Tag: Affitti turistici brevi

  • Piano immobili pubblici di Firenze: 150 milioni per la sicurezza, zero per la casa. E il Consiglio comunale resta fuori dalla porta.

    Piano immobili pubblici di Firenze: 150 milioni per la sicurezza, zero per la casa. E il Consiglio comunale resta fuori dalla porta.

    “Rimane troppo spazio per la discrezionalità e non ci risulta escluso l’ambito turistico”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Il “Piano Città degli immobili pubblici” firmato martedì in Palazzo Vecchio dalla Sindaca Funaro insieme alla direttrice del Demanio Dal Verme, alla rettrice Petrucci, ai sottosegretari Albano (Economia) e Prisco (Interni) è un’operazione importante, ma la cornice raccontata in conferenza stampa lascia fuori almeno cinque elementi che meritano di essere conosciuti dalla cittadinanza.

    Primo: il Consiglio comunale è bypassato, come lo sono i Consigli di Quartiere. L’accordo è stato approvato con delibera di Giunta n. DG/2026/00141 immediatamente eseguibile. Le scelte sostanziali – destinazioni d’uso, varianti urbanistiche, eventuali trasferimenti di proprietà, ingresso di operatori privati – sono affidate a un Tavolo tecnico tripartito Demanio–Comune–UniFi che, come previsto dall’art. 6 dell’Accordo, può modificare in corsa anche le ipotesi di destinazione annunciate ieri. Tutto ciò che è stato presentato in conferenza è promessa politica, non vincolo giuridico.

    Secondo: il partenariato pubblico-privato è “anche turistico”, per scelta esplicita. L’articolo 1 dell’Accordo cita testualmente partenariati «con particolare riferimento a quello culturale, turistico e sociale». A Firenze, città stritolata da overtourism e affitti brevi, infilare il turismo dentro la cornice giuridica di un piano sul patrimonio pubblico significa aprire una porta che non si chiude più con un comunicato.

    Terzo: 150 milioni dichiarati per la “Cittadella della sicurezza” alla ex Caserma Perotti, zero milioni stanziati per la casa.Il sottosegretario Prisco ha annunciato 75 milioni per la Questura e 43 milioni per i Vigili del Fuoco. Almeno sette immobili su diciassette vanno a rafforzamento dell’apparato sicurezza (Perotti, Covercianino, Mameli, Panciatichi, Belfiore, Grilli, Redi). Per l’edilizia residenziale pubblica, le residenze studenti pubbliche e i presidi sociali la stessa Sindaca ha parlato di “fase embrionale” e “suggestione” futura su altri immobili. Le priorità di spesa sono state già scelte: si chiamano sicurezza, controllo, disciplinamento. Non case popolari, non presidi sanitari di prossimità, non spazi sociali.

    Quarto: studentati alla Quarleri “in forma non ancora chiara”. Per la ex Caserma Quarleri di Sesto è prevista la realizzazione di alloggi per studenti universitari, ma non è precisato se saranno residenze pubbliche a canoni del Diritto allo Studio Universitario regionale o studentati privati a prezzo di mercato, o con convenzioni.

    Quinto: bonifica incompleta a Covercianino. L’ex deposito carburanti è stato occupato dal 2006 al 2022, è stato bonificato solo in parte e diventerà la sede dei Carabinieri Forestali: va detto quale sarà lo stato della bonifica al momento del trasferimento e a carico di chi.

    A questi temi si aggiungono questioni che meritano vigilanza: la clausola di prevalenza dell’Accordo sugli accordi precedenti relativi agli stessi immobili (rilevante per la concessione ETS de La Riottosa); l’impegno del Comune a “procedure anche semplificate” e a rilascio celere di pareri e autorizzazioni urbanistiche; il federalismo culturale che scarica sul bilancio comunale costi di gestione senza risorse aggiuntive.

