“Dopo via Guelfa, il Comune deve sapere quante case degli enti che governa con le sue nomine sono vuote, affittate o turistiche”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Oggi la Commissione Politiche sociali e sanità del Consiglio comunale ha dato parere favorevole all’unanimità alla nostra mozione 1355/2026 sui patrimoni a vocazione sociale, con 14 voti favorevoli su 14 presenti, e l’ha fatta propria. La mozione chiede alla Sindaca e alla Giunta un censimento pubblico e aggiornato nel tempo delle case di proprietà di enti, aziende e fondazioni nei cui organi il Comune nomina o designa qualcuno. Si parte dalle Aziende pubbliche di servizi alla persona come Montedomini, e per ogni casa si deve sapere se è sfitta, affittata e a quale canone, oppure usata per il turistico o il commerciale.
Il testo invita anche la Giunta a fare altre cose. Deve indirizzare le persone che nomina in questi enti perché sostengano l’uso residenziale e gli affitti stabili e accessibili. Deve usare le prerogative che lo Statuto di Montedomini già le dà, a partire dalla comunicazione preventiva al Comune quando la gestione del patrimonio viene affidata a terzi. Deve aprire un tavolo con Arcidiocesi, Fondazione Solidarietà Caritas, Fondazione CR Firenze, Casa S.p.A., Università, Azienda regionale per il diritto allo studio e sindacati degli inquilini, per una mappatura volontaria delle case disponibili sul modello di Genova, Bergamo e Milano. Chiede poi più controlli sugli annunci delle piattaforme e una relazione ogni anno in Commissione.
Il caso da cui partiamo è via Guelfa 81. Nel maggio 2025 Montedomini ha messo a bando per sedici anni due appartamenti «ad uso abitativo», ma lo schema di contratto, «in espressa e specifica deroga» al divieto di subaffitto, permetteva di trasformarli in strutture ricettive. Oggi quei due appartamenti si prenotano sulle piattaforme turistiche. Una deroga analoga c’era già nel bando del 2022 per via Guelfa 77, mentre non compare nei contratti per gli alloggi fuori dal centro storico.
Per avere un voto condiviso abbiamo accettato degli emendamenti che rendono il testo più morbido. «Impegna» è diventato «invita», e il divieto esplicito di uso turistico nei bandi è stato sostituito da un indirizzo a favore della residenza. È un passo in avanti, e vogliamo che le decisioni vengano prese dal basso: ora l’atto deve passare dal voto in Consiglio comunale, e da lì il censimento dovrà avere tempi e una prima consegna in Commissione.
Il patrimonio delle Aziende di servizi alla persona viene dalla solidarietà di generazioni di fiorentine e fiorentini. Se una città vuole essere credibile quando parla di emergenza abitativa, deve cominciare dalle case che possiede o governa con le proprie nomine.
La Sindaca ha annunciato di voler far acquistare alla Città Metropolitana il complesso di Sant’Agnese: non è una novità e non servono proclami. Chi governa la Città accetti il confronto e la costruzione di percorsi radicati, quanto ampi.








