Vecchio non ha quei documenti c’è evidentemente un problema politico profondo: se li ha, non può negarceli, visto che l’Assessore ci ha detto esplicitamente che è legittimo da parte nostra vedere tutta la documentazione che il Comune possiede.

  • TARI: PLURES ha provato a bloccare ATO Toscana Centro

    TARI: PLURES ha provato a bloccare ATO Toscana Centro

    Le tariffe dei rifiuti e il ruolo di una partecipata con solo soci pubblici non possono diventare “informazioni privilegiate”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    ATO Toscana Centro ha accolto, anche se parzialmente, la nostra richiesta di accesso civico generalizzato relativa ai documenti sulla validazione dei costi del servizio rifiuti gestito da Plures S.p.A. (già Alia).

    Il percorso per arrivarci ha però prodotto atti che meritano attenzione pubblica. Nel corso del procedimento, Plures S.p.A. ha formulato formale e motivata opposizione alla trasmissione dei documenti.

    Tra gli argomenti presentati per iscritto ad ATO, tre sono politicamente rilevanti, con tratti che si prestano persino a ironia.

    Il primo: la nostra richiesta costituirebbe «un’applicazione funzionalmente sviata» del diritto di accesso civico, «diretta a eludere un limite normativo all’accesso del consigliere comunale». ATO ha risposto che il nostro interesse conoscitivo «coincide con la finalità tipica dell’istituto ovvero il controllo diffuso sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche», indipendentemente dalla qualità soggettiva del richiedente. Esattamente quello che un consigliere (di maggioranza o opposizione che sia) è chiamato a fare.

    Il secondo argomento è il più straordinario. Plures gestisce un bond quotato su mercati regolamentati. Su questa base ha sostenuto che i dati sui costi del servizio rifiuti «costituirebbero informazioni cd. privilegiate ai sensi del Regolamento UE n. 596/2014» (il regolamento europeo sugli abusi di mercato, concepito per prevenire l’insider trading sui mercati finanziari). Le tariffe che la cittadinanza paga per la raccolta dei rifiuti e come si arriva a definirle, secondo Plures, sarebbero informazioni sensibili per i mercati finanziari e dunque sottratte all’accesso civico? ATO non ha accolto questa impostazione.

    Il terzo argomento è il più esplicito sul piano politico. Plures ha dichiarato che la divulgazione dei documenti, «quando accompagnata da letture parziali o decontestualizzate, potrebbe determinare una rappresentazione distorta del loro effettivo contenuto e significato, con conseguenti effetti negativi sull’immagine» del gestore. Ha indicato espressamente la «vicenda giornalistica» citata nella nostra istanza come il «concreto contesto di esposizione mediatica» che renderebbe prevedibile un «aggravamento del pregiudizio reputazionale». Una società che gestisce un servizio pubblico essenziale, finanziato dalle tariffe di centinaia di migliaia di cittadine e cittadini, ha opposto la propria immagine aziendale al diritto alla trasparenza. ATO ha risposto che il pregiudizio alla concorrenza invocato da Plures «permane indipendentemente dalle qualità soggettive del richiedente» e che il rischio competitivo è «meramente eventuale e futuro».

    ATO non ha concesso tutto: i database di unbundling (la contabilità separata per voci di costo) sono stati esclusi dall’accesso. Stiamo valutando se procedere con una richiesta di riesame.

    Lunedì discuteremo in aula un question time. Il Comune di Firenze è il primo socio di Plures con il 36,99% del capitale. Chiediamo se la Giunta sia a conoscenza delle argomentazioni con cui Plures ha opposto l’accesso civico, se condivida che i dati tariffari del servizio rifiuti debbano essere qualificati come “informazioni privilegiate” ai sensi della normativa sugli abusi di mercato, se condivida che la tutela dell’immagine aziendale di una partecipata pubblica prevalga sul diritto alla trasparenza, e quali iniziative intenda assumere nell’esercizio dei diritti di socio. Chiediamo inoltre se la Giunta ritenga che la struttura finanziaria adottata da Plures (fondata su strumenti obbligazionari quotati) sia compatibile con gli obblighi di trasparenza che la legge impone a chi gestisce un servizio pubblico essenziale finanziato da tariffe regolate.

    Non sono dettagli tecnici, sono scelte politiche. È una scelta politica, che il Comune di Firenze come azionista di riferimento non può ignorare.

    Chiudiamo con l’elemento di ironia, facendo domande provocatorie a Plures, a partire dal suo Presidente, che in Palazzo Vecchio ha avuto esperienza anche da Assessore (con delega alle partecipate): pensa davvero che un Consigliere comunale di opposizione agisca per ragioni “egoistiche e di immagine” quando svolge la funzione di controllo prevista per legge? Davvero se troviamo informazioni che riteniamo siano di rilevanza pubblica dovremmo rimanere in silenzio? E ancora: se diamo informazioni parziali, Plures ci fornisca i documenti: sono anni che non lo fa e comunque insistiamo a voler capire se ci sono problemi intorno alla TARI e alla gestione dei servizi ambientali. Però sbagliamo a farle a Plures queste domande, dobbiamo farle ai soci che ne fanno parte, cioè gli enti pubblici, a partire dal Comune di Firenze, il socio di maggioranza relativa.

    Chiudiamo questa lunga nota con un appello ai movimenti per l’acqua pubblica: hanno sempre avuto ragione e la lotta di questi decenni deve continuare. L’opposizione alla multiutility sta trovando sempre più conferme di quanto dicono dal primo momento. Abbiamo bisogno di mobilitare saperi e competenze che ristabiliscano la centralità del controllo democratico sui servizi essenziali.