    Per questi motivi procederemo con accesso agli atti e interrogazioni, con cui chiedere trasparenza piena sul Tavolo tecnico, vincolo di passaggio in Consiglio per ogni atto attuativo che incida su destinazioni d’uso e varianti urbanistiche (con il coinvolgimento dei Quartieri coinvolti), esclusione esplicita di destinazioni turistiche, quota minima vincolata di edilizia residenziale pubblica e residenze studenti pubbliche nei beni dismessi, tutela degli usi sociali esistenti.

    Firenze ha bisogno di un piano per il patrimonio pubblico. Ne ha bisogno per fare casa pubblica, presidi sanitari di quartiere, residenze studenti pubbliche, beni comuni urbani, spazi sociali. Non per moltiplicare uffici delle forze dell’ordine e aprire a partenariati turistici sui suoi gioielli. Di fronte a richieste di moratoria e partecipazione, non ci si può limitare ad accordi apicali che tengono fuori le assemblee elettive.

  • Il mistero dello studio di Celata: non ci siamo

    Il mistero dello studio di Celata: non ci siamo

    “Rifaremo le domande poste ieri in Commissione. Programmare deve essere un atto politico”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Ci risiamo. Un impegno preso pubblicamente, una data annunciata con precisione, e poi il silenzio istituzionale. È il copione che questa amministrazione ha ormai trasformato in abitudine: si presenta uno strumento, se ne celebra la valenza tecnica, e poi si lascia trascorrere il tempo senza rendere conto né dei risultati né dei ritardi.

    L’Assessore Vicini aveva dichiarato esplicitamente, nella seconda metà del 2025, che «a gennaio professor Celata ci manderà la sua relazione». Non un’indicazione vaga, non un “ci stiamo lavorando”: una data. Gennaio 2026. Quella data è passata. Febbraio è passato. Siamo a fine marzo 2026 e della relazione del professor Celata — lo studio sulle zone omogenee di Firenze commissionate dal Comune all’Università La Sapienza — non c’è traccia pubblica. Ieri la Sindaca lo ha citato. E noi abbiamo chiesto: “ma quando verrà reso noto e presentato?”. Nessuna risposta.

    Non lo diciamo per polemica. Lo diciamo perché nel frattempo Gavinana, Rifredi, Novoli, Legnaia, Careggi e Rovezzano continuano ad essere sommerse da annunci di affitti turistici brevi. E non sono le uniche aree a soffrire di questa pressione. Parliamo di 800 nuove inserzioni comparse in soli due mesi nel 2025 nelle zone semi-centrali, con prezzi medi che hanno toccato i 243 euro a notte. Non è un’astrazione statistica: è l’espulsione della residenza da tutti i Quartieri.

    La questione non è di poco conto anche sotto il profilo istituzionale. Quando il Consiglio Comunale ha approvato il Regolamento per le locazioni turistiche brevi, il 5 maggio 2025, l’accordo con il Dipartimento MEMOTEF della Sapienza e il professor Celata era già stato presentato come elemento portante della strategia: lo strumento scientifico su cui fondare le decisioni su dove e come intervenire fuori dall’area UNESCO. Il Regolamento stesso prevede esplicitamente la possibilità di «modificare le aree omogenee o introdurne di nuove, introdurre ulteriori criteri e limiti anche a seguito dei risultati del monitoraggio». In altri termini, il Consiglio ha individuato nella ricerca Celata una parte essenziale del percorso normativo. L’obiettivo è preciso: tradurre in decisioni le preoccupazioni legittime dei rioni. Ogni giorno di ritardo aggrava l’emergenza abitativa.

    Ebbene: a quasi un anno dalla firma di quell’accordo, quei dati non ci sono. O meglio — e questo è il punto più problematico — non vengono resi noti alla Cittò.

    Il linguaggio delle dichiarazioni istituzionali racconta da solo il progressivo slittamento. Si comincia con «a gennaio Celata ci manderà la relazione». Poi, nel decalogo sul turismo sostenibile presentato a febbraio 2026, l’assessore Vicini dice: «a breve avremo la relazione del professor Filippo Celata». Ieri il silenzio. Da una data precisa a un orizzonte indeterminato.

