Scritte antisemite: necessaria massima serietà da parte delle istituzioni

“Non può esserci ambiguità, anche rispetto ai silenzi selettivi: mescolare il Governo di Israele con la questione ebraica avvelena i pozzi della politica”


Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

Esprimiamo una posizione molto chiara sulle scritte antisemite apparse nella notte tra il 2 e il 3 maggio 2026 a Firenze, in via dei Banchi e nel sottopasso della stazione di Santa Maria Novella.

Le frasi — accompagnate da una svastica — mescolano violenza verbale esplicita, riferimenti al sionismo e alla questione ebraica. Non può esserci tolleranza verso alcuna forma di discriminazione razziale, e tutto il sistema politico ha il dovere di contrastare le radici profonde dell’antisemitismo. Queste scritte fanno del male anche alla causa di chi lotta ogni giorno per la dignità e i diritti del popolo palestinese: l’odio razziale non è mai uno strumento politico legittimo, va ripudiato.

Per rafforzare questa indisponibilità verso l’intolleranza è importante evitare i silenzi selettivi. In queste stesse ore la stampa internazionale riporta le immagini del ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir che festeggia il proprio compleanno con una torta decorata con un cappio – un riferimento esplicito alla legge sulla pena di morte per i detenuti palestinesi approvata dalla Knesset a marzo. Nel frattempo, Thiago Ávila e Saif Abukeshek sono detenuti dal governo israeliano dopo essere stati prelevati con la forza dalla nave Eros 1, che navigava in acque internazionali sotto bandiera italiana: i loro legali hanno presentato ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo proprio contro l’Italia, in quanto Stato di bandiera.

Sono fatti diversi tra loro — ma chi ha ruoli pubblici deve applicare gli stessi parametri di fronte a ogni forma di barbarie, senza gerarchie e senza banalizzare.

Aggiungiamo che in nessun modo i ruoli che si ricoprono possono mescolarsi con l’incolumità fisica di chi li ricopre.

Confidiamo che anche in Consiglio comunale si smetta di confondere le categorie, avvelenando il confronto politico.