  • Posizione del Comune di Firenze, in qualità di socio di Plures S.p.A. sulle posizioni manifestate dalla partecipata ad ATO Toscana Centro sulla TARI

    Question time n. 1003 · Risposta in Aula
    Presentato 4 Giugno 2026 · Discusso 7 Giugno 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Question time a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Plures: i bilanci non sono comunicati stampa, serve chiarezza

    Plures: i bilanci non sono comunicati stampa, serve chiarezza

    “Oggi attesa la risposta da ATO Toscana Centro, la cittadinanza merita una politica più attenta”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Oggi Plures ha diffuso un comunicato stampa per annunciare l’approvazione del nuovo bilancio 2025, quello che sostituisce il bilancio ritirato a fine aprile dopo essere stato approvato, presentato trionfalmente ai media e certificato da PwC, almeno in un primo momento.

    Ne prendiamo atto. Ma dobbiamo essere precisi: quello che abbiamo letto è un comunicato promozionale firmato dall’AD e dal Presidente. Non abbiamo ancora il bilancio da mettere in relazione con quello che viene sostituito.

    È la stessa azienda che si è opposta alla nostra richiesta di accesso civico generalizzato, trasmettendo all’ATO Toscana Centro un’istanza di opposizione perché quei documenti (secondo lei) non si possono vedere. In teoria la risposta deve arrivarci proprio entro oggi.

    È la stessa azienda che ha ritirato un bilancio certificato senza spiegarne le ragioni: ed è la stessa azienda direttamente interessata da un percorso che potrebbe portare all’affidamento del servizio idrico a una nuova società invece che a Publiacqua.

    Il comunicato dice che il ratio PFN/EBITDA è 2,77x e che tutto va bene. Ma non possiamo verificarlo, perché non abbiamo il bilancio e non sappiamo come è stato risolto l’eventuale errore di circa 58 milioni di euro che (secondo le ricostruzioni giornalistiche) poteva aver causato il ritiro del bilancio precedente. Non sappiamo cosa ha cambiato concretamente l’applicazione anticipata di IFRS 18, un principio contabile omologato dall’UE a febbraio 2026 e già usato per rielaborare un bilancio che si chiude al 31 dicembre 2025. Non sappiamo come è messo il bilancio separato (quello della holding che gestisce direttamente il servizio rifiuti), dopo i problemi già documentati.

    Il Comune di Firenze è il primo socio di Plures con il 36,8% del capitale. Significa che la Giunta Funaro ha accesso a quei documenti. Li ha visti, eppure al Consiglio comunale non è arrivato nulla: né il bilancio, né il parere del collegio sindacale, né le comunicazioni alle banche sulla revoca dell’assemblea.

    Rinnoviamo le richieste già formalmente depositate: accesso al parere dei revisori dei conti; trasmissione al Consiglio del nuovo bilancio consolidato e separato; chiarimenti su come è stato risolto il problema contabile che ha portato al ritiro. Valuteremo le ulteriori iniziative, compreso il ricorso al TAR in caso di diniego all’accesso civico.

    Un’azienda pubblica si valuta sui documenti, non sui comunicati.

  • Plures chiede ad ATO Toscana Centro di non trasmettere la documentazione richiesta

    Plures chiede ad ATO Toscana Centro di non trasmettere la documentazione richiesta

    “La situazione si fa sempre più assurda: chiediamo di partecipare alla prossima assemblea dell’Autorità. Una società con soci pubblici non può comportarsi così”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Da oltre tre anni il nostro gruppo consiliare tenta di ottenere da Alia — oggi Plures — le informazioni necessarie a svolgere la funzione di controllo che la legge assegna alle consigliere e ai consiglieri comunali. Da oltre tre anni la risposta è sempre la stessa: no.

    L’ultimo capitolo di questa vicenda riguarda la richiesta di accesso civico generalizzato che abbiamo inviato il 22 aprile 2026 ad ATO Toscana Centro. Non abbiamo chiesto documenti generici. Abbiamo chiesto cose precise: i dati di unbundling (contabilità separata) del servizio rifiuti per il 2022, 2023 e 2024; la corrispondenza tra ATO e Alia sulle contestazioni contabili emerse a marzo 2026 sulla stampa; la documentazione sull’imputazione dei costi del progetto multiutility alla TARI. Plures si è opposta formalmente.

    Plures S.p.A. è una società a totale capitale pubblico. Il 100% delle azioni è detenuto da una sessantina di Comuni toscani. Firenze ne è il primo azionista con circa il 37%: non ha un solo euro di capitale privato. Gestisce servizi pubblici essenziali — rifiuti, acqua, energia — per oltre un milione e mezzo di cittadine e cittadini. Eppure si oppone alla richiesta di un consigliere comunale di vedere i dati contabili relativi alla TARI che quelle persone pagano e ora prova a mettersi nel mezzo anche nel rapporto con ATO.

    Nel 2023 abbiamo chiesto ad Alia i dati sugli emolumenti della dirigenza. Tre richieste, tre dinieghi. Nel febbraio 2024 siamo andati al TAR. La sentenza n. 1143/2024 del TAR Toscana ci ha dato torto: secondo il Tribunale, il Comune di Firenze non ha un rapporto di “dipendenza” con Alia sufficiente ad attivare il diritto di accesso previsto dall’art. 43 del Testo Unico degli Enti Locali. Il primo azionista di una società interamente pubblica non può sapere quanto guadagnano i suoi dirigenti, oltre a quanto pubblicato sul sito. Le spese sono state compensate — segno che la questione era quantomeno controversa.