    Chiediamo all’assessore Vicini e alla sindaca Funaro di chiarire pubblicamente: quando verrà consegnata la relazione Celata? Quando verrà resa accessibile al Consiglio comunale, ai Quartieri e alla cittadinanza? E soprattutto: qual è la nuova scadenza — concreta, verificabile, non un “a breve” affidato alle buone intenzioni — entro cui l’amministrazione intende valutare eventuali interventi nei quartieri periferici?

    Per programmare serve governare ogni giorno, con dati, trasparenza e decisioni. Anche perché con questi annunci e ritardi, si favorisce chi si affretta a investire prima di nuovi possibili blocchi.

  • Attacchi a Salviamo Firenze fuori luogo

    Attacchi a Salviamo Firenze fuori luogo

    “Italia Viva e Fratelli d’Italia rilasciano dichiarazioni per noi pericolose”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Italia Viva e Fratelli d’Italia dicono spesso di difendere la libertà, ma non sembrano avere interesse a tutelare quella più importante: la possibilità di esprimere il proprio pensiero e criticare.

    Oggi l’Assessore Vicini ha risposto a una domanda d’attualità del Consigliere Gandolfo, indirettamente anche alla nota del Consigliere Casini. Il suo invito è stato ad abbassare i toni.

    Se però c’è rabbia e frustrazione in Città è perché il diritto alla casa ormai è negato a troppe persone, praticamente a chiunque debba pagare un affitto sulla base del proprio salario.

    Non è una questione di attenzione mediatica. Il tema è sentito in tutta la Città. Salviamo Firenze si muove sulla base di ciò che ritiene giusto. Quante volte è stato invitato in questo anno dalla Sindaca o dalla Giunta per un confronto?

    Chiederemo che questo avvenga nelle relative commissioni consiliari di competenza.

  • Delibera affitti brevi: approvati due emendamenti

    Delibera affitti brevi: approvati due emendamenti

    “Esprimeremo non voto, per proseguire nel confronto contro l’overtourism e i suoi effetti”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Di 11 emendamenti due sono stati accolti. In uno abbiamo ottenuto il riconoscimento della dimensione dei condomini all’interno del fenomeno degli affitti brevi, perché come evidenziato da Associazione Progetto Firenze, SUNIA e CGIL, la maggior parte degli appartamenti è all’interno di complessi in cui si crea una lesione del diritto alla proprietà di chi subisce l’arrivo delle locazioni turistiche, facendosi carico dei maggiori costi.

    In un altro abbiamo voluto chiarire che il pagamento dell’imposta di soggiorno non versata sana solo questo tipo di inadempienza e non altro. Magari era scontato, ma la formulazione emendata era quantomeno ambigua.

    Prendiamo inoltre atto che l’Assessore nel suo auto emendamento abbia tolto il riferimento alla Giunta come unico organismo competente a individuare nuove aree in cui applicare il blocco degli affitti brevi. Noi avevamo chiesto di prevedere in esplicito un ruolo dei Consigli di Quartiere e comunale.

    Esprimeremo non voto, perché riconosciamo l’inizio di un percorso che recepisce le novità della legge regionale, ma pensiamo che si potesse fare di più e prima, quindi cercheremo di dare il nostro contributo giorno dopo giorno, nelle settimane che ci attendono.

  • Affitti brevi: in ritardo e solo per area UNESCO, confermato non voto

    Affitti brevi: in ritardo e solo per area UNESCO, confermato non voto

    “La Giunta dovrebbe ascoltarci per tempo, evitando di farlo a distanza di mesi o di anni”


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    L’urbanistica è uno strumento adatto per contrastare il cosiddetto fenomeno degli affitti brevi e l’overtourism? Per noi sì, anche se non sufficiente di per sè.

    Chiedevamo da tempo degli strumenti e solo dopo anni si è arrivato a prevederli, in modo parziale e solo per l’area UNESCO. Chiedevamo una regge regionale e finalmente è arrivata, ma ancora non si capisce quando Palazzo Vecchio la tradurrà in un vero e proprio regolamento, nonostante la nostra domanda fatta direttamente in aula all’Assessora.

