“I lavori nei padiglioni di San Salvi non prevedono il ritorno della RSA a piena capienza”
Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune
Lorenzo Palandri – Sinistra Progetto Comune Quartiere 2
Nei padiglioni di San Salvi che ospitano la RSA Le Civette l’AUSL Toscana Centro ha messo a quadro economico circa 1,9 milioni di euro per una Centrale Operativa Territoriale con uffici amministrativi e per nuovi ambulatori, e nessuna risorsa per rimettere a norma la residenza. L’unica stima per l’adeguamento antincendio, 531.700 euro più IVA calcolati nel 2021, non compare in nessun quadro economico. Lo dicono i documenti che l’Azienda ci ha trasmesso il 26 e il 28 ottobre in risposta alla nostra istanza di accesso civico, e che ringraziamo per averli consegnati per intero. A chi sostiene che tenere aperta la RSA non sia sostenibile, rispondiamo che negli atti c’è un solo numero sugli investimenti necessari, ed è quello del 2021.
Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di pretendere da Regione e AUSL che quei lavori vengano finanziati, e che si dica con chiarezza quanto costa riportare la RSA ad almeno 40 posti e riaprire il centro diurno Alzheimer, chiuso nel giugno 2025, come chiedono lavoratrici, lavoratori e familiari. A che punto è il confronto tra Comune e Regione?
Nell’edificio 11 si stanno ricavando ambulatori e una palestra riabilitativa per le attività spostate dalla Casa di Comunità di via D’Annunzio, dove è aperto un cantiere PNRR: i lavori sono stati affidati nel settembre 2025, su un quadro economico di 450.000 euro. Al primo piano del padiglione 10, su circa 350 metri quadrati, sorgerà la Centrale Operativa Territoriale finanziata dal PNRR, con un quadro economico di 1.471.851 euro e lavori aggiudicati a fine luglio. È lo stesso piano dove il progetto antincendio del 2016 collocava i posti letto; se si tratti delle stesse stanze non possiamo dirlo, perché le tavole non sono tra i documenti ricevuti.
I problemi della struttura sono noti da anni. Il parere dei Vigili del fuoco del 2017 è favorevole solo per gli ambulatori e per l’edificio tutelato, non per la residenza, e chiede una SCIA prima dell’esercizio, che fra le carte trasmesse non c’è. La ricognizione del 2021 elenca vie di esodo difformi, porte tagliafuoco assenti anche nelle camere, nessun impianto di evacuazione.
Non si sta mettendo a norma la RSA. La relazione di progetto della Centrale Operativa scrive che dal 2003 la proprietà porta avanti la ristrutturazione dei padiglioni «per destinarli a sede degli uffici delle funzioni amministrative e direzionali». In questa prospettiva la residenza non compare.
Intanto CUB Sanità ha scritto all’AUSL che i posti liberi sui 20 attuali sono diventati due e che non ci sono nuovi ingressi, nonostante ci siano persone in attesa. Il verbale firmato il 7 ottobre all’Unità di crisi della Regione confermava invece l’attività con 20 posti per tutta la proroga.
La proroga fino a giugno 2027 non può e non deve servire ad aspettare che la mobilitazione a difesa delle Civette cali, per poi chiudere i servizi sociosanitari di San Salvi. Quando un servizio pubblico per le persone anziane non autosufficienti viene svuotato spazio dopo spazio, la scelta politica c’è anche se nessuno la firma.
Oggi alle 17:30 ci sarà un’assemblea pubblica promossa dalle lavoratrici, dai lavoratori e dai familiari della RSA, nella sala della Parrocchia di San Salvi in piazza di San Salvi 10: ascolteremo cosa emergerà e costruiremo un nuovo question time, per riportare il tema nel Salone dei Duecento.