    In quel giudizio Alia ha difeso con forza la propria qualificazione come società quotata — in virtù di un’obbligazione collocata all’Irish Stock Exchange da Quadrifoglio S.p.A. prima della fusione. Grazie a questo strumento, Alia/Plures si sottrae ai vincoli del Testo Unico sulle Società Partecipate e ai controlli che la legge prevede per le partecipate pubbliche non quotate. Una società senza un centesimo di capitale privato che si dichiara “quotata” per non rendere conto ai propri azionisti pubblici: è difficile immaginare un paradosso più efficace.

    Questi episodi non sono isolati. Il bilancio consolidato 2025 di Plures è stato ritirato, la partecipazione in Publiacqua è in un limbo giudiziario, le passività finanziarie ci risulta abbiano raggiunto 872 milioni di euro e la contabilità separata del servizio rifiuti è stata contestata dallo stesso ente regolatore (ATO Toscana Centro) a fine 2025. E mentre tutto questo accade, la multiutility prova ad alzare ulteriormente il muro per tenere fuori figure elette dalla possibilità di svolgere il loro mandato.

    La Vicesindaca di Firenze presiede l’Assemblea di ATO Toscana Centro. La Sindaca siede nell’assemblea dei soci di Plures. Il Comune paga un quarto delle spese di funzionamento dell’ente regolatore. Chiediamo: la Giunta è al corrente delle contestazioni contabili mosse da ATO a Plures? Ha mai sollevato queste questioni negli organi societari? Perché il Consiglio comunale non è stato informato? E soprattutto: di fronte all’opposizione di Plures alla trasparenza, la Giunta intende restare in silenzio o utilizzare i propri poteri di socio per pretendere chiarezza?

    Non chiediamo nulla di straordinario. Chiediamo che una società interamente pubblica, che gestisce servizi essenziali pagati dalla cittadinanza, renda conto della propria gestione alle istituzioni democratiche. Se anche questo è troppo, il problema non è solo del consigliere che fa le domande.

    Aspettiamo l’esito degli approfondimenti avviati da ATO Toscana Centro, ringraziando per il loro lavoro e già stamani faremo richiesta formale di poter partecipare alla prossima assemblea di ATO Toscana Centro: le sedute sono pubbliche anche se manca il regolamento che spieghi come poter partecipare.

  • Publiacqua, la mail cancellata: l’operazione Multiutility perde pezzi di continuo

    Publiacqua, la mail cancellata: l’operazione Multiutility perde pezzi di continuo

    “Chi ha permesso a questa operazione di finire in acque così incerte deve rispondere politicamente del modo in cui la dirigenza di ALIA-Plures sembra aver scelto di porsi con i Comuni”


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Il 21 maggio 2026, alle 16:52, l’Amministratore Delegato di Publiacqua Paolo Saccani ha inviato una mail a tutti i dipendenti con oggetto «affidamento del servizio idrico integrato». Ne abbiamo ricevuto una copia. Tre affermazioni: la sentenza del Tribunale di Firenze non è mai stata provvisoriamente esecutiva; di conseguenza l’affidamento in-house a Publiacqua non è più possibile; l’unica alternativa è una nuova società interamente pubblica (NewCo). La mail è stata poi cancellata. Ne pubblichiamo il testo integrale in calce.

    Il riferimento è all’ordinanza della Corte d’Appello di Firenze del 21 maggio 2026, che ha respinto la richiesta cautelare di Acque Blu Fiorentine (ABF, gruppo ACEA): ABF chiedeva la sospensione della provvisoria esecutorietà della sentenza n. 1298/2026 del 10 marzo, che aveva dichiarato già perfezionato il trasferimento del 40% di Publiacqua da ABF a Plures. La Corte ha rigettato perché l’appello non è manifestamente fondato — e perché i capi condannatori (obbligo di trasferire le azioni, penale giornaliera, restituzione di 8 milioni di dividendi) non sono provvisoriamente esecutivi finché il merito dell’appello non sarà definito.

    Sul piano tecnico-giuridico, pensiamo ci sia un fondo di ragione. Se ABF è ancora formalmente iscritta come socia al 40%, la condizione di capitale interamente pubblico richiesta dal D.Lgs. 175/2016 per l’affidamento in-house non è soddisfatta. Questo non riduce la gravità politica delle domande che seguono: la rende più acuta.

    Chi ha costruito questa situazione? L’Operazione Multiutility è stata costruita sul presupposto che le quote ABF sarebbero state acquisite, e ABF lo contestava giudizialmente da anni. Eppure le banche hanno concesso 765 milioni di euro con la condizione del consolidamento di Publiacqua; i covenant dipendono da quel consolidato; la delibera AIT del 28 aprile presuppone la proprietà pubblica al 100%. Chi ha costruito un’architettura finanziaria da quasi un miliardo su una premessa giuridicamente contestata deve spiegare perché.

    Chi ci guadagna dall’impasse? La NewCo proposta come «unica alternativa» costerebbe enormemente ai Comuni (trasferimento di personale, asset e contratti), consentirebbe ad ABF di conservare la propria quota in Publiacqua o di farla liquidare a un prezzo potenzialmente superiore a quello della sentenza, e renderebbe impossibile rispettare la scadenza del 31 dicembre 2026. Il limbo avvantaggia chi vuole restare dentro e chi vuole farsi pagare di più per uscire.

    Chi ha chiesto di cancellare quella mail? Un’analisi giuridica fondata va resa pubblica, discussa in CdA, sottoposta ai soci (per essere discussa anche nei rispettivi Consigli comunali) e all’AIT, non fatta sparire.

    Questa vicenda si inserisce in un quadro già di crisi. Il bilancio 2025 di Plures, approvato il 2 aprile con toni trionfalistici, è stato ritirato a fine aprile, come ritirato ci è stato detto sarebbe stato il parere di revisione della società PricewaterhouseCoopers S.p.A.. Le passività finanziarie della capogruppo sono cresciute del 170% in un anno — da 323 a 873 milioni di euro. I covenant bancari dipendono dal consolidamento di Publiacqua, lo stesso consolidamento ora in un limbo. La proroga tecnica della gestione idrica scade il 31 dicembre 2026: 1,5 milioni di utenti nell’area metropolitana fiorentina non possono permettersi un vuoto gestionale.