    Riceviamo ascolto, ma sempre tardi. Tra l’altro non parliamo tanto di noi, ma di movimenti, associazioni e sindacati che da molto tempo avanzano proposte precise.

    Non ci allineiamo alla retorica delle destre sul diritto alla proprietà privata, perché questo va riconosciuto anche a chi nei condomini si trova ostaggio di scelte non proprie, magari resistendo come unico nucleo stabilmente residente.

    I nostri emendamenti sono stati bocciati oggi. Uno chiedeva di togliere il giudizio positivo su AIRBNB. C’è incertezza di visione e ambiguità di analisi in maggioranza.
    Un altro proponeva di recepire prima del 2026 le novità regionali, ma c’era parere tecnico negativo e studieremo meglio come superarlo. Il terzo, ritirato, suggeriva di correggere un evidente errore di anno. Lo abbiamo ritirato, ringraziando chi ci aiuta ogni giorno ad avere attenzione sulle azioni di governo.

    Ci interessa la concretezza delle azioni amministrative, non ricercare consenso: se la maggioranza vorrà ascoltare le nostre proposte potrà farlo a partire dalla prossima delibera sul regolamento dove chiediamo recepisca la nuova legge regionale prima dell’estate.

  • Tastierini numerici: recepita solo una parte del nostro emendamento

    Tastierini numerici: recepita solo una parte del nostro emendamento

    Avevamo proposto di inserire un testo che la Giunta ha accolto, non recependone però appieno il significato


    Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

    Prendiamo atto della volontà della Giunta di ascoltarci su almeno una parte della proposta di esonerare dal divieto i tastierini di proprietà condominiale. 
    Invece di approvare il nostro emendamento, però, l’Assessore ha preferito riformularlo e collocarlo in parti diversi del regolamento.

    Noi avevamo agito nella parte della pubblica sicurezza, la maggioranza ha preferito quella sul decoro. La riformulazione però, introduce una modifica sostanziale. 
    Noi chiedevamo di esonerare dal divieto i tastierini (uno per ingresso) a condizione che fosse di proprietà e gestione condominiale. Il testo riformulato riduce il ruolo del condominio, facendo riferimento a un tastierino di cui l’Assemblea condominiale abbia approvato installazione e gestione. 

    La differenza è palese: i tastierini per i quali con il nostro emendamento si chiedeva l’esonero potevano essere solo quelli installati e gestiti nell’interesse e al servizio di tutti i condomini. A differenza del Consigliere Santarelli, che pur essendo di maggioranza ha presentato quattro emendamenti, pensiamo che obbligare indiscriminatamente anche i Condomini a rimuovere i tastierini significhi riportare non poche realtà nelle gravose situazioni che erano riuscite a risolvere: chiavi comuni disseminate in tutto il globo, serrature da riparare e sostituire ogni due per tre e scampanellate ad ogni ora da parte di ospiti che hanno perso le chiavi.

    Al contrario, nel testo della Giunta anche un tastierino privato al servizio di una sola unità immobiliare potrebbe ritrovarsi esonerato dal divieto, purché abbia ricevuto il consenso della maggioranza dei condomini. 

    Nel prendere atto, ci sentiamo a questo punto in dovere di consigliare ai condomini che dovessero trovarsi ad affrontare la richiesta di un privato di installare un tastierino, di porre come condizione di cedere al condominio la piena gestione dei codici e del loro rinnovo.

    Attendiamo di capire l’esito anche degli altri due emendamenti. Il primo per evitare le cosiddette figure dei checkinisti (forma di lavoro povero che rischia di diffondersi in modo incontrollato), anche in questo caso prevedendo un ruolo del Condominio nell’individuare chi può avere il codice per gestire l’accoglienza chi pernotta temporaneamente. Il secondo per prevedere strumenti digitali certi, che danno alle Amministrazioni informazioni, prendendo atto di quanto succede in altri Paesi.