“La maggioranza difende il Piano Operativo blindato e il valore immobiliare. Piazza Bonsanti è un’isola di calore. Speriamo che in Consiglio comunale le posizioni possano cambiare”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
La Commissione consiliare 6 ha esaminato giovedì la nostra mozione sul computo delle aree verdi ed ha espresso parere contrario: 9 voti contro, 1 favorevole (il nostro), 2 presenti non votanti.
La sostanza degli interventi della maggioranza è una: il Piano Operativo è intoccabile, o meglio c’è chi pensa vada difesa apertamente la centralità del valore immobiliare nelle scelte urbanistiche.
Il problema è che il Piano del Verde e il Piano Operativo non dicono la stessa cosa. E in commissione è stato ammesso da tutti i gruppi.
Piazza Bonsanti (classificata come “V” (verde) nel Piano Operativo) non compare tra i giardini nel Piano del Verde. Anche una Consigliera del Partito Democratica l’ha definita «davvero un’isola di calore». Non è il risultato di una distrazione: è la conseguenza del meccanismo che la nostra mozione puntava a correggere, quello che consente di soddisfare lo standard verde con la copertura di un parcheggio interrato, stendendo una pellicola di terra sul cemento.
C’è anche un elemento di contesto. Lo stesso 18 giugno il Comune ha comunicato l’ampliamento dei rifugi climatici: 9 nuovi spazi, di cui 5 nelle sedi di Quartiere e 4 nuovi giardini. Bene, ma i rifugi climatici esistono perché la città ha isole di calore. Le isole di calore esistono anche perché per decenni abbiamo contato come verde ciò che verde non è. Aggiungere sedie all’ombra non risolve il problema strutturale. Il Piano del Verde e degli Spazi Aperti approvato nel marzo 2025 registra che il suolo è impermeabilizzato fino al 70% anche nel verde comunale. Fintanto che le norme consentono di contabilizzare coperture di parcheggi come aree verdi, quella percentuale non cambia.
Non è un caso isolato fiorentino. La Provincia Autonoma di Bolzano ha già risolto la questione in modo netto: il verde di copertura di tetti e solai non è ammesso tra gli standard urbanistici. Solo il verde in piena terra conta. Firenze potrebbe fare altrettanto, ma la maggioranza ha preferito rimandare al Piano del Verde, che non ha potere normativo sugli standard, oppure difendere le schede esistenti che quelle previsioni le contengono.
Nel frattanto, in questi giorni, l’area Nucci Geminiani viene disboscata: un’altra voce da aggiungere al conto del verde che sparisce, mentre sulla carta i numeri restano.
Porteremo la mozione in Consiglio comunale. Dato che il parere della commissione non è vincolante, la discussione non è chiusa e confidiamo possa esserci un cambio di posizione da parte dei diversi gruppi: proveremo a lavorare su degli emendamenti che lo rendano possibile.