    La partita dei nuovi statuti di queste società (Plures e Publiacqua) non è mai stata aperta: che si sta aspettando?

    Chiediamo che il Consiglio Comunale sia convocato con urgenza per un’informativa completa: sullo stato dell’Operazione Multiutility, sul bilancio ritirato, sullo stato dei covenant bancari, sulle conseguenze del limbo Publiacqua e sulle alternative concretamente praticabili per l’affidamento in-house. Il Comune di Firenze è azionista di maggioranza relativa con il 36,8%. Non può continuare a non essere informato.

    I Consigli di amministrazione non possono sostituirsi alla politica, in cambio dei dividendi: Sinistra Progetto Comune dice queste cose da anni, insieme ai movimenti e ai gruppi consiliari di altri comuni. Le cronache di questi mesi confermano la gravità della situazione, che va ben oltre la quotazione in borsa. Per noi l’acqua deve essere pubblica e senza logiche di profitto, come bene comune: va tirata fuori dal progetto multiutility e i servizi ambientali devono registrare un radicale – immediato – cambio di passo.


    Ci è pervenuta la mail fatta “sparire” che mettiamo di seguito.

    «Facendo seguito alle mie pregresse comunicazioni, Vi informo che con l’Ordinanza odierna nella causa promossa da ABF – socio privato di Publiacqua – per l’ottenimento della sospensione della provvisoria esecutività della Sentenza di primo grado n. 1298/2026 del 10 marzo scorso, la Corte d’Appello di Firenze ha respinto il ricorso, affermando tuttavia che tale Sentenza non è mai stata provvisoriamente esecutiva (ad esclusione alle spese di lite), diversamente da quanto pacificamente riconosciuto dai legali di tutte le parti in lite.

    Allo stato quindi ABF continua ad essere socio di Publiacqua.

    Con questa Ordinanza della Corte d’Appello non è ad oggi, di conseguenza, più possibile l’affidamento del servizio idrico integrato a Publiacqua, mancando il requisito dell’intera partecipazione pubblica richiesto dalla normativa vigente per l’affidamento secondo il modello in house providing, di cui alla deliberazione assembleare dell’AIT n. 12/2016 del 28 aprile 2026.

    L’unica alternativa per procedere secondo questo modello rimane quindi, sempre ad oggi, l’affidamento ad una NewCo interamente pubblica».

  • Studentati: tra il 2022 e il 2025 versati 512.081,06 euro di TARI. Sulla tassa di soggiorno nessuna novità.

    Studentati: tra il 2022 e il 2025 versati 512.081,06 euro di TARI. Sulla tassa di soggiorno nessuna novità.

    “Nessuna risposta sulla ragione delle posizioni debitorie rispetto al tributo per i servizi ambientali”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    In risposta alla nostra domanda di attualità — che non è stata posta in aula ma alla quale la Vicesindaca ha comunque fornito un riscontro almeno su un dato, e la ringraziamo — la Giunta ha comunicato che l’importo totale della TARI versata dagli studentati fiorentini dal 2022 al 2025 ammonta a 512.081,06 euro. È una cifra che non era mai stata resa pubblica prima, e la rendiamo disponibile.

    Non è però la risposta che aspettavamo, o meglio non ci basta. Nessuna spiegazione è arrivata sulle posizioni debitorie: il quadro che abbiamo documentato attraverso accesso agli atti rimane in piedi. Florentia Living — riconducibile ai fondi internazionali Ardian e Rockfield dopo la cessione del novembre 2024, ma con le obbligazioni tributarie ancora intestate alla società cedente ASAF-SICAF — ha 30.092,58 euro di TARI 2024 non pagata. Campus X Firenze ha 30.099,33 euro non saldati tra rate 2025 e prima rata 2026. In totale, 60.191,91 euro di TARI arretrata a carico di due soli gestori.

    Nessuna novità nemmeno sulla tassa di soggiorno: ricordiamo che nelle scorse settimane avevamo fatto emergere i 311.000 euro incassati da Palazzo Vecchio tra il 2022 e il 2025. Il 30 aprile 2026 è scaduta la proroga concessa a queste strutture — in modo inusuale e discutibile sul piano normativo — per mettersi in regola e comunicare la propria attività turistico-ricettiva, termine che come aveva già segnalato Firenze Democratica era stato ignorato ben prima della scadenza ordinaria del 31 gennaio. Non sappiamo se e quante strutture abbiano rispettato anche questa seconda scadenza. La domanda politica resta aperta: alla Giunta interessa verificare che gli studentati privati rispettino le regole, o questi soggetti godono di un trattamento diverso?

    Continueremo a chiedere risposte puntuali. La città merita sapere con precisione chi deve cosa al Comune — e cosa il Comune sta facendo per recuperarlo.

  • ALIA-Plures: le rassicurazioni della Giunta ci inquietano

    ALIA-Plures: le rassicurazioni della Giunta ci inquietano

    «L’Assessore ci ha detto che le cose vanno meglio del previsto, ma a noi risultano tante criticità»


    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    Oggi in Consiglio comunale abbiamo discusso il question time sul bilancio ritirato di Plures S.p.A. e sulle conseguenze per la TARI. La risposta della Giunta, anziché chiarire, solleva ulteriori interrogativi.

