“Rifaremo le domande poste ieri in Commissione. Programmare deve essere un atto politico”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Ci risiamo. Un impegno preso pubblicamente, una data annunciata con precisione, e poi il silenzio istituzionale. È il copione che questa amministrazione ha ormai trasformato in abitudine: si presenta uno strumento, se ne celebra la valenza tecnica, e poi si lascia trascorrere il tempo senza rendere conto né dei risultati né dei ritardi.
L’Assessore Vicini aveva dichiarato esplicitamente, nella seconda metà del 2025, che «a gennaio professor Celata ci manderà la sua relazione». Non un’indicazione vaga, non un “ci stiamo lavorando”: una data. Gennaio 2026. Quella data è passata. Febbraio è passato. Siamo a fine marzo 2026 e della relazione del professor Celata — lo studio sulle zone omogenee di Firenze commissionate dal Comune all’Università La Sapienza — non c’è traccia pubblica. Ieri la Sindaca lo ha citato. E noi abbiamo chiesto: “ma quando verrà reso noto e presentato?”. Nessuna risposta.
Non lo diciamo per polemica. Lo diciamo perché nel frattempo Gavinana, Rifredi, Novoli, Legnaia, Careggi e Rovezzano continuano ad essere sommerse da annunci di affitti turistici brevi. E non sono le uniche aree a soffrire di questa pressione. Parliamo di 800 nuove inserzioni comparse in soli due mesi nel 2025 nelle zone semi-centrali, con prezzi medi che hanno toccato i 243 euro a notte. Non è un’astrazione statistica: è l’espulsione della residenza da tutti i Quartieri.
La questione non è di poco conto anche sotto il profilo istituzionale. Quando il Consiglio Comunale ha approvato il Regolamento per le locazioni turistiche brevi, il 5 maggio 2025, l’accordo con il Dipartimento MEMOTEF della Sapienza e il professor Celata era già stato presentato come elemento portante della strategia: lo strumento scientifico su cui fondare le decisioni su dove e come intervenire fuori dall’area UNESCO. Il Regolamento stesso prevede esplicitamente la possibilità di «modificare le aree omogenee o introdurne di nuove, introdurre ulteriori criteri e limiti anche a seguito dei risultati del monitoraggio». In altri termini, il Consiglio ha individuato nella ricerca Celata una parte essenziale del percorso normativo. L’obiettivo è preciso: tradurre in decisioni le preoccupazioni legittime dei rioni. Ogni giorno di ritardo aggrava l’emergenza abitativa.
Ebbene: a quasi un anno dalla firma di quell’accordo, quei dati non ci sono. O meglio — e questo è il punto più problematico — non vengono resi noti alla Cittò.
Il linguaggio delle dichiarazioni istituzionali racconta da solo il progressivo slittamento. Si comincia con «a gennaio Celata ci manderà la relazione». Poi, nel decalogo sul turismo sostenibile presentato a febbraio 2026, l’assessore Vicini dice: «a breve avremo la relazione del professor Filippo Celata». Ieri il silenzio. Da una data precisa a un orizzonte indeterminato.
Chiediamo all’assessore Vicini e alla sindaca Funaro di chiarire pubblicamente: quando verrà consegnata la relazione Celata? Quando verrà resa accessibile al Consiglio comunale, ai Quartieri e alla cittadinanza? E soprattutto: qual è la nuova scadenza — concreta, verificabile, non un “a breve” affidato alle buone intenzioni — entro cui l’amministrazione intende valutare eventuali interventi nei quartieri periferici?
Per programmare serve governare ogni giorno, con dati, trasparenza e decisioni. Anche perché con questi annunci e ritardi, si favorisce chi si affretta a investire prima di nuovi possibili blocchi.
