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Colonialismo e fascismo: grave quanto affermato in commissione

“Nell’anniversario della Marcia su Roma il Consigliere Draghi di Fratelli d’Italia conferma l’importanza del testo presentato”


Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune

Nel giorno in cui ricorre l’anniversario della Marcia su Roma, in Commissione 7, il Consigliere Draghi (Fratelli d’Italia) ha detto di essere orgoglioso della storia coloniale italiana, ritenendo eroiche le persone coinvolte.

La gravità di quanto detto conferma l’importanza del contesto in cui ciò è avvenuto: una seduta dedicata alla nostra mozione n. 588/2026, poi passata con parere favorevole della maggioranza dei gruppi presenti, per una giornata nazionale sui crimini italiani in Africa, il 19 febbraio, data del massacro di Addis Abeba del 1937, e per un sostegno sistematico a Black History Month Florence, con il patrocinio annuale, gli spazi comunali, i fondi nel piano degli eventi e un lavoro della Commissione Toponomastica sulle vie che portano nomi dell’epoca coloniale.

Non è la prima volta. L’8 aprile scorso lo stesso consigliere aveva parlato in aula di «glorioso passato coloniale italiano», e nel luglio 2023 aveva votato contro la risoluzione, approvata dal Consiglio, che chiedeva al Parlamento di individuare proprio il 19 febbraio come data della memoria. Il Parlamento non ha fatto nulla: per questo la mozione torna, aggiornata.

I luoghi di Firenze, come quelli di altre città d’Italia, portano ancora i segni dei crimini commessi dal Regno d’Italia, prima e durante il fascismo.

Continuare a coltivare le memorie su base esclusivamente nazionale, insistendo su episodi in cui siamo le “vittime”, serve a chi vuole dividere i popoli: serve appoggiarsi al rigore storiografico più aggiornato e a una volontà politica in cui si insiste in positivo su un’idea di futura umanità.

Chi è nostalgico della seconda guerra mondiale si pone fuori dal perimetro costituzionale.

Ringraziamo i gruppi della maggioranza intervenuti per gli emendamenti proposti e chiediamo che la mozione arrivi quanto prima al voto del Consiglio comunale.

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