    La Giunta ha confermato che il progetto di bilancio approvato dal CdA il 2 aprile era accompagnato da pareri favorevoli senza rilievi del Collegio Sindacale e della società di revisione PwC. Eppure, a distanza di sole quattro settimane, l’intera documentazione è stata annullata. Se non c’erano criticità, perché non limitarsi a un aggiornamento integrativo? Perché ritirare tutto e dichiarare che i documenti trasmessi ai soci «non devono essere considerati»?

    La risposta rivela anche le cause: il trattamento contabile della partecipazione Publiacqua nel bilancio ACEA e l’adeguamento a un principio contabile (IFRS 20) non ancora in vigore. La Giunta parla di «effetti migliorativi sui risultati di esercizio» — ammettendo implicitamente che il bilancio presentato il 2 aprile sovrastimava o rappresentava in modo non corretto alcune poste. È lo stesso bilancio comunicato a investitori, banche e controparti con un comunicato stampa e un’intervista al Presidente su Forbes Italia.

    Da nostre analisi sulla documentazione disponibile, le criticità potrebbero essere ben più profonde di quanto la Giunta lasci intendere. Il margine operativo lordo depurato della componente tariffaria risulterebbe in calo significativo rispetto al 2024. I rapporti tra indebitamento e redditività previsti dai contratti di finanziamento potrebbero risultare al di fuori dei parametri concordati con le banche. A fronte di un debito cresciuto di centinaia di milioni, la società avrebbe distribuito dividendi per 65 milioni.

    Sulla TARI la Giunta non ha risposto, anzi ci ha detto che le partite non sono collegate. Abbiamo chiesto se l’aumento dell’8,7% nel biennio 2024-2025 sia destinato a proseguire e se l’affidabilità contabile del gestore incida sulla validazione dei costi: la risposta si è limitata a dire che la tariffa sarà predisposta entro luglio.

    Ricordiamo che ATO Toscana Centro a fine 2025 ha formalmente contestato la contabilità separata di Alia-Plures segnalando un’esplosione dei costi indiretti e la necessità di verificare la relazione con il progetto multiutility: non solo, tra l’autorità e Alia-Plures ci sono almeno due contenziosi aperto. A bilancio sono state messe le tariffe riconosciute valide o no?

    L’Assessore ci ha parlato di trasparenza: allora ci sia trasmessa tutta la documentazione annullata e una prima nota che entra nei dettagli per chiarire cosa si sta cambiando.

  • TARI e gestori privati di studentati

    Interrogazione n. 846
    Presentato 10 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Domanda d’attualità del Consigliere Palagi: “TARI non versata da strutture per la residenza temporanea studentesca a gestione di fondi di investimento internazionali” – Risponde la Vicesindaca Galgani.

    Domanda di attualità n. 839 · Decaduta
    Presentato 10 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Domanda di attualità a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Studentati a Firenze: fondi internazionali con oltre 60mila euro di TARI arretrata

    Studentati a Firenze: fondi internazionali con oltre 60mila euro di TARI arretrata

    “Oltre alla tassa di soggiorno, un altro tassello al vuoto di controllo politico sulla città”

    Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

    €60.191,91 di TARI non pagata da alcuni studentati: è quanto risulta dalla risposta ufficiale della Direzione Risorse Finanziarie del Comune di Firenze – che ringraziamo – a un accesso agli atti che avevamo presentato dopo aver appreso che queste strutture avevano versato solo 311.000 euro di tassa di soggiorno tra il 2022 e il 2025.

    I dati sono questi. Florentia Living — già CDS Novoli, gestita da ASAF-SICAF in Gestione Esterna SpA prima della cessione del 12 novembre 2024 a NOVOLI STUDENTS Srl, riconducibile ai fondi internazionali Ardian e Rockfield — risulta debitrice di €30.092,58 di TARI 2024. La compravendita ha lasciato aperte obbligazioni tributarie nei confronti del Comune. Campus X risulta debitrice di €30.099,33 tra il 2025 e la prima rata 2026. Alunno Firenze e TSH Florence non hanno pendenze.

    Questi dati confermano quello che sosteniamo da tempo. Gli studentati a gestione di grandi fondi non sono una efficace risposta al diritto all’abitare degli studenti e delle studentesse: si accompagnano a operazioni di finanziarizzazione immobiliare, su cui il Comune non riesce a esercitare nemmeno le funzioni di controllo più elementari. TARI e tassa di soggiorno sono due voci diverse, ma il problema è uno solo: grandi strutture per residenza temporanea, spesso di proprietà o gestione di fondi di investimento internazionali, che operano in una città già in emergenza abitativa senza che chi governa eserciti un reale ruolo di indirizzo e verifica.

    C’è poi una questione specifica che merita risposta: le compravendite di grandi immobili possono complicare il recupero di obbligazioni fiscali pregresse. Chiediamo al Comune di chiarire se ci sono contenziosi aperti e come si intenda procedere.

    Va ricordato il contesto. Da poco sono scaduti i termini della prima rata TARI 2026, con aumenti che molte famiglie fanno fatica ad affrontare. E siamo nel pieno della vicenda ALIA-Plures — raccontata dal nostro gruppo pochi giorni fa — con un’assemblea dei soci rinviata, un bilancio annullato e una questione aperta con ATO Toscana Centro su costi che finiscono direttamente in tariffa. Chi paga puntualmente è la residenza. Chi accumula arretrati indisturbato sono i grandi operatori finanziari.

    Presenteremo nuove interrogazioni e nuove istanze di accesso agli atti. Il sistema politico deve pretendere il rispetto delle regole da parte delle grandi realtà finanziarie — e tutelare chi ha meno potere ma vive questo territorio ogni giorno.

