Questionari Firenze Prossima: qualquadra continua a non cosare

Estratto da Matrix, tratto da immagine caricata da Marcin Wichary su wikimedia.org

L’interrogazione presentata cliccando qui, la risposta ricevuta cliccando qui.


“Risposta non convincente da parte dell’Amministrazione. Il Comune investe risorse per sponsorizzare un servizio non efficace e di sola comunicazione, definendolo percorso di ascolto?”


Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune; Grazia Galli e Massimo Lensi – Associazione Progetto Firenze e Giacomo Trombi – Firenze Riparte a Sinistra

“Da ormai qualche settimana circola l’invito dell’Amministrazione a partecipare ai questionari di Firenze Prossima. Con tanto di sponsorizzazione sui social. Anche su piattaforme che quanto a riservatezza dei dati non sono campioni di garanzie. Invece l’anonimato dell’utenza è la scusa dietro cui si nasconde la decisione della Giunta di investire su uno strumento facilmente manipolabile.

Ecco alcune considerazioni che ci inducono a dubitare fortemente di questo percorso.

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La Città di domani si ripete all’infinito nella capitale delle smart city…

“La denuncia dell’Associazione Progetto Firenze verificata. I questionari lanciati dall’Amministrazione per il Piano Operativo comunale, che sostituirà il regolamento urbanistico ormai scaduto, possono essere compilati infinite volte da una stessa persona, con pochi accorgimenti”


“La partecipazione diretta è un mito inseguito da larga parte della politica. Si è partiti dall’elezione diretta del Sindaco (raramente della Sindaca), per finire al Movimento 5 Stelle. Nel mezzo – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – presunte forme di rapporto diretto tra governo e cittadinanza. Come nel caso del nuovo Piano Operativo comunale.

Invece di riconoscere centralità ai consigli di quartiere e ai gruppi consiliari di Palazzo Vecchio, proseguendo l’interlocuzione con le rappresentanze organizzate di chi vive il territorio, ecco l’ennesimo link su cui cliccare per dare l’idea che ogni singola opinione sia fondamentale. Così fondamentale che la potete ripetere infinite volte, semplicemente cancellando cookie appena terminata la compilazione.

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Promuovere Firenze: un’idea sbagliata di chi governa la Città

Immagine dal video YouTube linkato in fondo all’articolo

Abbiamo bisogno della “promozione del nostro territorio”? Pare di sì. Sono parole dell’Assessora al Turismo…

Lo si legge in Rete Civica (dove per par condicio noi non possiamo pubblicare comunicati stampa, ma chi governa sì…) in questa calda giornata di agosto (qui).

Un “Rinascimento senza fine”, che spera di accogliere flussi dalla Cina con We Chat (che è un’applicazione totalizzante e che meriterebbe approccio critico… Consiglio nuovamente Red Mirror di Simone Pieranni (qui). Leggi tutto “Promuovere Firenze: un’idea sbagliata di chi governa la Città”

Red Mirror: lo specchio della Cina, per la tecnologia che ci attende

Chinese New Year 2016 DC, S Pakhrin from DC, USA – Da wikimedia.org

Articolo uscito su Il Becco, l’origina cliccando qui.


Black Mirror è il titolo di una fortunata serie televisiva, in cui si raccontano i potenziali effetti distorsivi della tecnologia nella vita quotidiana. Si parla di distopia quando viene descritto un futuro particolarmente negativo. In questo caso le trame dei diversi episodi sono più vicini alla realtà che a scenari fantascientifici.

Red Mirror di Simone Pieranni (Laterza, 2020) lo attesta, scegliendo di giocare sul titolo, accompagnato da una precisazione esplicativa: “il nostro futuro si scrive in Cina”. Perché dall’oriente arrivano i modelli di controllo sociale e di videosorveglianza a cui tanti politici si richiamano, a partire dal progressista e democratico Sindaco di Firenze, che punta ad avere una tra le città con più telecamere al mondo.

La pratica dei messaggi vocali arriva da Pechino e WeChat rappresenta un modello di riferimento nello sviluppo di Facebook: sono solo due esempi di immediata comprensione, contenuti in questa recente pubblicazione del giornalista de il manifesto. Non si tratta di un testo con cui provare a capire una società comunque diversa da quelle europea e statunitense. Il libro è fondamentale per rendersi conto del presente in cui siamo immersi, in una fase di globalizzazione matura e priva di movimento altermondialisti capaci di occupare l’immaginario di un’alternativa possibile. Leggi tutto “Red Mirror: lo specchio della Cina, per la tecnologia che ci attende”