  • Plures annulla il bilancio e chiede di non leggere i pareri: chiediamo quello di Pricewater

    Plures annulla il bilancio e chiede di non leggere i pareri: chiediamo quello di Pricewater

    “La documentazione annullata deve essere trasmessa integralmente ai soci pubblici. Le dichiarazioni che leggiamo ci paiono contraddittorie”


    Dmitrij Palagi – Sinistra progetto Comune

    Plures conferma la revoca dell’assemblea dei soci e la sostituzione integrale del bilancio 2025, ma le dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla società sollevano più interrogativi di quanti ne risolvano.

    Il Presidente Lorenzo Perra ha dichiarato che le relazioni sul bilancio «non evidenziavano rilievi» e che la revoca sarebbe legata alla necessità di aggiornare la situazione patrimoniale alla luce della sospensiva della Corte d’Appello sull’operazione Publiacqua. Ma se davvero non c’erano rilievi, perché il Consiglio di Amministrazione non si è limitato a rinviare l’assemblea? Perché ha scelto di annullare tutta la documentazione – bilancio, relazioni e pareri – e di comunicare ai soci che quei documenti «non devono essere considerati»?

    La differenza tra un rinvio e un annullamento è sostanziale: un rinvio conserva la validità dei documenti e sposta solo la data della discussione. Un annullamento dichiara quei documenti inadeguati. Plures ha scelto la seconda strada. E ha annullato anche i pareri.

    Tra i documenti annullati dalla revoca, da quello che abbiamo capito, vi dovrebbe essere necessariamente il giudizio della società di revisione legale dei conti. Per Alia Servizi Ambientali – oggi confluita in Plures – il revisore legale è PricewaterhouseCoopers S.p.A., come risulta dal bilancio di sostenibilità 2023 dell’azienda. Il D.Lgs. 39/2010, all’articolo 14, prevede che la società di revisione esprima un giudizio sul bilancio che può essere senza rilievi, con rilievi, negativo, oppure la società può dichiarare l’impossibilità di esprimere un giudizio. Nei casi diversi dal giudizio positivo senza rilievi, la relazione deve illustrare analiticamente i motivi.

    Chiediamo con nettezza: qual era il giudizio di PricewaterhouseCoopers sul progetto di bilancio 2025 di Plures? Era un giudizio senza rilievi, come le dichiarazioni di Perra lascerebbero intendere? Oppure la società di revisione aveva sollevato osservazioni incompatibili con l’approvazione del bilancio così come presentato? O la società aveva rilasciato un parere “clean” e poi ha scelto di ritirarlo?

    La domanda non è oziosa. La lettera di revoca di Plures annulla esplicitamente «i pareri precedentemente trasmessi». Se quei pareri non evidenziavano rilievi, come dichiara il Presidente, non c’era ragione di annullarli. Se invece contenevano rilievi significativi, allora le dichiarazioni rese alla stampa sono fuorvianti, e il Comune di Firenze – primo socio pubblico – ha il diritto e il dovere di saperlo.

    Il D.Lgs. 39/2010 non lascia margini di discrezionalità. Quando il giudizio della società di revisione non è positivo, scattano obblighi di comunicazione verso i soci e – per le società di interesse pubblico – verso le autorità di vigilanza. Il Comune di Firenze è socio di riferimento di Plures: ha ricevuto la relazione di PricewaterhouseCoopers prima della revoca? I revisori dei conti del collegio sindacale avevano espresso a loro volta un parere sul bilancio? E qual era quel parere?

    La cronologia dei fatti è eloquente. Il 2 aprile 2026 il CdA approva il bilancio con numeri presentati come brillanti – ricavi a 2,3 miliardi, EBITDA in crescita del 22,8% – e l’Amministratore Delegato li comunica alla stampa e alla rivista Forbes. Il 30 aprile, ventotto giorni dopo, il Presidente scrive ai soci annullando tutto. Nel frattempo, la Corte d’Appello di Firenze aveva già sospeso il 27 marzo – sei giorni prima dell’approvazione del CdA – il trasferimento del 40% di Publiacqua a Plures. Eppure il CdA ha approvato un bilancio che consolidava quell’operazione. Chi era consapevole dell’incompatibilità?

    Mentre la governance di Plures si avvita in contraddizioni, le famiglie fiorentine e toscane, come le imprese, continuano a pagare una TARI crescente. ATO Toscana Centro ha già documentato nel rapporto di Unbundling 2024 un’esplosione dei costi indiretti del gestore, e ha formalmente contestato la contabilità separata a fine 2025. La validazione dei Piani Economico Finanziari – da cui dipendono direttamente le tariffe – si basa sui dati contabili dello stesso gestore i cui bilanci vengono ora annullati. Quale affidabilità possono avere quei PEF? E davvero la dirigenza della multiutility vuole dirci che non ci sono collegamenti tra queste cose?

    Le nostre richieste restano ferme:
    •⁠  ⁠pubblicazione integrale del giudizio espresso da PricewaterhouseCoopers S.p.A. sul progetto di bilancio 2025, prima che venga sostituito dal nuovo documento;
    •⁠  ⁠pubblicazione del parere del collegio sindacale sul medesimo bilancio;
    •⁠  ⁠che il Comune di Firenze pretenda una relazione dettagliata sulle ragioni contabili – non generiche – che hanno reso necessario l’annullamento del bilancio già approvato dal CdA;
    •⁠  ⁠che l’Assessora con delega all’ambiente, nella sua funzione di Presidente di ATO Toscana Centro, riferisca sulle conseguenze per la validazione dei PEF e per la TARI;
    •⁠  ⁠il blocco dell’operazione Plures finché non sia garantita piena trasparenza sui conti della società e pieno esercizio del controllo analogo congiunto da parte dei Comuni soci.

    Non è accettabile che una società partecipata annunci numeri di successo, annulli tutto un mese dopo, e chieda ai soci di dimenticare i documenti ricevuti (ma sono poi stati trasmessi tutti?). Le famiglie che pagano la TARI hanno diritto a sapere se i conti su cui si basano quelle tariffe sono affidabili. Le lavoratrici e i lavoratori di Alia e delle aziende in appalto hanno diritto a un’azienda trasparente, non a dichiarazioni stampa che si contraddicono.

  • ALIA – Plures: che succede attorno al bilancio multiutility? Si lega alla TARI?

    Question time n. 817 · Risposta in Aula
    Presentato 6 Maggio 2026 · Discusso 10 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Question time a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Plures revoca l’assemblea e annulla il bilancio

    Plures revoca l’assemblea e annulla il bilancio

    “Chiediamo di capire cosa non torna nel bilancio della multiutility”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il Consiglio di Amministrazione di Plures ha revocato la convocazione dell’Assemblea dei Soci prevista per il 30 aprile 2026 per l’approvazione del bilancio. Non si tratta di un rinvio tecnico: tutta la documentazione precedentemente trasmessa — bilancio, relazioni e pareri — è stata annullata e dovrà essere integralmente sostituita.

    La motivazione ufficiale è la necessità di aggiornare il progetto di bilancio, avvalendosi del maggior termine previsto dal codice civile. Ma il 2 aprile, meno di un mese prima, il CdA della stessa Plures aveva approvato e annunciato quel bilancio ai media con toni trionfali: ricavi a 2,3 miliardi, investimenti a 547 milioni, crescita su tutti gli indicatori. Che cosa è successo in quei ventotto giorni?

    Chiediamo con nettezza: il parere dei revisori dei conti sul bilancio 2025 era negativo? Perché questa informazione non è stata resa pubblica, o almeno trasmessa ai Consigli comunali dei soci della multiutility? Il Comune di Firenze, primo socio pubblico, ha ricevuto quel parere?

    La revoca dell’assemblea non avviene nel vuoto. Avviene dopo che ATO Toscana Centro — presieduta dalla Vicesindaca con delega all’ambiente — ha formalmente contestato la contabilità separata di Alia-Plures a fine 2025, rilevando dati trasmessi in ritardo, separazione contabile insufficiente e una mancata fornitura del database sulla dotazione organica. Avviene dopo che lo stesso documento di Unbundling 2024 di ATO ha segnalato un’esplosione dei costi indiretti dell’azienda (+71% per i Servizi Comuni, +64% per le consulenze) e la necessità di “verificare la relazione con il progetto Multiutility”. Avviene mentre la Corte d’Appello di Firenze ha sospeso il trasferimento del 40% di Publiacqua da Acea a Plures — un’operazione da 122 milioni di euro che Plures potrebbe aver già contabilizzato come consolidamento nel bilancio 2025.

    Sono soggetti diversi che in tempi diversi hanno messo in discussione aspetti fondamentali della rappresentazione contabile e finanziaria di questa azienda. E intanto la TARI continua a crescere: +8,7% a Firenze nel biennio, 437 milioni da raccogliere complessivamente nell’ATO nel 2025, quasi 50 milioni in più rispetto a due anni fa.

    Come Sinistra Progetto Comune, lunedì, con un question time, chiederemo:
    •⁠ ⁠la trasmissione alla Commissione Controllo di Palazzo Vecchio del parere espresso dai revisori dei conti sul progetto di bilancio 2025, prima che venga sostituito dal nuovo documento;
    •⁠ ⁠che il Comune di Firenze, in qualità di primo socio, pretenda piena trasparenza sulle ragioni contabili della revoca dell’assemblea, prima di accettare qualunque nuovo progetto di bilancio;
    •⁠ ⁠che la Giunta e l’Assessora con delega all’ambiente riferiscano al Consiglio comunale su come questa vicenda potrebbe impattare o intrecciare quella sulla validazione dei PEF e quindi sulla TARI;
    •⁠ ⁠il blocco dell’operazione Plures finché non sia chiarita la solidità dei conti della società e finché i Comuni soci non dispongano degli strumenti di controllo previsti dal controllo analogo congiunto.

    Non è accettabile che un’azienda così centrale sul territorio annunci numeri brillanti e un mese dopo annulli tutto. Ribadiamo di voler stare dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori di Alia-Plures, di chi ogni giorno opera attraverso le ditte in appalto, e di chi in questi giorni fa i conti su come pagare i bollettini TARI aumentati. I servizi ambientali e idrici sono garantiti dal lavoro, non dalle operazioni finanziarie.

  • Ecocentro di via Rocca Tedalda: valutazioni e tutale di occupazione/servizi affidati ad Autospurgo 90

    Interrogazione n. 798
    Presentato 4 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Perdita idrica prolungata dal cantiere Publiacqua in via Lungo il Mugnone / largo Adone Zoli (Le Cure)

    Interrogazione n. 799
    Presentato 4 Maggio 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Plures, MUS.E e Sky: ancora sul Capodanno 2025-2026 in Santa Croce

    Interrogazione n. 737
    Presentato 27 Aprile 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Ancora sull’identificazione visiva dei contenitori per raccolta dei rifiuti (cassonetti)

    Interrogazione n. 684
    Presentato 20 Aprile 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • Costi dei servizi ambientali e TARI, come rafforzare l’azione di ATO Toscana Centro?

    Interrogazione n. 686
    Presentato 20 Aprile 2026
    Firmatari Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)
    Documenti Testo dell’atto (PDF)

    Interrogazione a prima firma di Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). Il testo integrale è nel documento allegato.

  • I costi di Alia risultano fuori controllo politico: +44% in sei anni. Il prezzo lo pagano cittadine e cittadini

    I costi di Alia risultano fuori controllo politico: +44% in sei anni. Il prezzo lo pagano cittadine e cittadini

    “I dati di Unbundling 2024 di ATO Toscana Centro confermerebbero quello che denunciamo da tempo: la gestione Alia è sempre più costosa per la collettività, mentre l’opacità dei conti resta il tratto distintivo dell’azienda”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il documento predisposto da ATO Toscana Centro per l’Assemblea del 5 dicembre 2025 parla chiaro: i costi industriali regolati di Alia nel 2024 raggiungono i 410 milioni di euro, con un incremento di 29 milioni rispetto al 2023 (+8%) e di 126 milioni rispetto al 2018 (+44%). Il tasso medio annuo di crescita dei costi (CAGR) è del 10,5%. Sono numeri che dovrebbero far suonare un allarme in ogni sede istituzionale.

    Ma il dato aggregato è solo la superficie. Quello che emerge dall’analisi delle singole voci è ancora più preoccupante.

    Questi costi si traducono direttamente in aumenti della TARI per cittadine e cittadini? A Firenze la tariffa è cresciuta del 3,2% nel 2024 e del 5,5% nel 2025, per un rincaro complessivo dell’8,7% nel biennio. A Prato l’aumento nel 2025 è stato del 6,8% per le famiglie e del 6% per le imprese, dopo un +8,8% l’anno precedente. A Pistoia il rincaro ha raggiunto il 7%. Complessivamente, i 46 Comuni dell’ATO Toscana Centro devono raccogliere nel 2025 ben 437 milioni di euro di TARI, contro i 416 del 2024 e i 388 del 2023: quasi 50 milioni in più in soli due anni. A fronte di questi aumenti, la Giunta fiorentina continua a parlare di “contenimento”: ma contenere non significa risolvere e affrontare.

    I costi indiretti, da quello che leggiamo, stanno esplodendo. I Servizi Comuni (SC) — le funzioni centrali di Alia — sono cresciuti del 71% nel biennio 2022-2024, passando da 28 a 49 milioni. Le voci trainanti sono l’Alta Direzione e le Risorse Umane (+6,7 milioni, +78%) e i Servizi Informatici (+2,3 milioni, +27%). Le Funzioni Operative Condivise (FOC) sono cresciute del 30% nello stesso biennio (+5 milioni). In sostanza, una quota crescente dei costi che finiscono in bolletta non riguarderebbe la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, ma il funzionamento della macchina societaria.

    Il peso del progetto multiutility è una questione centrale, di cui il resto del sistema politico non vuole parlare, ma che da oggi non è più eludibile. Lo stesso ATO riconosce che l’incremento dei costi indiretti potrebbe essere legato alla gestione aziendale e che va verificata la relazione con il progetto multiutility. L’esplosione dei costi di consulenza (+64% nel solo 2024, 14 milioni complessivi) e dei servizi informatici (+12 milioni dal 2018, CAGR del 44%) sono spie evidenti di una struttura societaria che pare crescere per sostenere operazioni finanziarie e aggregative, non per migliorare il servizio a cittadine e cittadini. Era a questo che serviva la quotazione in borsa? E perché il modello rimane comunque lo stesso, una volta superata questa ipotesi?

    Rilevante anche il dato che leggiamo sulle immobilizzazioni materiali: +190 milioni in cinque anni. Tra il 2019 e il 2024 il loro valore è passato da 157 a 346 milioni (+120%). Questo incremento alimenta ammortamenti e remunerazione del capitale investito che si riversano in tariffa: gli ammortamenti regolati sono passati da 12 a 37 milioni nel periodo 2018-2024 (+25 milioni). A questo va aggiunta la remunerazione del capitale (RLIC), anch’essa in crescita in ragione dell’aumento del valore degli asset.

    Le Attività Diverse crescono più dei ricavi. Si tratta di servizi fuori concessione, intermediazione rifiuti e gestione alluvione: nel 2024 le cifre sono salite a 44 milioni, con un aumento del 66%, a fronte di ricavi cresciuti solo del 28% (37 milioni). Lo stesso ATO segnala la necessità di approfondire le modalità di imputazione dei costi per evitare che le attività non regolate vengano sussidiate dalla tariffa.

    Il costo unitario dei servizi risulta in aumento senza miglioramenti proporzionali. Lo spazzamento manuale è aumentato del 19% per ora lavorata (da 39,5 a 46,8 euro/h), pur con un calo dell’11% delle ore rendicontate. Lo spazzamento combinato costa oggi 109,4 euro/h (+5%). Aumenta il costo, diminuisce o ristagna la quantità di servizio.

    Centrale è il nodo della trasparenza. A marzo 2026 abbiamo fatto emergere pubblicamente quanto sopra risulta descritto con maggiori dettagli, grazie al fondamentale lavoro di ATO Toscana Centro, che di fatto contesta le letture contabili di Alia-Plures, la tempistica di trasmissione dei dati e la mancanza di una separazione contabile strutturata secondo logica di full costing. Alia non avrebbe ancora fornito il database sulla propria dotazione organica. Questi non sono dettagli tecnici: riguardano le condizioni minime per un controllo democratico sulla tariffa rifiuti.

    L’Assemblea dell’ATO, composta dalle Sindache e dai Sindaci, deve pretendere trasparenza piena dalla società a cui è affidata la gestione dei rifiuti. I costi del progetto multiutility non possono ricadere sulle bollette di cittadine e cittadini. Alla politica e a chi governa i Comuni soci chiediamo: perché non hanno interesse ad avere un resoconto completo della copertura costi e a darne conto per motivare le conseguenti decisioni?l

    Con l’occasione esprimiamo la nostra solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori dell’azienda, a chi opera direttamente e a chi lo fa in appalto. Sappiamo bene come i servizi ambientali siano garantiti dalle loro attività quotidiane e non dalle operazioni economico-finanziarie.